Adesso si parla di orrore, come se la guerra orripilante fosse cosa inaspettata. Si sprecano parole di speranza per le quarantotto ore di tregua, dimostrando di non avere cognizione di quel che accade. Kofi Annan vuole condannare Israele? Ma dov'era, di quale petroli s'occupava nel mentre Hezbollah violava la risoluzione dell'Onu e piazzava le basi missilistiche in modo da potere colpire la popolazione civile? E tanto basta per capire quale fonte d'equivoci sarebbe una forza d'interposizione delle Nazioni Unite: incapace a disarmare chi ha scatenato il conflitto, incapace a difendere i civili sulla linea del fuoco, destinata ad alimentare speranze che saranno deluse, magari nel modo beffardamente tragico che già si è visto in Serbia.Teniamo a mente la Serbia e fotografiamo la situazione: il Libano non ha subito alcuna minaccia da parte di Israele, semmai sono stati i siriani a far ammazzare il loro presidente, liberamente eletto, e gli iraniani ad armare gli integralisti mercenari. Il Libano è solo la base territoriale da cui agiscono. A sud la speranza di uno stato palestinese presuppone la convivenza con Israele, chi è contro avversa quello stato. Israele è un avamposto democratico, una realtà politica che le altre democrazie del mondo non possono in nessun caso abbandonare al suo destino. Quindi, delle due l'una: o si lascia che la stella di David sia difesa, anche con le orribili armi, oppure, capovolgendo lo schema, si chiede ad Israele di fermarsi e si prende il suo posto nel conflitto. In Serbia lo si fece, ritirando gli inermi con i caschi blu e mandando la Nato a distruggere il disegno criminale di Milosevic. Governava D'Alema.La tregua serve solo a consentire lo sgombero della popolazione civile, usata da Hezbollah per provocare e poi fotografare la macelleria a cielo aperto. Dopo, gli attacchi saranno ancora più duri. Se lo spettacolo non piace, e a me non piace, si condanni la politica cinica ed ipocrita dei predicozzi e degli affari, i primi diretti a chi si difende ed i secondi fatti con chi attacca, ma si metta in campo la Nato per dire: Israele non si tocca, in Libano si disarma Hezbollah, in Palestina si costruiscono le istituzioni della pace e la Siria sia divisa dall'Iran.Altrimenti anche quelli iracheni saranno stati morti inutili.
La colpa dell'orrore è di Hezbollah
Adesso si parla di orrore, come se la guerra orripilante fosse cosa inaspettata. Si sprecano parole di speranza per le quarantotto ore di tregua, dimostrando di non avere cognizione di quel che accade. Kofi Annan vuole condannare Israele? Ma dov'era, di quale petroli s'occupava nel mentre Hezbollah violava la risoluzione dell'Onu e piazzava le basi missilistiche in modo da potere colpire la popolazione civile? E tanto basta per capire quale fonte d'equivoci sarebbe una forza d'interposizione delle Nazioni Unite: incapace a disarmare chi ha scatenato il conflitto, incapace a difendere i civili sulla linea del fuoco, destinata ad alimentare speranze che saranno deluse, magari nel modo beffardamente tragico che già si è visto in Serbia.Teniamo a mente la Serbia e fotografiamo la situazione: il Libano non ha subito alcuna minaccia da parte di Israele, semmai sono stati i siriani a far ammazzare il loro presidente, liberamente eletto, e gli iraniani ad armare gli integralisti mercenari. Il Libano è solo la base territoriale da cui agiscono. A sud la speranza di uno stato palestinese presuppone la convivenza con Israele, chi è contro avversa quello stato. Israele è un avamposto democratico, una realtà politica che le altre democrazie del mondo non possono in nessun caso abbandonare al suo destino. Quindi, delle due l'una: o si lascia che la stella di David sia difesa, anche con le orribili armi, oppure, capovolgendo lo schema, si chiede ad Israele di fermarsi e si prende il suo posto nel conflitto. In Serbia lo si fece, ritirando gli inermi con i caschi blu e mandando la Nato a distruggere il disegno criminale di Milosevic. Governava D'Alema.La tregua serve solo a consentire lo sgombero della popolazione civile, usata da Hezbollah per provocare e poi fotografare la macelleria a cielo aperto. Dopo, gli attacchi saranno ancora più duri. Se lo spettacolo non piace, e a me non piace, si condanni la politica cinica ed ipocrita dei predicozzi e degli affari, i primi diretti a chi si difende ed i secondi fatti con chi attacca, ma si metta in campo la Nato per dire: Israele non si tocca, in Libano si disarma Hezbollah, in Palestina si costruiscono le istituzioni della pace e la Siria sia divisa dall'Iran.Altrimenti anche quelli iracheni saranno stati morti inutili.