On Writing

Post N° 116


Vecchio e bambino. Un rapporto inscindibile per natura, magistralmente raccontato da Stephen King in Cuori in Atlantide...Un rapporto di simbiosi, un tempo necessario ad entrambe le categorie ma che, ultimamente, sta svanendo nell'indifferenza.L'anziano cerca nel fanciullo qualche sprazzo di allegria, di sincerità, una sorta di labile legame con una giovinezza che non li appartiene più... Dall'altra il fanciullo fa tesoro delle straordinarie esperienze di vita del nonno, raccontate con sapienza e semplicità, davanti al focolare... scene di vita, una vita semplice, normale, povera, ma tanto affascinante...Quando vedo nonni e nipoti in buon rapporto, provo un pò di simpatica invidia, ed invece mi incazzo quando vedo nipoti che snobbano i nonni e li trattano male... forse perchè  non posso veder i miei nonni molto spesso, quanto vorrei... ma state pure tranquilli, che quando ho modo di stargli vicino, recupero tutto il tempo perso.. tant'è che,  spesso, mio nonno, con tono incazzato-scherzoso, mi dice "ancora non hai finito?"... mi piace stare ore con loro e farmi raccontare per la millesima volta quando mia nonna faceva collane sulle scale di fronte a casa, in via Bersaglieri.. oppure del rito di iniziazione sessuale della combriccola di mio nonno, quando si ritrovavano sotto alle case chiuse per vedere un paio di cosce e andando più in la con gli anni ne approfittavano per... erano altri tempi... c'era la guerra...
a scuola c'era un solo maestro, severo, pignolo, stronzo... le vedove facevano doppi turni di lavoro in fabbrica, quasi sempre Perugina e Spagnoli, pur di non far mancare niente ai propri numerosi pargoli... gli uomini di casa dovevano essere iscritti al fascio altrimenti non avevano tregua da parte dei fascisti... spesso si ritrovavano nei bar a giocare a poker o a parigina... e tra una bevuta ed un'altra ci scappava la rissa: spesso si finiva a dormire sui scalini davanti casa... le gite dai parenti, a venti chilometri di distanza, che sembravano un viaggio, lungo quelle strade bianche, seduti sui carretti dei contadini che venivano in città per vendere i propri prodotti... ed io lì, imbambolato come un bambino di tre anni, a cui racconti la storiella di cappuccetto rosso che finisce nella pancia del lupo...