On Writing

Post N° 136


"Ventenne dagli ormoni sballati commette matricidio per cause legate ad una banale influenza"Gli inquirenti stanno ancora accertando le cause della macabra esecuzione Perugia. Solo vent'anni, una faccia da bravo ragazzo, mai un problema con la giustizia, mai fatto uso di droghe e alcolici. Eppure è stato in grado di massacrare la madre a colpi di termometro per la febbre, di quelli a mercurio della Pic (il padre commercia quegli oggetti) che si rompono il più delle volte e dai quali fuoriescono pallini di mercurio che si aggregano con un solo sfioramento.Pare che il ragazzo, Giampaolo Fioccxxxxx, a tutti noto come Fiocco, stesse combattendo con influenza e febbre da circa cinque giorni, impedendogli di uscire di casa, di leggere e di mangiare in modo sano.Come tutte le madri, la sua si preoccupava della salute del proprio pargoletto, procurandogli medicine, fazzoletti e nuovi termometri, visto che, come ha riferito ad un'agente "gli altri che ho non ridicono mai con le temperature, sgrunt!!!"Proprio questo comportamento protettivo della genitrice, pare abbia turbato la quiete nell'appartamento di via della Xxxxxxxxx, in un quartiere residenziale ad un passo dal centro della città.Sulla dinamica dell'incidente sta indagando la squadra mobile di Perugia capitanata dal commissario Auricchio, noto per aver arrestato più volte lo sfortunato Giandomenico Fracchia, colpevole di essere sosia del pericolo criminale noto a tutti come Belva Umana.Da voci indiscrete sembra che la madre si sia avvicinata al figlio con un vassoio pieno di medicine, spremute, fazzoletti e che abbia incitato il figliolo a prendere una tachipirina, pur sapendo che il figlio non ne voleva sapere nulla. All'ennesimo tentativo, il ragazzo, che in quel momento stava misurando la febbre, si è alzato, togliendosi il termometro da sotto l'ascella destra e colpendo in modo ripetitivo la schiena della madre. La donna è deceduta sul colpo.Sull'evoluzione dela vicenda si sa solo che il ragazzo verrà punito per via direttissima da un anonimo giudice penale, lo stesso che processò tre svalvolati amici romani, colpevoli di aver imbastito una truffa colossale per una Febbre da Cavallo.