Dieci minuti, tempo di un caffè, tanto per commentare quanto successo oggi alla Camera: intanto non credo ci sia da esultare né per la maggioranza, né per l’opposizione, né per tutti i comuni mortali restanti, quelli racchiusi nell’insieme degli elettori. Perché? Bene, partiamo dai 3 voti di vantaggio: quello che quasi tutti oggi abbiamo notato è che ci sono stati 2 astenuti, quindi la migliore delle ipotesi pidielline aumenterebbe a 5 i voti di differenza. Così si scopre che oggi han votato in 627, Fini non ha preso parte alla votazione in quanto Presidente: 628 quindi i deputati presenti. Ne mancano 2, il totale è 630. Grazie a questi si potrebbe azzardare una forbice di 7 deputati, a fronte dei 311 che oggi han votato per la sfiducia. Se Fini si dovesse dimettere da Presidente della Camera (?!?!?), i 7 voti di scarto diventerebbero 6. Se a seguito di questo Berlusconi nominerà un suo deputato o meglio un deputato leghista alla presidenza della Camera, non potendo questo votare, il vantaggio si ridurrebbe a 5 unità di vantaggio. Vi sembrano molte? Partendo dal presupposto che malattie varie o impegni vari possono condizionare deputati sia dall’una che dall’altra parte, non mi metto a dire che “Se qualcuno si ammala e c’è un altro che bla bla bla..”, queste ipotesi lasciamole stare ad altri blogger o giornalisti, non son roba mia. Piuttosto credo sia meglio fare il realista, l’attuale premier non ha più i numeri per governare serenamente. Sottolineo, serenamente. E per questo non ha mica da esultare. L’opposizione? Ho ritrovato in Franceschini un vecchio paladino della giustizia: si lamenta di Idv perché due rappresentanti dipietristi han votato fuori dal coro, mentre lui le pecorelle le ha sapute tenere tutte a bada. Ma bravo! Che bello, gli italiani saran felici di questo!! Finalmente un pastore con gli attributi. Si? Ma sentite, toglietemi una curiosità: voi preferite un’opposizione che faccia l’opposizione o ne preferite un’altra, quella che conta 206 deputati tutti divisi tra loro in correnti, correntine e filippine varie? Ma soprattutto, un’opposizione come questa descritta per ultimo, quale vantaggio può apportare ai milioni e milioni di cittadini italiani? Credete sia credibile? Credete che la sua unità possa mettere in crisi una maggioranza come quella berlusconiana? Credete possa governare? Fermiamoci qui a riflettere un attimo, perché questo punto fa da introduzione al terzo argomento, quello relativo all’esultanza degli elettori. Come si fa a gestire e governare il post-Berlusconi quando il maggiore partito dell’opposizione è in balìa di se stesso? Va bene, cade Berlusconi, ma l’opposizione se non si ricompatta cosa ci può esultare? Se si va alle urne sale Bossi! E che è, meglio? Non scherziamo. Se l’opposizione non ride, il popolo piange del tutto. Perché, in fin dei conti, quello che ne perde da tutto questo è il popolo, quello stesso popolo che a settembre sperava passasse l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo i 5 anni di legislatura, proposto dall’On. Borghesi dell’Italia dei Valori e votato solo dai suoi colleghi di partito. Lo stesso popolo che ha visto il rifiuto dell’intero Pd, di tutti quindi i 206 deputati, che han votato con Berlusconi a favore dello stesso vitalizio. Oh Franceschì, te che ti senti il paladino della giustizia, puoi gentilmente spiegare agli italiani perché hai votato a favore del vitalizio che, per me, è la legge delle leggi da abolire? Inizia prima a fare i fatti, te che ti vanti così tanto. Quando avrai fatto il tuo dovere, non solo l’opposizione non piangerà più, ma non piangeran più neanche gli italiani.Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”Da wikipedia: Il trattamento economico dei membri della Camera dei deputati è determinato dalla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965.Sono previste, oltre alle tessere per la libera circolazione su tutti vettori nazionali, anche un'indennità parlamentare pari a 5.486,58 € netti mensili; una diaria mensile massima pari a 4.003,11 €; un rimborso forfettario mensile per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori pari a 4.190 euro €; un rimborso per le spese trimestrali di trasporto e spese di viaggio compreso tra i 3.323,70 € e i 3.995,10 €; un rimborso per le spese telefoniche pari a 3.098,74 € annuali.
