OSTERIA..

Stasera toccherò la Luna con un dito..


 Che rapporto che abbiamo io e la Luna.. Già. E' un qualcosa che nasce da quand'ero piccolino, mi è sempre piaciuto star lì ad ammirarla. E' forse la cosa grigia che mi piace di più, e mi piace anche quand'è nera. M'ha sempre fatto compagnia, come a chiunque legge questo post. Forse in molti non se ne sono mai accorti, io sì. Come quando
partivo per andare a scuola, io facevo sacrifici per alzarmi presto, lei era già lì, in alto, bella bella che stava lassù a mò di protezione. La rivedevo l'indomani, e l'indomani dopo. Lei sempre lì, bella come nessun'altra cosa al mondo. L'amica più affidabile, alla quale affidavi sogni, momenti di rabbia, sfoghi, lei era sempre lì, a rispondere presente. Tutt'oggi è così. A volte si veste in modo strano, a metà, a volte resta completamente nuda, e per vergogna cerca di nascondersi nel buio della notte. Ma so che per stasera vuole farsi bella, vuole che tutti noi ci ricordiamo di chi è lei, la principessa più bella del ballo di mezzanotte. Voleva farmi una sorpresa, forse non c'è riuscita, ma io faccio finta di non sapere nulla. Cercherà di allungarsi verso la Terra, e si avvicinerà così tanto da sembrare di poterla toccare. Non capita tutti i giorni, ma una volta sola ogni diciannove anni: calcolando, l'ultima volta che tu ti sei affacciata qui, ero uno scricciolo di otto anni, calmo, silenzioso, timido timido. Ero un sopramobile, dove mi mettevi stavo. Adesso le cose sono cambiate, anche parecchio: sono un rompipalle, ma so essere anche timido, calmo. Può sembrare assurdo per me che vengo chiamato Sandro il pazzo di quante ne combino, altro che silenzioso e buono buono. E tu hai visto ogni mio cambiamento, non ne hai perso uno. Tu che, forse, fortuna me ne hai portata ben poca, visto che molte cose che ti chiedevo tu le mettevi nel cassetto. Non so perché, ma anche grazie a tutti questi sogni rimasti tali adesso sono un’altra persona, con pregi e difetti, ma se guardo il resto dei miei coetanei a volte penso va bene così. Sai già tutto di me, delle mie marachelle, delle nottate fuori con gli amici, delle mie gioie, delle mie paure. Sei come una sorella, quella sorella che non ho avuto mai. E così, piccolina, stasera verrò a salutarti: ti aspetterò, come sempre, te puntuale e già pronta, io ancora a salutare amici facendoti segno che sto arrivando. Ma non per questo non ti voglio bene, anzi, fossi il Sole da mò che t’avrei sposata..Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"