scritto il 22/06/2007bene..cioè, male.. volevo scrivere un post sulla prima prova di questa maturità, riportando il sarcastico tema sull'industrializzazione di un giornalista, tratto da "La Nazione". ma stamattina con la testa fra quelle sporadiche nuvole, ho buttato via i giornali sbagliati e conservato quelli che non mi interessano.. per cui il post va a puttane.. proverò a rigirare l'informe ed insipida frittata con qualcosa di nuovo, tiralà.. che nuovo.. non c'è un cazzo di nuovo, fuorchè che son cinque giorni che sono solo in casa e stò come un signore, l'unico problema è che il lavoro mi ha tenuto impegnato dalla prima mattina alla tarda sera, per cui ho avuto poco modo di godermi la mia solitudine casareccia... musica a palla, televisioni accese, luci e computer giorno e notte, panni a destra, mutande a sinistra, scarpe sotto al letto.. magari... la cosa che in questi giorni mi ha un pò turbato, anche se turbato è un termine esagerato, masticazziuncelimetti??? è vedere gente facoltosa e ben inserita nella società, che si arroga il diritto di trattare la gente come zerbini da piedi, scavalcarla, considerarla pressochè niente, insultandola per vie traverse.. ste cose mi mettono un tale magone, anche se i malcapitati in questione un pò se le cercano... mmm, vabeh, vedo che sto post sta andando a puttane comunque, per cui, ce lo mando definitivamente.. mentre io me ne stò in astinenza.. battuta di merda molto doverosa.. faccio presente che qualcuno, presente nel box laterale a sinistra "attori e convenuti", mi sta rompendo le scatole (o cacando il cazzo, fate vobis) telefonicamente, mentre tento di scrivere il post... ecco forse a chi imputare la malriuscita e lo spreco di tante energie..Aggiornamento delle 19 del 23/06 trovato il giornale e di conseguenza l'articolo che mi interessava pubblicare.. forse riesco ad apparare la situazione precaria di questo post...Tema: L'industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l'uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il villaggio globale, ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve...di Carlo Donati.Verrebbe voglia di consegnare il foglio in bianco per manifesta incomunicabilità del tema. Nati nel 1988 non esitiamo a confessare di non capire quasi niente della citazione estratta da un libro del 1983. va bè, esageriamo un pò, però sono passati venticinque anni, un quarto di secolo.Vediamo: < L'industrializzazione ha distrutto il villaggio>. Una volta il babbo ci ha portati a Torino a vedere il lingotto e ci ha spiegato che lì facevano le automobili. Gli abbiamo creduto sulla parola, anche se fra una pinacoteca, un teatro, una multisala, un paio d'alberghi e molto altro, era difficile immaginare l'industrializzazione. Siccome ci ha visti titubanti, ha promesso che ci porterà a Bagnoli, dove c'erano grandi acciaierie. Ma deve essersene dimenticato.Ma anche la parola "villaggio" ci confonde. Dopo Leopardi non l'abbiamo mai più sentita. Un nostro compagno che abita in montagna, quando parte per il fine settimana saluta e dice: vado a casa, oppure: torno al paese, ma proprio se è in vena di formalità.. Quale televisione? noi ne abbiamo cinque o sei , satellitare, digitale, via cavo, you tube, internet, senza contare Telerincghiera di quel matto che trasmette dal terzo piano del nostro condominio.Sul villaggio globale, in sè per sè, invece saremmo molto preparati e in grado, senza falsa modestia, di stendere un ottimo svolgimento. Sappiamo tutto, anche di Marshall McLuhan. Sulle nostre chat non parliamo d'altro. Siamo invece completamente all'oscuro del <dialogo corale attorno al castello o alla pieve>. Peccato. Ma basta così.. tanto ormai la bocciatura è garantita. (A proposito, il nonno lo sa di sicuro cosa è una pieve). Tratto da "La Nazione" del 21/06/2007