Berlusconi? No, ci spieghi Franceschini, invece..
Dieci minuti, tempo di un caffè, tanto per commentare quanto successo oggi alla Camera: intanto non credo ci sia da esultare né per la maggioranza, né per l’opposizione, né per tutti i comuni mortali restanti, quelli racchiusi nell’insieme degli elettori. Perché? Bene, partiamo dai 3 voti di vantaggio: quello che quasi tutti oggi abbiamo notato è che ci sono stati 2 astenuti, quindi la migliore delle ipotesi pidielline aumenterebbe a 5 i voti di differenza. Così si scopre che oggi han votato in 627, Fini non ha preso parte alla votazione in quanto Presidente: 628 quindi i deputati presenti. Ne mancano 2, il totale è 630. Grazie a questi si potrebbe azzardare una forbice di 7 deputati, a fronte dei 311 che oggi han votato per la sfiducia. Se Fini si dovesse dimettere da Presidente della Camera (?!?!?), i 7 voti di scarto diventerebbero 6. Se a seguito di questo Berlusconi nominerà un suo deputato o meglio un deputato leghista alla presidenza della Camera, non potendo questo votare, il vantaggio si ridurrebbe a 5 unità di vantaggio. Vi sembrano molte? Partendo dal presupposto che malattie varie o impegni vari possono condizionare deputati sia dall’una che dall’altra parte, non mi metto a dire che “Se qualcuno si ammala e c’è un altro che bla bla bla..”, queste ipotesi lasciamole stare ad altri blogger o giornalisti, non son roba mia. Piuttosto credo sia meglio fare il realista, l’attuale premier non ha più i numeri per governare serenamente. Sottolineo, serenamente. E per questo non ha mica da esultare. L’opposizione? Ho ritrovato in Franceschini un vecchio paladino della giustizia: si lamenta di Idv perché due rappresentanti dipietristi han votato fuori dal coro, mentre lui le pecorelle le ha sapute tenere tutte a bada. Ma bravo! Che bello, gli italiani saran felici di questo!! Finalmente un pastore con gli attributi. Si? Ma sentite, toglietemi una curiosità: voi preferite un’opposizione che faccia l’opposizione o ne preferite un’altra, quella che conta 206 deputati tutti divisi tra loro in correnti, correntine e filippine varie? Ma soprattutto, un’opposizione come questa descritta per ultimo, quale vantaggio può apportare ai milioni e milioni di cittadini italiani? Credete sia credibile? Credete che la sua unità possa mettere in crisi una maggioranza come quella berlusconiana? Credete possa governare? Fermiamoci qui a riflettere un attimo, perché questo punto fa da introduzione al terzo argomento, quello relativo all’esultanza degli elettori. Come si fa a gestire e governare il post-Berlusconi quando il maggiore partito dell’opposizione è in balìa di se stesso? Va bene, cade Berlusconi, ma l’opposizione se non si ricompatta cosa ci può esultare? Se si va alle urne sale Bossi! E che è, meglio? Non scherziamo. Se l’opposizione non ride, il popolo piange del tutto. Perché, in fin dei conti, quello che ne perde da tutto questo è il popolo, quello stesso popolo che a settembre sperava passasse l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo i 5 anni di legislatura, proposto dall’On. Borghesi dell’Italia dei Valori e votato solo dai suoi colleghi di partito. Lo stesso popolo che ha visto il rifiuto dell’intero Pd, di tutti quindi i 206 deputati, che han votato con Berlusconi a favore dello stesso vitalizio. Oh Franceschì, te che ti senti il paladino della giustizia, puoi gentilmente spiegare agli italiani perché hai votato a favore del vitalizio che, per me, è la legge delle leggi da abolire? Inizia prima a fare i fatti, te che ti vanti così tanto. Quando avrai fatto il tuo dovere, non solo l’opposizione non piangerà più, ma non piangeran più neanche gli italiani.Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”Da wikipedia: Il trattamento economico dei membri della Camera dei deputati è determinato dalla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965.Sono previste, oltre alle tessere per la libera circolazione su tutti vettori nazionali, anche un'indennità parlamentare pari a 5.486,58 € netti mensili; una diaria mensile massima pari a 4.003,11 €; un rimborso forfettario mensile per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori pari a 4.190 euro €; un rimborso per le spese trimestrali di trasporto e spese di viaggio compreso tra i 3.323,70 € e i 3.995,10 €; un rimborso per le spese telefoniche pari a 3.098,74 € annuali.