OSTERIA..

Quando al colloquio portai la politica come curriculum..


Dieci minuti, tempo di un caffè, tanto per raccontare i primi effetti della mia dichiarazione circa l’intenzione di abbandonare la politica. Sono contento da un lato, meno dall’altro. Contento perché ho capito che davvero a qualcuno stavo sulle palle per quello che portavo avanti. Sentire frasi a mò di sfottò provenienti stranamente più da sinistra che da destra forse era immaginabile, visto che la disinformazione di destra non tiene conto di persone come me e come molte altre. La cosa più curiosa è che a capirmi sono stati solamente coloro che davvero mi vogliono bene, come i miei genitori, più qualche amico stretto, anche se non son riuscito ancora a comunicare l’intenzione a tutti i miei amici fidati. Mi sono sentito “mangiato” dalle molte persone alle quali ho comunicato il desiderio, e la cosa mi ha infastidito parecchio. Si, infastidito, perché a volte mi sembra di vedere solo il classico gioco dei numeri. E questa non è la mia politica. La mia politica è parlare col cittadino, capire le sue esigenze, le sue problematiche, fare informazione, vedere non solo lati negativi ma anche positivi. Per fare questo nel migliore dei modi, ripeto, serve tempo, tanto tempo. Tempo che mica potrò mettere sui curriculum, tempo di cui non potrò vantarmi ai vari colloqui, tempo che mi mangia altro tempo come quello che dedico allo studio, la vera mia priorità. O meglio, la vera priorità di chi vuole formare una famiglia, di chi vuole andare avanti con le proprie forze, di chi vuole tranquillità, in tutti i sensi. Si, la tranquillità. In questo periodo mi sento particolarmente poco tranquillo, anche perché dà fastidio vedere parecchi amici che lavorano anche grazie a tizio, caio o sempronio, mi dà fastidio dover pagare un botto di tasse solo perché un’emerita incapace ha messo in crisi il sistema universitario, mi dà fastidio il combinare buchi nell’acqua nel fare politica. Ancora la decisione non è presa del tutto, ma in questo mio periodo instabile, se devo togliere qualcosa di superfluo, non vado a togliere lo studio, non vado a togliere l’essere inviato, perché quello si che mi piace e fa curriculum. Per adesso preferisco togliere la politica, perché quella è importante in modo diverso, e credo vada fatta da chi ha una certa tranquillità, soprattutto economica.Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”