On Writing

Ricordi del tempo che fù...


Ecco che mi balena per la testa un ricordo non molto recente...  o meglio, non so bene collocarlo nel tempo.. di sicuro è avvenuto prima della separazione dei miei, mio padre era ancora a casa... probabilmente parliamo del 2001, 2002.. come di consueto ritornavo a casa dalla scuola verso le 13.45, dopo sei ore di lezione ed una ventina di minuti di viaggio, fra pullman e camminata...mi pare che, quel giorno, il cielo fosse piuttosto sereno, aprii la porta di casa e venni subito colpito da una scatolina di cartone bianca, sottile e lunga, appoggiata sopra al tavolino dell'ingresso... orca loca, non era la solita scatola di aspirine che riportava mio babbo dalla farmacia... e che sarà? la prendo in mano, la avvicino e comincio a leggere: TEST di GRAVIDANZA... o cazzo, qui qualcuno ci è andato un pò pesante... dopo un leggero stupore misto a sbalordimento, mi sono avviato in cucina per il pranzo ed ho cominciato a fare un film con la mia testa sballata, pensando ad un bel fratellino o ad una sorellina... nonostante mio padre avesse già un cinquantina d'anni, sapevo che era ancora sessualmente attivo.. mia madre è più giovane di sette per cui ci poteva stare... a mio fratello non ho pensato perchè non lo avrebbe di certo messo in mostra... gli si sarebbe scagliata addosso tutta l'ira di mio padre!!! probabilmente, non avrei più messo piede in casa, perchè al ritorno ne sarebbero rimaste solo le fondazioni...mentre mangiavo, una parte del mio cervello era attenta a carpire ogni minimo discorso da parte dei miei e l'altra stava farneticando, ideando pannolini da cambiare, culle, poppate, e anche una nuova casa per accudire il nuovo arrivato... il quarto d'ora di attività cerebrale più intenso della mia vita.. credo di non aver detto una parola in quel frangente, tant'ero preso dai pensieri... ma notai che i miei non spiccicavano una parola sulla fantomatica dolce attesa, che ero l'unico che pensava a quella cosa.. cazzo!!! per una coppia che aspetta un bimbetto c'è troppo silenzio, troppa normalità... alla fine, preso dall'estasi mi alzai e chiesi notizie su quella scatoletta anomala... <è per Alessio e Sara> disse mia madre ... <l'hanno fatto senza...>.<pensa che stupidi!> disse mio padre, come sempre ligio ai doveri di buon padre di famiglia...Alessio era un collega di lavoro di mio fratello e Sara la sua ragazza... glielo aveva procurato mio padre, visto che lavora nel settore parafarmaceutico...mi sono sentito crollare.. il mio encefalogramma era una costante (piatto, matematicamente parlando y=k, così mi alleno per un probabile esame di analisi...), me ne sono andato in camera e ho svuotato la mia testa da una pellicola sbagliata, troppo avventata, che avrebbe subito troppe censure e visioni vietate... ci sono rimasto male, perchè avevo sempre desiderato una famiglia numerosa ed un fratello più piccolo... gli avrei insegnato molte cose... però ho digerito il colpo basso in poco tempo...forse non ne ho parlato con nessuno di questa cosa, ma adesso, vista la separazione e le conseguenze catastrofiche che ne derivano, sono contento che sia andato tutto per il verso (a mio avviso) sbagliato... Fiocco