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Schemi rigidi alla base delle critiche sui DICO


“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29): ecco cosa sancisce la nostra Costituzione e quello che rivendicano, di conseguenza, la coalizione di centro-destra e l’Udeur di Mastella.Poi vi è la Chiesa che, non basandosi tanto su quello che è scritto nella Costituzione quanto, piuttosto, sul matrimonio inteso come sacramento e pertanto come principio inalienabile e inalterabile, non risparmia critiche sul disegno di legge riguardante i DICO.Sono prese di posizione ferre che non tengono assolutamente conto del mutamento della società dal ’48 ai giorni nostri per un verso e dell’assoluta autonomia dello Stato nei confronti del Vaticano, per l’altro.L’intervista fatta a Casini su questo tema e mandata in onda alcuni giorni fa su RAI 1 è emblematica: egli afferma che un’ipotetica entrata in vigore dei DICO minaccerebbe la famiglia e i suoi diritti.A questo punto sorge spontanea una domanda: può essere davvero così minaccioso per una famiglia “tradizionale” regolarizzare la tutela dei diritti e il rispetto dei doveri dei conviventi che, di fatto, rappresentano un nucleo di persone legate da affetti comuni?E’ necessario, inoltre, precisare che questo disegno di legge non riguarderebbe solamente le coppie omosessuali bensì anche quelle eterosessuali; può essere considerato, perciò, un disegno “a tutto tondo” che offre una soluzione a tutte quelle coppie che, alla funzione religiosa piuttosto che a quella civile, preferiscono una via alternativa che assicuri loro, però, diritti e doveri fondamentali.La tensione su questo tema non si denota solo a Palazzo Madama con la decisione di iniziare proprio dal Senato l’iter parlamentare, ma anche nella sale cinematografiche con l’uscita del nuovo film di Ozpetek “Saturno contro”, il quale mette a confronto la coppia eterosessuale con quella omosessuale.Non mancano accuse e dibattiti.Alimentati, forse, da schemi difficili da sfatare, ma che sono, di fatto, poco applicabili alla realtà.Il testo che avete appena letto è il tema che scrissi lo scorso 22 febbraio: è stato scritto prima che il Governo di Prodi perdesse la fiducia al Senato.E' stato scritto con rabbia, ma con ancora un po' di speranza...Sentendo però la dichiarazione di un democristiano in televisione, mi chiedo ancora se posso essere fiduciosa: egli affermò che non si può permettere la salita al potere di una dittatura delle minoranze.Cosa?!? Indubbiamente, si è impegnato molto per spararla così grossa...Non ho parole.