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Fuga


Elo era stanchissima, ma lo stupore per aver le mani di nuovo libere la fece sobbalzare al tal punto che Brado dovette tenerla e intimarle di fare meno rumore possibile. Le indicò la via di fuga più congeniale, più sicura. I guerrieri posti di fronte a loro erano posti ad una distanza superiore rispetto alle altre coppie. Bastava strisciare nel mezzo e il gioco era fatto. La sorpresa, il silenzio erano fattori determinanti per poter realizzare la loro fuga. Elo era anche tutta intorpidita e si muoveva a fatica. Brado voleva aspettare qualche minuto ancora magari le sentinelle sarebbero state più stanche. La luminosità era quasi del tutto assente. Il momento era ideale. I guerrieri tutt'intorno dormivano. Alcuni russavano, altri si muovevano continuamente. Il troppo vino, la troppa birra bevuta faceva effetto. Una leggera brezza muoveva il fogliame intorno al piccolo campo. Qualche roditore cercava la propria preda tra la poca alta. Brado aveva il fiato lungo. Elo aveva il cuore che gli impazziva. Stavano per compiere un gesto che, se scoperto, sarebbe costato loro la vita. Ma dovevano comunque tentare. Fu Brado a strisciare sopra l'erba e subito dopo Elo. Tra loro e i guerrieri posti a guardia c'erano circa cinquanta passi. Furono i più lunghi della loro vita. Arrivati nel mezzo l'erba si fece più alta aumentando il rumore. Brado accelerò l'andatura. Elo imitò il suo compagno per non rimanere troppo indietro. Appena furono ai limiti della boscaglia si misero a carponi. Pochi attimi dopo erano inghiottiti dalla vegetazione. Brado sorrise. Elo ansimava. Brado le disse con voce bassissima:" Bene procediamo ancora un pò a carponi poi appena siamo abbastanza lontani ci alziamo e corriamo il più velocemente possibile, capito?" Elo annuì. Tremava dalla paura e dall'eccitazione. Un gufo dall'alto di un grande pioppo spiccò il volo. Il suo silenzio accompagnò la fuga dei due prigionieri.