Sappiatelo: venire a Reggio Calabria non è che sia tanto bello per una famiglia qualunque. Tanto affetto, questo si, i reggini farebbero di tutto anche per uno sconosciuto, ma Reggio non è una città come le altre. Lo dimostra la scena alla quale ho assistito e di cui sono stato anche protagonista stamattina: ero a Piazza Italia, per chi non è di qui, da un marciapiede c’è Palazzo San Giorgio, sede comunale, e
dall’altro Palazzo Foti, palazzo provinciale. Ero sul lato comunale, davanti delle persone, con un vigile poco davanti (già è strano che a Reggio ci sia un vigile, praticamente equivale a trovare un quadrifoglio). Una macchina vede uno spazio proprio davanti all’ingresso di Palazzo San Giorgio, fa manovra e parcheggia, tranciandomi il passaggio dato che stava parcheggiando sulle strisce pedonali. Mi lamento, ma solo per evidenziare il dato, visto che a Reggio non vi è nessuno che sta ad ascoltare le tue lamentele, e poco più avanti mi lamento anche col vigile: un signore sulla sessantina, occhiali, mi pare la barba non fosse fresca di giornata. “Signor vigile, quello può parcheggiare lì?”, “No, ora vado”. E’ andato, ha bussato al finestrino del tizio e.. Si però mica questo ha spostato la macchina.. Ora, non m’interessa chi cazzo sia quel tale, non m’interessa chi minchia fosse, né lo voglio sapere. Qui a Reggio le regole non vengono rispettate, perché non ci sono. E questa la chiamate città metropolitana? Già città è un parolone, visto che ci sono altre realtà cittadine che ci fanno scuola e doposcuola. Qui non vi è rispetto per la società, magari state diverso tempo sulle strisce pedonali nell’attesa qualcuno vi faccia passare, così come c’è tanta gente che cerca di superarti mentre fai la fila dal medico o robe del genere. Pensate, voi che mandate i figli a scuola, qui si scrive ancora col gesso sulla lavagna. Reggio non è moderna: prendete i treni che fermano in tutte le stazioni, ce ne sono sedici al giorno, strapieni perché devono collegare un estremo costiero all’altro, da Rosarno a Melito in genere. Della sporcizia sugli autobus non ne parliamo, perché intanto bisogna capire quale passa in orario, in quanti pagano il biglietto, in quanti sono ubriachi: tradotto, controlli qui nessuno ne fa. E’ una città di serie D, come Dilettanti, perché la Serie C, oggi chiamata Lega Pro perché il termine Serie C risultava offensivo, è molto più avanti di noi. L’acqua, se scende, è salata: basta lavarvi il viso per accorgersene. Cos’abbiamo di metropolitano, ammesso che ci sono altre città ben più grandi e con un’altra densità abitativa rispetto alla nostra che meritavano quest’appellativo certo più di noi? Forse nulla, forse di metropolitano abbiamo problemi che neanche in altre città ci sono. Su questo sono d’accordo: a Reggio, di buche sull’asfalto ce ne sono così tante che stiamo pensando pure ad intitolarle ad un politico o ad un poeta: “Turi, aundi si? Ieu sugnu ntà buca Scopelliti. Passu e ti pigghiu ntà buca Pascoli o veni tu ntà buca De Nava?”.Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"