OSTERIA..

Le ragazze d'oggi, Oscar Wilde e le sigarette


Dieci minuti, tempo di un caffè, tanto per raccontare uno spaccato d’Italia, quello menefreghista. Una mia ex lasciandomi mi disse: “Devi essere più menefreghista”, magari mi rimproverava se allontanavo un mendicante dicendogli che non avevo soldi come magari mi invitava ad alzarmi se non cedevo il posto ad un anziano sull’autobus. Ma quello che succede quotidianamente nei tavolini della Facoltà di Architettura mi lascia di sasso. Poco fa, in quell’ambiente chiuso, vedo una mia conoscente accendersi una sigaretta: “Ohi, la sigaretta!!”, facevo notare. Molto tranquillamente, me ne veniva offerta un’altra. “No, è che lì non puoi fumare”, rimproveravo, “E ora le leggi te le fai tu?”, mi veniva risposto. “No, alza gli occhi e vedi che c’è il cartello del divieto”, “Ah, fesserie”. Bene, una scena del genere succede quasi quotidianamente in questo spazio, spazio occupato da otto tavolini, ognuno capace di ospitare dai quattro ai sei studenti. Ogni giorno c’è gente che fuma, incurante di chi gli sta davanti, di chi gli sta attorno. Negli ambienti chiusi, anche un bambino di dieci anni capisce che l’aria ristagna e la si respira proprio perché c’è mancanza di ricambio. Solo che, per un menefreghista, poi la devon respirar tutti. Ma è questo che insegnate ai vostri figli? Parliamoci chiaro, il mio blog è seguito più da over 30 che dagli under, quindi suppongo parlo più a genitori che figli. Un universitario dovrebbe avere già la maturità di capire da solo certe cose, come quando si chiude la porta della sua stanza per non fare entrare la “puzza”quando la madre cucina qualcosa di particolare, e guai a lasciare la porta aperta perché poi la stanza è invasa. E così è l’Italia. E l’Italia si merita di stare in una valle di acqua marrone di cui faccio finta di ignorare il nome. Ci lamentiamo per il non rispetto portato dagli altri, poi siamo i primi che facciamo di testa nostra. Se richiamo qualcuno chiedendogli di non fumarmi davanti oddio le scuse che vengono inventate. C’è bisogno che lo dica io che ho a che fare tutti i giorni con maleducati o pensate lo capiscano da soli? No, non penso lo capiscano da soli, purtroppo a volte qualcuno ignora di essere tale. E’ ignorante, ma nel senso buono, non è un offesa, è che proprio non lo capiscono. E poi il bello è sentire parlare male sti ragazzi di politica, di Tizio, Caio e Sempronio. Lo faccio sapere io a loro che per me è quello che si meritano o lo dite voi a loro? Ma chi me lo fa fare a me a continuare a provare a cambiare le cose quando la gente è contenta di vivere nella merda? O comunque la vedo sguazzare, contenta e felice. Poi ti fan la finta morale, poi ti fanno vedere l’ultimo abito comprato completo di firma, poi ti scrivono su facebook belle frasi targate Oscar Wilde o chi per lui, per farti vedere che sono pure colte (poi magari sbagliano a scrivere.. ndr). Bene, vorrei rispondere per le rime, io che per fare ridere quando sento nominare Shakespeare rispondo “Salute”, a mò di starnuto. Vorrei rispondere con una celebre frase del loro amato amico Oscar Wilde, ricordando a tutti sti ragazzi, a mio avviso poco maturi e a volte poco educati, che "la sigaretta è quella cosa dove da una parte c'è il fumo e dall'altra un cretino".Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”, ma la frase finale era di Oscar Wilde