On Writing

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in questi giorni mi è stato affidato un cantiere a foligno, un comune a trenta chilometri da perugia... è una villa d'epoca, rimessa meticolosamente a nuovo per volere della padrona, una bella puledra che mi sarei volentieri sbattuto sul tavolo della cucina, mentre mi mostrava imperfezioni degli intonaci, delle pitture e delle finestre... esigentissima, sarà il carattere, sarà che è in gravidanza, ma in dieci minuti mi ha fatto venire il mal di testa, complice il caldo umido che ti scioglie all'ombra... colpa anche dei pittori, tre napoletani con tutta l'aria di essere avanzi di galera, che immagino abbiano poca competenza nel loro lavoro, sarei in grado di farlo meglio io, il lavoro... il mio compito consiste nel fare l'avvoltoio, stare lì, immobile, controllare, riprendere sti scugnizzi... preferisco scaricare camion di mattoni, non ci riesco a stare fermo per ore e ore.. è stressante... comunque il mio mestiere mi piace... questo è un periodo molto soddisfacente, anche se non fisicamente, mi sento proprio una chiavica, ma almeno ho la possibilità di guardare al futuro... talmente tanto che già prevedo di andarmene via di casa, a breve... sempre che non si avveri un'opportunità che ho per la testa da tempo e che, per un bizzarro gioco del caso, mi è stata offerta sotto al naso su un vassoio d'argento.. ora non rimane che da valutare.. a dire il vero dovevo già essere più che informato ora, ieri avrei avuto la riunione per delineare i punti chiave di questo progetto.. solo che degli intoppi hanno fatto rimandare tutto a data da destinarsi... pfuuu, a data da destinarsi, odio questa dicitura, io sono rigoroso, se dico una cosa è quella, a costo di smuovere monti e fiumi... e poi quando mi appassiono mi appassiono.. mi metto una cosa in testa e ci penso per ore, valuto tutto per poter dare ottimi risultati.. ieri, in previsione di questa riunione, mi son svegliato alle 6 e trenta, dopo essere andato a letto alle una, e con la testa ancora dormente, mi son sbarbato tutto con il mio nuovo gillette fusion, procurandomi un solo taglietto sul mento, niente in confronto allo sfregio che mi son procurato sul polso destro, maneggiando un mattone.. se ci penso ancora mi tremano le gambe.. il sangue dai polsi mi impressiona, forse perchè da piccolo ho letteralmente sfasciato una vetrata con il mio polso di bambino.. ancora porto i segni.. vabeh, domani mi tocca di nuovo lavorare, però il capo mi ha promesso alcune mezze giornate libere appena finisce l'emergenza pittori... sperèn ben!!!geò Fiocco