Il mio blog

Il grande fiume


Dopo una corsa frenetica arrivarono vicino ad una costruzione in legno e pietra. Era delimitata da una siepe. Intorno vi erano degli alberi da frutto. Ben curati. La primavera era alle porte. Potevano intravedersi i primi fiori spuntare tra i piccoli rami. Forse erano dei ciliegi o forse dei peschi. Non lo sapevano. Era la prima volta che vedevano quel tipo di albero. Ne avevano sentito parlare, ma nulla di più. Sapevano per certo che sia le ciliegie che le pesche erano ottime. Il sole era alto. Dei loro inseguitori non v'era traccia. Non dovevano farsi vedere però. Non potevano attirare l'attenzione. Ora percepivano un rumore inconfondibile, più che un rumore era un verso. Si! Era un verso di un animale, di una gallina! Forse aveva trovato il modo di uscire dal recinto. Era un occasione da non lasciarsi scappare. La fame era troppa. Solo la sete era stata in parte appagata. Ma lo stomaco, dopo quella corsa, cominciava a contorcersi dalla fame. La gallina era di fronte a loro. Dietro aveva la siepe. Ai lati aveva ora Elo e Brado. Si avvicinarono in silenzio. E con un balzo la presero. Il pollo emise un timido: "Coccodè!". Era fatta! Con il minimo sforzo avevano colmato la fame di un giorno e forse più. Dal camino della casupola usciva del fumo. Mentre i due si guardarono compiaciuti si sentì il rumore dell'apertura di una porta. Forse un donna. Magari doveva sistemare l'aia. O forse doveva lavare dei panni, comunque sia era meglio allontanarsi. A quell'ora il padrone di casa era sicuramente nei campi. La siepe li coprì da sguardi indiscreti. Dovevano allontanarsi anche da lì non potevano accendere un fuoco. I contadini potevano essere ignoranti, ma non stupidi. Si sarebbero accorti subito del furto. E un furto da queste parti non ha bisogno di processo. Tra guerrieri e bifolchi non sapevano quale pericolo fosse maggiore. Considerando anche la loro debolezza da giorni di marcia estenuante dovevano affrettarsi nel loro intento. A passo veloce raggiunsero una fitta boscaglia dove si inoltrarono tra le imprecazione di Brado che faceva fatica. La gallina sapeva la fine che doveva fare e per questo si agitata. Un piccolo spiazzo si aprì davanti a loro, rimasero a bocca aperta. Un'enorme di stesa d'acqua si apriva davanti a loro. Era un fiume imponente, dalle larghe sponde sabbiose, la sua portata era ampliata dalle piogge invernali e dalla neve che si scioglieva dalle alte montagne più ad ovest. Uno spettacolo della natura. Un serpente strisciava sopra la superficie, calmo tranquillo si lasciava a tratti trasportare dalla corrente.  Elo con il gomito diede un colpo secco al fianco di Brado che si riprese. Era totalmente inebriato da quella massa di liquido cristallino. Poi si allontanarono lungo la sponda nord del fiume. La loro priorità era mangiare e allontanarsi il più possibile. Erano stati attenti a non lasciare tracce ai loro inseguitori. Dopo una buona mezzora si fermarono esausti. Elo cucinò la gallina sopra un timido fuoco. Dopo aver placato la loro fame si distesero sotto delle frasche. Intorno a loro dell'erba alta li copriva da occhi indiscreti. Si rilassarono e abbracciarti chiusero gli occhi. Il silenzio del grande fiume li cullava in un sonno tranquillo e sereno. Sembrava che ormai la fatica più grande fosse passata. Brado non ebbe il coraggio di imporre dei turni avevavo bisogno di riposare e riprendere le forze.