BOCCIATO L'ACCORDO SEPARATO SUL MODELLO CONTRATTUALE. I risultati in provincia di FerraraLa Cgil ha svolto nelle ultime settimane in tutta Italia una consultazione straordinaria dei lavoratori, dei pensionati e dei precari per chiedere un giudizio sull'accordo nazionale del 22 gennaio scorso, che modifica le regole in base alle quali vengono rinnovati i contratti di lavoro.La Cgil, com'è noto, non ha sottoscritto tale accordo, perché ritiene che oggi, data la situazione di crisi drammatica che attraversa il Paese, siano altre le priorità da affrontare; perché è un accordo che prevede una riduzione del potere d'acquisto dei salari; perché non estende ma anzi limita l'esercizio della contrattazione di secondo livello; perché riduce lo spazio contrattuale del sindacato.In provincia di Ferrara si sono svolte 564 assemblee, alle quali hanno partecipato diverse migliaia di lavoratori e pensionati.Al voto, che è stato espresso in modo segreto, previa identificazione e registrazione dei votanti, hanno partecipato complessivamente 38.086 persone, dei quali 23.540 lavoratori attivi e 14.546 pensionati.37.137 votanti (pari al 97,94%) si sono espressi contro l'accordo e 781 a favore (2,06%), mentre 168 sono risultate le schede bianche o nulle.La Cgil di Ferrara esprime dunque grande soddisfazione per l'esito e in particolare per l'ampiezza della consultazione realizzata, del tutto in linea con altre precedenti consultazioni svolte unitariamente negli anni passati. La Cgil di Ferrara ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al voto e in particolar modo i numerosi volontari – delegati di posto di lavoro, attivisti, semplici lavoratori e pensionati - che hanno collaborato a rendere possibile questa straordinaria prova di partecipazione democratica.Dall'esito della consultazione la Cgil trae dunque conferma che quelle regole, fortemente volute dal Governo, non hanno il consenso delle persone a cui si rivolgono e che pertanto non verranno dalla Cgil né applicate, né riconosciute come valide.La mobilitazione di questi mesi ha avuto al centro – oltre alla protesta contro l'accordo sulle regole contrattuali – anche le richieste di interventi adeguati a sostegno dell'economia e in particolare dei redditi di lavoratori e pensionati.
Non Passa l'accordo separato a Ferrara
BOCCIATO L'ACCORDO SEPARATO SUL MODELLO CONTRATTUALE. I risultati in provincia di FerraraLa Cgil ha svolto nelle ultime settimane in tutta Italia una consultazione straordinaria dei lavoratori, dei pensionati e dei precari per chiedere un giudizio sull'accordo nazionale del 22 gennaio scorso, che modifica le regole in base alle quali vengono rinnovati i contratti di lavoro.La Cgil, com'è noto, non ha sottoscritto tale accordo, perché ritiene che oggi, data la situazione di crisi drammatica che attraversa il Paese, siano altre le priorità da affrontare; perché è un accordo che prevede una riduzione del potere d'acquisto dei salari; perché non estende ma anzi limita l'esercizio della contrattazione di secondo livello; perché riduce lo spazio contrattuale del sindacato.In provincia di Ferrara si sono svolte 564 assemblee, alle quali hanno partecipato diverse migliaia di lavoratori e pensionati.Al voto, che è stato espresso in modo segreto, previa identificazione e registrazione dei votanti, hanno partecipato complessivamente 38.086 persone, dei quali 23.540 lavoratori attivi e 14.546 pensionati.37.137 votanti (pari al 97,94%) si sono espressi contro l'accordo e 781 a favore (2,06%), mentre 168 sono risultate le schede bianche o nulle.La Cgil di Ferrara esprime dunque grande soddisfazione per l'esito e in particolare per l'ampiezza della consultazione realizzata, del tutto in linea con altre precedenti consultazioni svolte unitariamente negli anni passati. La Cgil di Ferrara ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al voto e in particolar modo i numerosi volontari – delegati di posto di lavoro, attivisti, semplici lavoratori e pensionati - che hanno collaborato a rendere possibile questa straordinaria prova di partecipazione democratica.Dall'esito della consultazione la Cgil trae dunque conferma che quelle regole, fortemente volute dal Governo, non hanno il consenso delle persone a cui si rivolgono e che pertanto non verranno dalla Cgil né applicate, né riconosciute come valide.La mobilitazione di questi mesi ha avuto al centro – oltre alla protesta contro l'accordo sulle regole contrattuali – anche le richieste di interventi adeguati a sostegno dell'economia e in particolare dei redditi di lavoratori e pensionati.