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scritto il 22/06/2007bene..cioè, male.. volevo scrivere un post sulla prima prova di questa maturità, riportando il sarcastico tema sull'industrializzazione di un giornalista, tratto da "La Nazione". ma stamattina con la testa fra quelle sporadiche nuvole, ho buttato via i giornali sbagliati e conservato quelli che non mi interessano.. per cui il post va a puttane.. proverò a rigirare l'informe ed insipida frittata con qualcosa di nuovo, tiralà.. che nuovo.. non c'è un cazzo di nuovo, fuorchè che son cinque giorni che sono solo in casa e stò come un signore, l'unico problema è che il lavoro mi ha tenuto impegnato dalla prima mattina alla tarda sera, per cui ho avuto poco modo di godermi la mia solitudine casareccia... musica a palla, televisioni accese, luci e computer giorno e notte, panni a destra, mutande a sinistra, scarpe sotto al letto.. magari... la cosa che in questi giorni mi ha un pò turbato, anche se turbato è un termine esagerato, masticazziuncelimetti??? è vedere gente facoltosa e ben inserita nella società, che si arroga il diritto di trattare la gente come zerbini da piedi, scavalcarla, considerarla pressochè niente, insultandola per vie traverse.. ste cose mi mettono un tale magone, anche se i malcapitati in questione un pò se le cercano... mmm, vabeh, vedo che sto post sta andando a puttane comunque, per cui, ce lo mando definitivamente.. mentre io me ne stò in astinenza.. battuta di merda molto doverosa.. faccio presente che qualcuno, presente nel box laterale a sinistra "attori e convenuti", mi sta rompendo le scatole (o cacando il cazzo, fate vobis) telefonicamente, mentre tento di scrivere il post... ecco forse a chi imputare la malriuscita e lo spreco di tante energie..Aggiornamento delle 19 del 23/06 trovato il giornale e di conseguenza l'articolo che mi interessava pubblicare.. forse riesco ad apparare la situazione precaria di questo post...Tema: L'industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l'uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il villaggio globale, ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve...di Carlo Donati.Verrebbe voglia di consegnare il foglio in bianco per manifesta incomunicabilità del tema. Nati nel 1988 non esitiamo a confessare di non capire quasi niente della citazione estratta da un libro del 1983. va bè, esageriamo un pò, però sono passati venticinque anni, un quarto di secolo.Vediamo: < L'industrializzazione ha distrutto il villaggio>. Una volta il babbo ci ha portati a Torino a vedere il lingotto e ci ha spiegato che lì facevano le automobili. Gli abbiamo creduto sulla parola, anche se fra una pinacoteca, un teatro, una multisala, un paio d'alberghi e molto altro, era difficile immaginare l'industrializzazione. Siccome ci ha visti titubanti, ha promesso che ci porterà a Bagnoli, dove c'erano grandi acciaierie. Ma deve essersene dimenticato.Ma anche la parola "villaggio" ci confonde. Dopo Leopardi non l'abbiamo mai più sentita. Un nostro compagno che abita in montagna, quando parte per il fine settimana saluta e dice: vado a casa, oppure: torno al paese, ma proprio se è in vena di formalità.. Quale televisione? noi ne abbiamo cinque o sei , satellitare, digitale, via cavo, you tube, internet, senza contare Telerincghiera di quel matto che trasmette dal terzo piano del nostro condominio.Sul villaggio globale, in sè per sè, invece saremmo molto preparati e in grado, senza falsa modestia, di stendere un ottimo svolgimento. Sappiamo tutto, anche di Marshall McLuhan. Sulle nostre chat non parliamo d'altro. Siamo invece completamente all'oscuro del <dialogo corale attorno al castello o alla pieve>. Peccato. Ma basta così.. tanto ormai la bocciatura è garantita. (A proposito, il nonno lo sa di sicuro cosa è una pieve). Tratto da "La Nazione" del 21/06/2007