Cosa pensate quando leggete un giornale? State leggendo buona informazione o state leggendo quello che volete voi? Oggi vorrei parlare brevemente di questo tema, solo dieci minuti, tempo di un caffè. Sicuramente avrà un motivo leggere un giornale al posto di un altro, di certo non andiamo a comprare un giornale che non ci garba. Però stamattina mi ponevo un problema: quello che abbiamo tra le mani è il giornale che riporta la verità o è il giornale che ci fa più felici? A volte si trattano determinate problematiche, molte delle quali legate a politici vari. Come a volte tali esponenti risultano indagati: una cosa è riportare che il tizio è indagato, un’altra cosa è riportare che questo è colpevole perché bla bla bla. E i tribunali a cosa servono allora? Perché non si aspetta mai il verdetto finale prima di scrivere determinate cose? Vere o presunte che siano, non credo sia giusto dare certe informazioni prima della sentenza. E così può anche cambiare una linea editoriale, può cambiare modo di dare notizie, può cambiare anche il giornalista che le dà. Ma quando accade tutto questo, chi è che fa un certo tipo di considerazioni? Chi è che va a scovare nella vicenda mettendosi i panni, per un giorno, di un giornalista? E’ che forse, nella società di oggi, siamo più contenti di leggere calunnie contro questo o quel politico anziché essere obiettivi. Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"
Un giornale con due campane
Cosa pensate quando leggete un giornale? State leggendo buona informazione o state leggendo quello che volete voi? Oggi vorrei parlare brevemente di questo tema, solo dieci minuti, tempo di un caffè. Sicuramente avrà un motivo leggere un giornale al posto di un altro, di certo non andiamo a comprare un giornale che non ci garba. Però stamattina mi ponevo un problema: quello che abbiamo tra le mani è il giornale che riporta la verità o è il giornale che ci fa più felici? A volte si trattano determinate problematiche, molte delle quali legate a politici vari. Come a volte tali esponenti risultano indagati: una cosa è riportare che il tizio è indagato, un’altra cosa è riportare che questo è colpevole perché bla bla bla. E i tribunali a cosa servono allora? Perché non si aspetta mai il verdetto finale prima di scrivere determinate cose? Vere o presunte che siano, non credo sia giusto dare certe informazioni prima della sentenza. E così può anche cambiare una linea editoriale, può cambiare modo di dare notizie, può cambiare anche il giornalista che le dà. Ma quando accade tutto questo, chi è che fa un certo tipo di considerazioni? Chi è che va a scovare nella vicenda mettendosi i panni, per un giorno, di un giornalista? E’ che forse, nella società di oggi, siamo più contenti di leggere calunnie contro questo o quel politico anziché essere obiettivi. Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"