Lo squadrone dopo poco arrivo ad incrociare un torrente.I guerrieri furono soddisfatti: Vedere quella lingua d'acqua fu una visione di vita. Molti si gettarono direttamente nel letto del torrente per poter placare l'arsura che li attanagliava da ore. Lo stesso era pieno di pietre alcune levigate dal tempo altre a spuntoni, ma questo non fermava la gioia incontenibile di poter rinfrescare le proprie membra. I cavalli lasciati liberi invece di scappare si avvicinarono lenti, quasi di soppiatto all'acqua che da tanto avevano sognato.Elo e Brado furono allontanati da quella fonte di vita. Si sarebbero dissetati per ultimi. Erano pur sempre dei prigionieri anche se questi non erano gli ordini di Cesare.Aurelio, Valerio, Brienzio e Frago si avvicinarono al torrente con calma per poter dare un esempio concreto di uomini di coraggio e pronti ad ogni sacrificio. Mentre tutti, intorno a loro, gridavano, si bagnavano e dissetavano in quella giornata afosa. I loro ufficiali bevevano avidamente, ma con compostezza, con nobiltà mantenevano i loro ranghi: sia romani che barbari erano alla stessa stregua.Dopo essersi dissetati i guerrieri si diedero il cambio e fecero avvicinare Elo al torrente. Stremata si accasciò e bevve con il viso immerso nell'acqua. Si bagnò completamente anche la testa. Brado la guardò e sorrise. Era felice che poteva finalmente riposare. Fortunatamente le mani erano legate in avanti così potè anche bagnarsi le braccia. Ebbe un sollievo per tutto il corpo. Si mise diritta sulla schiena e si sgranchi le membra per poi rigettarsi in acqua. Il guerriero che la sorvegliava non si oppose preferiva continuare ad ammirare i fianchi e le curve di una donna bellissima. Poi Elo si sdraiò fianco al ruscello. Il guerrierò la tirò a se. Ma Brienzio che si era avvicinato lo redarguì. Gli fece cenno di lasciarla dov'era. Poi fu il turno di Brado e appena sentì allentata la presa si diresse verso la frescura che scorreva a pochi metri. Il terreno era soffice, morbido e l'erba era bassa. Sicuramente era una fonte per gli animali della zona selvatici e non. Come Elo anche Brado si mise in ginocchio e bevve fino a saziarsi. L'acqua gli scorreva nella gola e lo rinquorava. Erano ancora vivi. Il suo stomaco riprese vita come il resto del corpo. I muscoli delle gambe e delle braccia gli dolevano, ma erano ancora vivi. Ora anche lui di sdraiò a terra. Anche la maggior parte dei guerriri erano: chi seduti, chi sdraiati e chi accarezzava il proprio cavallo.
I Centurioni
Lo squadrone dopo poco arrivo ad incrociare un torrente.I guerrieri furono soddisfatti: Vedere quella lingua d'acqua fu una visione di vita. Molti si gettarono direttamente nel letto del torrente per poter placare l'arsura che li attanagliava da ore. Lo stesso era pieno di pietre alcune levigate dal tempo altre a spuntoni, ma questo non fermava la gioia incontenibile di poter rinfrescare le proprie membra. I cavalli lasciati liberi invece di scappare si avvicinarono lenti, quasi di soppiatto all'acqua che da tanto avevano sognato.Elo e Brado furono allontanati da quella fonte di vita. Si sarebbero dissetati per ultimi. Erano pur sempre dei prigionieri anche se questi non erano gli ordini di Cesare.Aurelio, Valerio, Brienzio e Frago si avvicinarono al torrente con calma per poter dare un esempio concreto di uomini di coraggio e pronti ad ogni sacrificio. Mentre tutti, intorno a loro, gridavano, si bagnavano e dissetavano in quella giornata afosa. I loro ufficiali bevevano avidamente, ma con compostezza, con nobiltà mantenevano i loro ranghi: sia romani che barbari erano alla stessa stregua.Dopo essersi dissetati i guerrieri si diedero il cambio e fecero avvicinare Elo al torrente. Stremata si accasciò e bevve con il viso immerso nell'acqua. Si bagnò completamente anche la testa. Brado la guardò e sorrise. Era felice che poteva finalmente riposare. Fortunatamente le mani erano legate in avanti così potè anche bagnarsi le braccia. Ebbe un sollievo per tutto il corpo. Si mise diritta sulla schiena e si sgranchi le membra per poi rigettarsi in acqua. Il guerriero che la sorvegliava non si oppose preferiva continuare ad ammirare i fianchi e le curve di una donna bellissima. Poi Elo si sdraiò fianco al ruscello. Il guerrierò la tirò a se. Ma Brienzio che si era avvicinato lo redarguì. Gli fece cenno di lasciarla dov'era. Poi fu il turno di Brado e appena sentì allentata la presa si diresse verso la frescura che scorreva a pochi metri. Il terreno era soffice, morbido e l'erba era bassa. Sicuramente era una fonte per gli animali della zona selvatici e non. Come Elo anche Brado si mise in ginocchio e bevve fino a saziarsi. L'acqua gli scorreva nella gola e lo rinquorava. Erano ancora vivi. Il suo stomaco riprese vita come il resto del corpo. I muscoli delle gambe e delle braccia gli dolevano, ma erano ancora vivi. Ora anche lui di sdraiò a terra. Anche la maggior parte dei guerriri erano: chi seduti, chi sdraiati e chi accarezzava il proprio cavallo.