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La sete assoluta della sinistra

Post n°3 pubblicato il 12 Maggio 2006 da forzazzurra_1

Con l’elezione al Quirinale di Giorgio Napolitano, la sinistra ha terminato l’occupazione di tutte le cariche istituzionali. Votando scheda bianca, Silvio Berlusconi e la Casa delle Libertà hanno rifiutato di subire l’imposizione di un candidato di una sola parte, interpretando così la volontà dei nostri elettori. A riguardo leggi l'intervista del nostro leader a Panorama, nella quale Berlusconi spiega come il suo presunto conflitto d’interessi è ormai diventato l’unica isola di democrazia nel nostro Paese. 

Adesso la nostra voglia di rivincita è volta a sconfiggere la sinistra alle elezioni amministrative del 28 e 29 maggio e al referendum costituzionale del 25 e 26 giugno votando "SI" 

Ieri l’Istat ha dato l’ennesima smentita alla bufala sul declino economico italiano, propagata dal circo politico-mediatico guidato dalla sinistra. Sul tema ti consiglio la lettura di  "La fine degli zerovirgola" pubblicato sul Foglio del 12 maggio 2006. 

 
Rispondi al commento:
FEDERALISTACONVINTO
FEDERALISTACONVINTO il 13/05/06 alle 00:04 via WEB
voi di sinistra siete strani,non usate bene la testa vi limitate a dire si o no senza prima ragionare sull'argomento da discutere. per questo vi invito a leggere (forse per voi la prima volta)un riassunto sulla riforma della costituzione e forse poi voterete si perchè non si tratta di destra o sinistra ma di aggiustare le cose! http://digilander.libero.it/FEDERALISTACONVINTO/index.htm Referendum devoluzione 25-26 giugno IL DECALOGO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE I Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche. II Saranno i cittadini, e non più i palazzi della politica, a scegliere maggioranza parlamentare, coalizione di governo e primo Ministro: è il premierato. III Non più due Camere identiche, l'una doppione dell'altra. Ora il Senato sarà federale ed avrà una sua funzione specifica: rappresentare le esigenze delle Regioni. La Camera si occuperà di quelle dello Stato. IV Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche. V La legge dovrà stabilire limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate. VI I regolamenti parlamentari dovranno tutelare i diritti delle opposizioni: ora questo non è previsto. VII L’ordinamento evolve in senso federale, come sta avvenendo in molti Stati moderni: viene riequilibrato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni per garantire migliori servizi ai cittadini, senza compromettere l’unità del Paese. Alle Regioni vengono devolute particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Tutte avranno le stesse opportunità, senza penalizzazioni per alcune aree rispetto ad altre e senza la differenziazione tra le Regioni, prevista dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un federalismo equo, solidale ed equilibrato. VIII Tutte le leggi regionali dovranno rispettare il criterio dell'interesse nazionale, non più previsto a seguito della riforma del 2001. IX Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi. X Aumentano le garanzie per i comuni e le province, gli enti più vicini ai cittadini: potranno ricorrere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle proprie competenze.
 
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