Il fiume sembrava non finire mai.Le gambe cominciarono a dolere. La fatica aumentava ad ogni colpo di gambe. Le braccia indolensite stavano per lasciare la presa e la riva era sempre più lontana. La corrente ora sembrava più forte. Brado nuotava sempre con ardore mentre Elo stremata era praticamente ferma. Il suo viso poggiava contro il tronco dell'albero. Stava quasi per cedere al sonno e alla stanchezza.Brado le disse:" Dai forza che manca poco. Nuota ancora un pò, se riusciamo ad arrivare a quella insenatura non avremo più problemi. La corrente si placherà. Coraggio!".Elo alzò la testa. Sorrise, ma era stravolta. Provò a muovere le gambe, ma i polpacci erano duri. I crampi l'avevano assalita. Sentiva dolore dappertutto. Cercava di tendere le caviglie per trovare un pò di sollievo.Intanto Brado ce la metteva tutta. Vedeva la sponda sempre più vicina. Finchè non sentì il fondo del fiume sotto di se. A quel punto decise che era ora di abbandonare il tronco e afferrò con decisione Elo. La prese da dietro per le ascelle e cominciò a trascinarla. Vide poco lontano che la vegetazione aveva lasciato una sorta di passaggio tra gli arbusti. La sabbia era scivolosa, melmosa ed in leggera pendenza. Brado arrancava sentiva le forze venire meno, ma non poteva lasciarsi andare l'acqua era ancora profonda e c'era il rischio di annegare. Quasi seduto trascinò Elo sopra il leggero pendio attraverso il varco della vegetazione. Non erano piante particolarmente alte, ma abbastanza da poterli nascondere e farli riposare per qualche ora.Gli arbusti erano cresciuti formando una sorta di cerchio intervallato da sabbia, ghiaia e piccole pietre. Era un posto ideale per potersi riparare e non essere visti.Brado poggiò con delicatezza la sua compagna. Fece con della sabbia asciutta un piccolo cuscino sul quale adagiò il capo di Elo. Poi si alzò e si guardò intorno. Non vide, nè sentì nulla. Si voltò verso Elo che dormiva profondamente. Era distrutta da quella avventura. E lo era anche Lui, ma aveva il dovere di verificare se quel posto fosse sicuro. Scrutò ancora: non vide nessuno. I suoi inseguitori dovevano essere lontani. La guerra doveva essere lontana. Se non aveva fatto male i suoi calcoli dovevano essere vicini ha qualche approdo. Non ne avevano visto nessuno e avevavo percorso molta strada dalla scesa in acqua. Dopo questi pensieri stancamente si inginocchiò e subito dopo si sedettè. Ora la stanchezza lo avvolse come una coperta. Si sdraiò e diede un piccolo bacio sulle labbra di Lei: il suo amore, la sua piccola forte compagna. Sorrise.La sabbia calda lo coccolò. Sicuramente ora non correvano più grossi pericoli. Dovevano stare attenti solo a qualche bifolco della zona. Per il resto potevano stare tranquilli. Non poteva credere che Cesare si potesse addentrare ancora sul suolo della Gallia Cisalpina per cercare altre reclute. Eppoi loro avevano altri progetti. Alla fine di questi pensieri chiuse i suoi occhi e un sono profondo lo avvolse.Il Fiume Padoa continuava calmo, placido la sua corsa verso il mare Adriatico.
La Salvezza
Il fiume sembrava non finire mai.Le gambe cominciarono a dolere. La fatica aumentava ad ogni colpo di gambe. Le braccia indolensite stavano per lasciare la presa e la riva era sempre più lontana. La corrente ora sembrava più forte. Brado nuotava sempre con ardore mentre Elo stremata era praticamente ferma. Il suo viso poggiava contro il tronco dell'albero. Stava quasi per cedere al sonno e alla stanchezza.Brado le disse:" Dai forza che manca poco. Nuota ancora un pò, se riusciamo ad arrivare a quella insenatura non avremo più problemi. La corrente si placherà. Coraggio!".Elo alzò la testa. Sorrise, ma era stravolta. Provò a muovere le gambe, ma i polpacci erano duri. I crampi l'avevano assalita. Sentiva dolore dappertutto. Cercava di tendere le caviglie per trovare un pò di sollievo.Intanto Brado ce la metteva tutta. Vedeva la sponda sempre più vicina. Finchè non sentì il fondo del fiume sotto di se. A quel punto decise che era ora di abbandonare il tronco e afferrò con decisione Elo. La prese da dietro per le ascelle e cominciò a trascinarla. Vide poco lontano che la vegetazione aveva lasciato una sorta di passaggio tra gli arbusti. La sabbia era scivolosa, melmosa ed in leggera pendenza. Brado arrancava sentiva le forze venire meno, ma non poteva lasciarsi andare l'acqua era ancora profonda e c'era il rischio di annegare. Quasi seduto trascinò Elo sopra il leggero pendio attraverso il varco della vegetazione. Non erano piante particolarmente alte, ma abbastanza da poterli nascondere e farli riposare per qualche ora.Gli arbusti erano cresciuti formando una sorta di cerchio intervallato da sabbia, ghiaia e piccole pietre. Era un posto ideale per potersi riparare e non essere visti.Brado poggiò con delicatezza la sua compagna. Fece con della sabbia asciutta un piccolo cuscino sul quale adagiò il capo di Elo. Poi si alzò e si guardò intorno. Non vide, nè sentì nulla. Si voltò verso Elo che dormiva profondamente. Era distrutta da quella avventura. E lo era anche Lui, ma aveva il dovere di verificare se quel posto fosse sicuro. Scrutò ancora: non vide nessuno. I suoi inseguitori dovevano essere lontani. La guerra doveva essere lontana. Se non aveva fatto male i suoi calcoli dovevano essere vicini ha qualche approdo. Non ne avevano visto nessuno e avevavo percorso molta strada dalla scesa in acqua. Dopo questi pensieri stancamente si inginocchiò e subito dopo si sedettè. Ora la stanchezza lo avvolse come una coperta. Si sdraiò e diede un piccolo bacio sulle labbra di Lei: il suo amore, la sua piccola forte compagna. Sorrise.La sabbia calda lo coccolò. Sicuramente ora non correvano più grossi pericoli. Dovevano stare attenti solo a qualche bifolco della zona. Per il resto potevano stare tranquilli. Non poteva credere che Cesare si potesse addentrare ancora sul suolo della Gallia Cisalpina per cercare altre reclute. Eppoi loro avevano altri progetti. Alla fine di questi pensieri chiuse i suoi occhi e un sono profondo lo avvolse.Il Fiume Padoa continuava calmo, placido la sua corsa verso il mare Adriatico.