stamattina sono andato alla coop con mio fratello, per fare un bel rifornimento di cibarie.. di solito il sabato mattina tocca a lui.. ed oggi mi sono aggregato.. arrivviamo a mezzogiorno circa.. prendo il carrello, lui tiene la lista.. varco la porta elettrica ed è la fine.. mezza città riversata tra gli scaffali delle verdure, dei latticini, dei salumi... era un pò che non mi dedicavo alla spesa.. ed non è che avessi fatto un grosso sbaglio.. mentre cercavo di fendere la folla con il carrello, mi faccio cogliere da attacchi d'ira, causa "lumache" centenarie con borsetta da mille euro, che si fermano per i corridoi, a conversare del più e del meno oppure a cercare la via d'uscita... il supermercato è forse uno dei posti dove puoi vedere tutti gli strati sociali della città.. dagli zingari, alle persone facoltose... gente che fa le sfilate tra un cospo d'insalata ed un filone di pane sciapo... veramente, c'è da farsi due risate, oltre che a staccare bestemmie per la flemma che avvolge la gente.. e poi incontri sempre almeno un conoscente, ed una persona bizzarra con tanta voglia di attaccare bottone.. io ho incontrato, con lo sguardo, una mia zia, ma ho evitato di farmi vedere, per evitare squallidi sermoni, i quali è solita dispensare ogni qualvolta ci vede... e il mitico prof di topografia, la cui storia delle note, mi è costata un giorno di notorietà tra i blog del giorno.. ma lui, prevenuto come sempre ha evitato di salutarci e, nonostante mi abbia urtato, si è dileguato come se non ci fossimo mai incontrati... lo conosco e ci sono abituato.. ormai non ci faccio più caso.. mentre facevo la fila alla cassa mi si avvicina un tizio dietro ed aspetta che la fila avanzi.. mi sembrava di conoscerlo, ma non ci pensato più di tanto... arriva mio fratello con la camomilla in mano, si gira, lo guarda e gli porge la mano.. "ciao, come stai??" "oh, ciao.. io tutto bene, tu?? papà??" ma chi cazzo è? mi domando.. ma prendo parte al discorso come se lo conoscessi da sempre... intanto mio fratello gli spiega la storia dello zio massimo, ricoverato in clinica da novembre, a causa di una paralisi.. ho notato che un vecchietto bottonaro avanti a me era molto interessato alla vicenda ospedaliera di mio zio, così si è addentrato nel discorso sfruttando l'occasione di una battuta sulla fila troppo lenta... "state tranquilli.. dove vado io, si ferma tutto.. come in autostrada.. le altre scorrono sempre, meno che quella dove sto io!" sfruttando questo pretesto, si è procurato una parte nel discorso su mio zio e ci ha portato a parlare di pensioni, politica e lavoro... per dieci minuti ho invidiato i vicini di fila.. paghiamo, salutiamo tutti i convenuti e ce andiamo al pargheggio.. intanto scopro che quello dietro me è un certo neri che abitava sopra al bar della zia che ho evitato all'inizio.. montiamo in macchina e noto due omini che fanno capannello davanti ad una ford.. il bottonaro della fila ha colpito di nuovo.. ora è con un coetaneo.. povero malcapitato!!!, penso tra me e me mentre ci avviamo all'uscita.Fiocco