Brienzio era il più nervoso. Era quello che aveva dato ordine di allentare la stretta delle corde ed era stato ripagato da una fuga. Questo era intollerabile. Prese con se metà dello squadrone e iniziò a cercare i prigionieri.La notte era fredda, umida. I guerrieri ancora insonnoliti e intorpiditi procedevano a passo veloce cercando di scaldarsi con i movimenti della braccia. Brienzio sempre più furioso seguiva le tracce lasciate dai due.Aurelio e Valerio erano contrariati dal comportamento dei galli. Non dovevano reclutare bifolchi, ma uomini pronti a dare la vita per Cesare e per Roma. L'impero era agli inizi. Roma non poteva permettersi di perdere la conquista di un territorio come la gallia. Era un nuova promessa per coloni, commercianti, funzionari e uomini pronti a far soldi.Quindi questa caccia era per loro inutile. Dovevano unirsi al più presto alle armate del Console Romano per poter combattere contro gli Elvezi. Ma non potevano neanche impedire la cattura di due fuggiaschi, ne avrebbe valso l'onore di Brienzio.I due: Brado ed Elo correvano a più non posso. Le gambe cominciarono a dolere, i muscoli erano intorpiditi dalla fatica. Ora vedevano i galli sempre più lontani. ma dovevano prendere sempre più distanza dai loro ineguitori. In gioco c'era la vita. Il sole stava per sorgere di nuovo. Il chiarore dell'alba, verso est, si intravedeva dai rami degli alberi più alti. Correvano lungo il torrente. Brado decise di passare oltre la sponda sud. Passare oltre poteva cancellare le tracce. Elo era distrutta. La marcia del giorno prima l'aveva provata. Legata stretta e tirata da un cavallo aveva portato l'indolensimento di tutti gli arti. Si fermarono oltre una fitta macchia di rovi. Si misero seduti. Sdraiarsi poteva far rischiare un collasso. Tremavano dall'eccitazione. Erano sporchi, sudati, ansimavano, si abbracciarono e sorrisero. Sembrava che tutto andasse per il meglio. Appena ripreso un pò di fiato ricominciarono a correre. la direzione presa doveva portarli verso gli appennini. Se raggiunti potevano risalire le colline e nascondersi tra la boscaglia. Ogni tanto si voltavano, ma non vedevano nessuno. La gioia gli ridava il fiato per poter andare ancora avanti. Non avevano incontrato nessuno. Ora cominciavano ad avere fame.Brienzio incitava i suoi guerrieri a cercare altre tracce. Aveva con se gli stessi che avevano ricevuto l'ordine di sorvegliare i prigionieri e anche gli stessi che erano di guardia al campo. Gli ultimi erano esausti.Il sole, oramai sorto, cominciava a sovrastare la grande pianura italica. I suoi raggi cominciarono a scaldare e a portare sollievo a tutti: cacciatori e prede.
La caccia ha inizio
Brienzio era il più nervoso. Era quello che aveva dato ordine di allentare la stretta delle corde ed era stato ripagato da una fuga. Questo era intollerabile. Prese con se metà dello squadrone e iniziò a cercare i prigionieri.La notte era fredda, umida. I guerrieri ancora insonnoliti e intorpiditi procedevano a passo veloce cercando di scaldarsi con i movimenti della braccia. Brienzio sempre più furioso seguiva le tracce lasciate dai due.Aurelio e Valerio erano contrariati dal comportamento dei galli. Non dovevano reclutare bifolchi, ma uomini pronti a dare la vita per Cesare e per Roma. L'impero era agli inizi. Roma non poteva permettersi di perdere la conquista di un territorio come la gallia. Era un nuova promessa per coloni, commercianti, funzionari e uomini pronti a far soldi.Quindi questa caccia era per loro inutile. Dovevano unirsi al più presto alle armate del Console Romano per poter combattere contro gli Elvezi. Ma non potevano neanche impedire la cattura di due fuggiaschi, ne avrebbe valso l'onore di Brienzio.I due: Brado ed Elo correvano a più non posso. Le gambe cominciarono a dolere, i muscoli erano intorpiditi dalla fatica. Ora vedevano i galli sempre più lontani. ma dovevano prendere sempre più distanza dai loro ineguitori. In gioco c'era la vita. Il sole stava per sorgere di nuovo. Il chiarore dell'alba, verso est, si intravedeva dai rami degli alberi più alti. Correvano lungo il torrente. Brado decise di passare oltre la sponda sud. Passare oltre poteva cancellare le tracce. Elo era distrutta. La marcia del giorno prima l'aveva provata. Legata stretta e tirata da un cavallo aveva portato l'indolensimento di tutti gli arti. Si fermarono oltre una fitta macchia di rovi. Si misero seduti. Sdraiarsi poteva far rischiare un collasso. Tremavano dall'eccitazione. Erano sporchi, sudati, ansimavano, si abbracciarono e sorrisero. Sembrava che tutto andasse per il meglio. Appena ripreso un pò di fiato ricominciarono a correre. la direzione presa doveva portarli verso gli appennini. Se raggiunti potevano risalire le colline e nascondersi tra la boscaglia. Ogni tanto si voltavano, ma non vedevano nessuno. La gioia gli ridava il fiato per poter andare ancora avanti. Non avevano incontrato nessuno. Ora cominciavano ad avere fame.Brienzio incitava i suoi guerrieri a cercare altre tracce. Aveva con se gli stessi che avevano ricevuto l'ordine di sorvegliare i prigionieri e anche gli stessi che erano di guardia al campo. Gli ultimi erano esausti.Il sole, oramai sorto, cominciava a sovrastare la grande pianura italica. I suoi raggi cominciarono a scaldare e a portare sollievo a tutti: cacciatori e prede.