Per molti la partecipazione al Giro è un sogno, che poi un giorno si realizza. Per altri resta un sogno, ed allora lo si guarda solamente, innamorati di uno sport così emozionante, e ci si affeziona ai ciclisti, ragazzi come noi.. Wouter era uno di noi, coi suoi 26 anni.. Lo scorso anno vinse anche una tappa al Giro, avrei preferito rosicare per le sue vittorie che ricordarlo così..Era un ragazzo belga, e chi mi conosce sa della mia passione per il Belgio. Anche la squadra per la quale tifo è belga: la dirige il ciclista per il quale facevo il tifo da ragazzino, Saligari, e questo fatto ha alimentato la mia simpatia per questa terra. La Landbouwkrediet corre quasi sempre lì, e Wouter pure correva spesso sulle strade di casa. Quindi mi capitava di vederlo spesso tra i primi dieci delle corse che seguivo. Ho un ricordo strano di lui, perché finiva spesso e volentieri prima dei ragazzi Landb, quindi quasi mi dava fastidio, ma era sempre un attore del film che mi piace di più, un film chiamato ciclismo e che, doping o non doping, continua a piacermi, ad appassionarmi e a divertirmi.Sabato ho curato l'apertura del Giro sul quotidiano sul quale scrivo, e vedere sotto il mio nome è stata un'emozione unica. Un'emozione indescrivibile, per me che seguo la corsa rosa da quando avevo forse dieci anni. Ricordo le mie prime esultanze, quando Saligari vinceva in solitario, la Mg-Technogym, la Casino c'est votre equipe, Richard, Elli, Jaermann, Loda, Massi, Agnolutto, ma ricordo anche chi scriveva pagine di sport anche non essendo tesserato per le squadre da me preferite. Tutti attori di un bel film, del film più bello della mia infanzia.Un film che, tuttora, stanno girando altri attori, nuovi per molti, promesse per altri, veterani come Noè per altri ancora. E Wouter era uno di loro, uno che, senza il suo contributo, il ciclismo di adesso non sarebbe stato il ciclismo di adesso. Era un semplice pezzo di puzzle, ma provate voi a completare un puzzle da 2000 pezzi quando ve ne manca uno, impazzirete. E così, il ciclismo perde un pezzo di puzzle: bello o brutto che esso sia, il quadro finale non verrà come in copertina, ma evidenzierà un'assenza, che sempre resterà indelebile in quel quadretto. E così, il ricordo di Wouter resterà sempre dentro di noi, nessuno potrà farci dimenticare questo ragazzo di Gent, che non tornerà più a casa, non prenderà più quella sua bici da corsa, non sarà più tra i primi a tirare la volata. Resterai per sempre nei ricordi di noi sportivi, grande Wouter. E, nei miei ricordi, ti porterò così, felice per la vittoria, braccia al cielo dopo aver realizzato un sogno, quel sogno ambito da tutti, una vittoria al Giro d'Italia..
Ciao, grande Wouter..
Per molti la partecipazione al Giro è un sogno, che poi un giorno si realizza. Per altri resta un sogno, ed allora lo si guarda solamente, innamorati di uno sport così emozionante, e ci si affeziona ai ciclisti, ragazzi come noi.. Wouter era uno di noi, coi suoi 26 anni.. Lo scorso anno vinse anche una tappa al Giro, avrei preferito rosicare per le sue vittorie che ricordarlo così..Era un ragazzo belga, e chi mi conosce sa della mia passione per il Belgio. Anche la squadra per la quale tifo è belga: la dirige il ciclista per il quale facevo il tifo da ragazzino, Saligari, e questo fatto ha alimentato la mia simpatia per questa terra. La Landbouwkrediet corre quasi sempre lì, e Wouter pure correva spesso sulle strade di casa. Quindi mi capitava di vederlo spesso tra i primi dieci delle corse che seguivo. Ho un ricordo strano di lui, perché finiva spesso e volentieri prima dei ragazzi Landb, quindi quasi mi dava fastidio, ma era sempre un attore del film che mi piace di più, un film chiamato ciclismo e che, doping o non doping, continua a piacermi, ad appassionarmi e a divertirmi.Sabato ho curato l'apertura del Giro sul quotidiano sul quale scrivo, e vedere sotto il mio nome è stata un'emozione unica. Un'emozione indescrivibile, per me che seguo la corsa rosa da quando avevo forse dieci anni. Ricordo le mie prime esultanze, quando Saligari vinceva in solitario, la Mg-Technogym, la Casino c'est votre equipe, Richard, Elli, Jaermann, Loda, Massi, Agnolutto, ma ricordo anche chi scriveva pagine di sport anche non essendo tesserato per le squadre da me preferite. Tutti attori di un bel film, del film più bello della mia infanzia.Un film che, tuttora, stanno girando altri attori, nuovi per molti, promesse per altri, veterani come Noè per altri ancora. E Wouter era uno di loro, uno che, senza il suo contributo, il ciclismo di adesso non sarebbe stato il ciclismo di adesso. Era un semplice pezzo di puzzle, ma provate voi a completare un puzzle da 2000 pezzi quando ve ne manca uno, impazzirete. E così, il ciclismo perde un pezzo di puzzle: bello o brutto che esso sia, il quadro finale non verrà come in copertina, ma evidenzierà un'assenza, che sempre resterà indelebile in quel quadretto. E così, il ricordo di Wouter resterà sempre dentro di noi, nessuno potrà farci dimenticare questo ragazzo di Gent, che non tornerà più a casa, non prenderà più quella sua bici da corsa, non sarà più tra i primi a tirare la volata. Resterai per sempre nei ricordi di noi sportivi, grande Wouter. E, nei miei ricordi, ti porterò così, felice per la vittoria, braccia al cielo dopo aver realizzato un sogno, quel sogno ambito da tutti, una vittoria al Giro d'Italia..