Avete mai provato a vedere qualcosa nel buio? Fatelo, a volte si vedono più cose al buio che con la luce accesa. Dieci minuti stavolta diventano tempo di un tè, dato l’orario. Prendete anche quattro biscottini, e iniziate a pensare. Quando si è al buio si inizia a riflettere, si cerca un interruttore, un po’ di luce. Cosa vedete oltre il nero? Tutto. Tutto quello che non riuscite a vedere quando c’è la luce. Quando c’è la luce è
tutto rose e fiori, quando c’è la luce c’è ottimismo, quando c’è la luce ci si lascia trasportare dai ritmi frenetici della vita. E quando la spegni? Quando la spegni, in realtà, apri un circuito, ma in questo caso chiudi quel circuito che sta dentro di te, dentro di noi, il quale ti lascia intravedere la realtà dei fatti, ti lascia intravedere come stanno effettivamente le cose. Rimetti i piedi per terra, ti poni delle domande che non ti fai altrimenti, ti chiedi se quel che fai è tutto giusto o se almeno in parte è sbagliato. E vedi tante cose di te che non vorresti vedere. Tanti lati scuri, tanti lati deboli, ripensi ai tuoi errori e cerchi di autoconvincerti che da domani sarà un’altra musica. Teniamo ancora la luce spenta, cosa succede..? Iniziamo ad avere paura, perché notiamo un qualcosa d’insolito, calano le tenebre, scende la notte. E noi non siamo abituati a questo, non siamo addestrati a riflettere, a porci delle domande e chiederci quali saranno le risposte migliori. Oggi come oggi è un fuggi fuggi generale, un via vai di persone, di avvenimenti, di impegni, di stupidaggini che ci allontanano dal capire certe cose, da certi affetti, da certi valori. Potremmo sfruttare il nostro tempo, il nostro vivere, in modo diverso, fare tante cose in modo migliore, regalare e regalarci tante piccolezze che poi alla fine risulteranno importanti. E invece non ci rendiamo conto neanche del male che facciamo con determinati comportamenti, agli altri ma soprattutto a noi stessi, quando agiamo senza pensarci, trascinati dall’onda anomala, amara, ruvida, accecante della società moderna. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati, abbiamo avuto un grandissimo dono, quello della vita, accompagnato dai cinque sensi, che ci permettono di restare incantati guardando lo sguardo sorridente di una ragazza, di assaggiare le lasagne che fa la mamma il pranzo di domenica, di ascoltare alla radio, nervosi come quando la moglie sta partorendo, le partite della propria squadra secondo il metodo coffee and cigarettes, di respirare quel profumo la cui essenza solo il mare ti può dare, di accarezzare il volto di tuo figlio che viene da te e ti dice piangendo: “Papà, si è rotta la macchinina..”. Siamo così fortunati, ma forse non ne siamo consapevoli del tutto.E allora io abbasso la serranda, chiudo la luce. Ed inizio a pensare.Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”