Quando una persona viene delusa, credimi, cambia. E’ quel che ho letto ieri in un link, pubblicato dalla ragazza che, non vi nascondo, mi fa perdere la testa. Il primo impatto è stato pensare a lei magari delusa, cosa che m’ha fatto restare male, però poi ne è
seguita una riflessione. Se una persona è forte, riesce a trasformare in positivo quest’esperienza negativa. Nessuno nasce imparato, e non c’è insegnante migliore degli errori. Se non sbagliamo, non sappiamo dove migliorarci: ogni errore è sempre un tassello che, se messo nel posto giusto del puzzle, ci serve per vedere cosa c’è dietro. E’ come un mattone: piano piano si riuscirà a costruire una casa. Di certo, non ce ne accorgiamo subito di tutto ciò: la delusione funge da corpo celeste, corpo che aumenta velocità avvicinandosi ad un altro corpo e che poi, persa la forza iniziale, torna ad un certo stato di equilibrio. Prima un momento di follia, poi la calma, in corrispondenza di una certa rassegnazione, ma anche di una nuova fase di equilibrio. Adesso si possiede un qualcosa in più, e non è detto la delusione debba essere per forza un fattore negativo, anche perché quando vi è delusione per la maggior parte dei casi vi è anche l’illusione di un qualcosa. Bene, a me è sempre capitato così, nell’illusione si è ciechi, tante cose non si riescono a vedere o capire. Ce ne accorgeremo più tardi che, quegli insegnamenti dettati da delusioni, ci torneranno utili nella storia futura. Bisogna stare sempre allerta: se si mette in pratica tutto ciò, può darsi che poi si può costruire un qualcosa di bello che, forse, abbiamo sempre desiderato. Così, poi, da dire grazie a chi ci ha profondamente deluso.Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"