IlMioFavolosoMondo

Le assemblee di istituto servono!


Cercando di mettere un po' d'ordine sulla mia scrivania che sembra avere chiare inclinazioni anarchiche, ho ritrovato una serie di fotocopie riguardanti la riforma costituzionale che potrebbe entrare in vigore con il referendum del 25/26 giugno. Esse mi sono state consegnate dal mio buon rappresentante di istituto, il quale ha passato le due ore di durata dell'assemblea ad informarci e ad inveire contro quest'ultima. Eccomi qua, perciò, a fare un breve riassunto di quello che la CdL ha intenzione di fare della nostra cara e indifesa Carta Costituzionale. E' fondamentale stare attenti ai particolari, a quei punti che possono sembrare sottigliezze perchè, secondo il mio parere, la scorsa Legislatura di centro destra ha fondato la sua politica proprio sulle sottigliezze, sulle ambiguità. La riforma in questione introduce nella Carta la cosiddetta "devolution", il premierato, il Senato federale, l'interesse nazionale, il principio di sussidiarietà e una legge elettorale che, secondo la CdL, dovrebbe favorire la creazione di maggioranze stabili. 1- La devoluzione Richiesta ed elogiata dalla Lega Nord, consiste nel decentramento dei poteri che oggi sono nelle mani del governo nazionale e che, un domani, potrebbero essere di competenza regionale. Un quesito che mi pongo spesso è:"Com'è possibile che un partito come AN, da sempre promotore dell'unità e dell'orgoglio nazionale, possa accettare tale riforma???" Certo, la risposta è facilmente intuibile: per evitare che cada il Governo. Ma, nonostante la risposta sia ovvia, rimango comunque basita...Non è forse lo spirito nazionale l'anima di un partito come AN?! Mah... Le funzioni interessate sono le seguenti: -assistenza e organizzazione sanitaria; -organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione; -definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; -polizia amministrativa regionale e locale; -ogni altra materia non espressamente di competenza statale. L'interesse nazionale conferisce al Governo la facoltà di invitare le Regioni alla modifica di quelle leggi che potrebbero andare contro l'interesse nazionale...Superfluo scrivere che si tratta solamente di un contentino per il partito di Fini. Con questa riforma, diritti fondamentali come quelli relativi all' istruzione e alla salute verrebbero attribuiti alla competenza legislativa esclusiva delle singole regioni dotate di risorse e strutture ben diverse le une dalle altre, senza alcuna garanzia effettiva di solidarietà. 2- Il premierato I poteri del Presidente del Consiglio, che cambia nome in Primo Ministro, vengono notevolmente rafforzati a discapito del PdR. A lui sono riservati i seguenti poteri: -nomina e revoca dei ministri; -scioglimento delle Camera dei Deputati; Inoltre, per il suo inserimento, viene richiesto un semplice voto sul programma. Le sue dimissioni possono essere solamente obbligate dalla Camera, mentre ha la possibilità di "determinare" la politica generale del Governo e può "dirigere" l'attività dei singoli ministri. In sintesi, il Primo Ministro diventerebbe un Premier dotato di poteri assoluti...Cazzo! Ma non l'Italia non era un paese democratico?!? 3- Il Parlamento a) La Camera dei Deputati Il numero dei deputati cambia da 630 a 518, mentre aumentano a 18 quelli eletti nella circoscrizione all'estero. L'età per l'elettorato passivo scende da 25 a 21 anni. I senatori a vita vengono sostituiti dai deputati a vita. Essi vengono eletti dal PdR e quest'ultimo non può nominarne più di tre. b) Il Senato federale Il numero dei senatori diminuisce da 315 a 252, l'età per l'elettorato passivo scende da 40 a 25. Alle consultazioni del Senato partecipano anche 42 rappresentanti regionali e di province autonome che però non hanno alcun diritto di voto. Il Senato non viene mai sciolto, ma viene rinnovato con le elezioni regionali e non può più sfiduciare il Governo. 4- La formazione delle leggi Non esiste più il bicameralismo perfetto: caratteristica che da sempre contraddistingue il nostro Parlamento. La Camera ha il compito di decidere su tutte le questioni riguardanti lo Stato. Al Senato spetta, invece, decidere su materie riguardanti sia lo Stato che le Regioni. Entrambe le camere possono modificare le leggi approvate nell'altra camera entro 30 giorni dalla loro approvazione, ma l'ultima parola spetta comunque alla camera competente. 5- Il Presidente della Repubblica Il PdR non ha più la facoltà di decretare lo scioglimento delle camere: per la Camera questo potere è affidato al Primo Ministro; il Senato, invece, non può essere sciolto in alcun caso. NB: il PdR NON dovrà più autorizzare i disegni legge presentati dal Governo. La figura del Presidente della Repubblica verrà ridotta, perciò, a quella di un Gran Cerimoniere. L'elenco dei punti fondamentali che potrebbero essere modificati è terminato: spero di essere stata chiara ed esauriente, nonostante abbia scritto un riassunto. Superfluo precisare che io sono contro questa riforma: la considero una potenziale assassina della nostra Costituzione che, tengo a sottolinearlo, è nata dalla Resistenza. P.S.: per le fonti da cui ho tratto questo riassunto, bisogna ringraziare il prof. di Diritto ed Economia del mio istituto e il Comitato di coordinamento genovese "SALVIAMO LA COSTITUZIONE".