OSTERIA..

Quando le mamme fanno buu


Dieci minuti, tempo di un caffè, tanto per raccontare quello che è successo ieri in uno dei tanti impianti sportivi italiani: siamo al Palakrò, quindi Crotone, ad assistere al match di pallavolo femminile Starbene Crotone – Cav Gallico. Piccola premessa, entrambe le squadre a quota 14 dopo 5 giornate del campionato di serie C calabrese, con il Cav che lo scorso anno espugnò il rettangolo di gioco facendo perdere primato e promozione alle avversarie. Bene, inizia il match e dalla tribuna buu alla tipo Balotelli e fischi vari, situazione che si è protratta per tutto l’arco dell’incontro in concomitanza delle azioni del Cav. La cosa brutta dove sta? Che a gridare c’eran pure bambini, scriccioli di forse neanche cinque anni messi di lato a te a fare buu. I genitori? Solo uno, un gradino sotto della mia postazione, si è permesso di richiamare in modo esemplare la figlia, la quale poco prima si era rivolta verso di me in modo poco garbato. Ancora le mamme protagoniste sull’11-8 nel quarto parziale: punto per il Crotone, sul display il punto vale doppio, 11-10. Io e il collega della concorrenza, resoci conto dell’accaduto, provvedevamo a segnalarlo, al che due mamme si girano rimproverandoci quasi a farci i fatti nostri. Poco dopo, qualcuno avvisa il segnapunti e il 10 torna 9. I fischi e i buu si sono protratti fino al 24-17 del quarto set, parziale sul quale la partita si conclude assegnando vittoria e tre punti alle ospiti. Tutto questo per la sportività di un pubblico che alza diti medi,  che espone striscioni e che canta cori contro l’allenatore avversario, tra l’irarità delle mamme, anche loro coinvolte e indaffarate nel gridare buu.Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"