Inizio questa mia riflessione sottolineando che io parlo a nome mio, e non a nome di un gruppo di persone.Il fatto successo in Veneto, e di cui abbiamo appreso la notizia attraverso i vari tg e attraverso la stampa, a mio avviso è di una gravità assurda. E nessuno, come
un calabrese o un siciliano, può conoscere e testimoniare cos'è la mafia, come si pone, come agisce. Come quando si parla di Palio di Siena: nessuno può testimoniare se non è di Siena. E in Veneto è successo quel che non doveva succedere, lo conferma lo stato d'agitazione interno alla maggioranza: il piddiellino Galan dalla parte destra del rettangolo di gioco. Sulla parte sinistra, invece, agisce il verde Zaia.I fatti: siamo in Provincia di Pordenone. Cos'è successo? C'è stato un raid contro un campo di mais "geneticamente modificato". L'imprenditore-agricoltore Giorgio Fidenato si è visto distruggere il suo campo da sessanta-settanta no global i quali, vestiti di bianco, si sono introdotti ovviamente abusivamente all'interno dello stesso.La legge vieta questo tipo di produzioni, e allora perché la mia protesta? Le mie parole forti? Perché non è così che si fa giustizia. Questa è la giustizia dei mafiosi, di chi non ha scrupolo, di chi non rispetta chi ha davanti, di chi non rispetta la legge. Le parole di Luca Zaia hanno del mafioso: "È stata ripristinata la legalità: la coltivazione era assolutamente fuorilegge". Chi è Luca Zaia? E' il Presidente della Regione Veneto. Non solo approva quindi chi si fa giustizia da solo comportandosi in modo irresponsabile (fosse in Calabria, con un esempio del genere, sarebbe stato facile collegare detta gentaglia con mafiosi), ma dimostra l'incapacità da parte della sua giunta ad operare a favore della giustizia andando a smontare il campo con mezzi leciti e legali. Se ci sono leggi, vanno rispettate. Non l'ha rispettata quindi Giorgio Fidenato, ma verso di lui bisognava agire nei limiti della legalità e della giustizia. Lo Stato, e se voleva la Regione Veneto, dovevano dare dei segnali di trasparenza e di legalità ai cittadini non solo veneti, ma anche italiani. Bravo il piddiellino Galan, predecessore alla guida della Regione di Zaia, che definisce "soggetti violenti, intolleranti, da condannare in ogni senso" queste tute bianche nate come paladini della giustizia. Dal Senato, arrivano altre dichiarazioni a mio avviso assurde: "Noi siamo con Zaia", precisano due senatori della Lega, "perché stiamo andando incontro a una situazione che compromette sicuramente la fiducia e anche la salute dei consumatori e non è assolutamente ammissibile che un ministro dell' Agricoltura faccia finta di niente o si schieri a difendere i coltivatori di ogm perché delle persone come i no global hanno finalmente avuto il coraggio di riportare la legalità in quella coltivazione che era illegale". Rileggete questa ultima frase. Chi è che deve riportare la legalità? Lo Stato o questa gente violenta? A questa domanda dan risposta il presidente di Coldiretti Sergio Marini, il quale afferma che "Non c'è da scandalizzarsi se quando si semina vento poi si raccoglie tempesta", gli imprenditori di Confagricoltura, che attraverso una nota fanno sapere che "I campi a mais Ogm non vanno coltivati finché‚ non sarà consentito dalla legge, ma non è ammissibile entrare in una proprietà privata e danneggiarla. Sugli Ogm bisogna far parlare la ricerca, sulla base di serie valutazioni scientifiche e altrettanti seri passaggi politici", e Galan stesso: "La mia posizione sugli Ogm l'ho espressa fin dal primo giorno, ma chi pratica e difende l'illegalità e la violenza non ha alcun diritto di criticarmi. Ho sempre detto che c'è una legge che va rispettata. E' da tre mesi che lo dico". Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"