- La Fiat «innanzitutto deve chiarire se il piano che ci ha presentato a luglio resta confermato o meno». È la prima delle richieste che farà il sindacato ai vertici del Lingotto nell'incontro fissato per domani dal governo, perchè il problema, spiega il segretario della Fiom Maurizio Landini al Sole 24 Ore, «non è nè Pomigliano, nè a questo punto Mirafiori, ma il futuro di tutti gli stabilimenti Fiat in Italia». Nei «prossimi giorni» Landini si prepara ad incontrare i 'colleghì del sindacato serbo. Intanto bisogna capire non solo «quello che vuole fare la Fiat in termini di innovazione del prodotto» ma anche «cosa intende fare il governo per garantire una politica industriale a qusto Paese». Con gli altri sindacati non ha ancora discusso l'ipotesi di una newco per Pomigliano, «una ipotesi che introdurrebbe solo altri elementi di complicazione», anche perchè «nessuno ci ha ancora comunicato ufficialmente nulla». Ma il leader della Fiom è convinto che «la cura per lo stabilimento campano» sia «riaprire il negoziato, non ricorrere ad artifici o deroghe alle leggi e ai contratti che ci sono.
Landini Segretario genertale della Fiom
- La Fiat «innanzitutto deve chiarire se il piano che ci ha presentato a luglio resta confermato o meno». È la prima delle richieste che farà il sindacato ai vertici del Lingotto nell'incontro fissato per domani dal governo, perchè il problema, spiega il segretario della Fiom Maurizio Landini al Sole 24 Ore, «non è nè Pomigliano, nè a questo punto Mirafiori, ma il futuro di tutti gli stabilimenti Fiat in Italia». Nei «prossimi giorni» Landini si prepara ad incontrare i 'colleghì del sindacato serbo. Intanto bisogna capire non solo «quello che vuole fare la Fiat in termini di innovazione del prodotto» ma anche «cosa intende fare il governo per garantire una politica industriale a qusto Paese». Con gli altri sindacati non ha ancora discusso l'ipotesi di una newco per Pomigliano, «una ipotesi che introdurrebbe solo altri elementi di complicazione», anche perchè «nessuno ci ha ancora comunicato ufficialmente nulla». Ma il leader della Fiom è convinto che «la cura per lo stabilimento campano» sia «riaprire il negoziato, non ricorrere ad artifici o deroghe alle leggi e ai contratti che ci sono.