Giovani e politica

La rabbia e l'orgoglio di una ragazza israeliana


Questo non è solo un periodo spensierato di sole e abbronzatura. Vi è un conflitto armato in corso, a qualche ora di volo da noi. Quella di oggi, è la testimonianza diretta di una giovane donna in vacanza a Tel Aviv."Vorrei raccontarvi quello che vedo in queste settimane, sperando che possa in qualche modo chiarire le idee su quello che sta succedendo veramente in Israele". Giusto per la cronaca, circa una ventina di giorni fa, un commando di miliziani Hezbollah sconfina dal sud del Libano in territorio israeliano e rapiscono alcuni soldati. Israele protesta e per tutta risposta dal sud del Libano cominciano a piovere missili. Ad oggi, dopo circa 1600 missili tirati su Israele, ancora in giro per il mondo c'è chi dice che la reazione di Israele è sproporzionata. La milizia Hezbollah, condannata dall'Onu come organizzazione terroristica, è lasciata libera di agire, senza che il governo libanese si curi di intervenire. A Roma è stata voluta una conferenza per discutere la crisi al confine Israele-Libano. Nell'occasione, il rappresentante libanese ha accusato Israele di occupare il loro territorio indicando una zona molto precisa. Kofi Annan, segretario generale di quella stessa Onu che con una risoluzione ha riconosciuto a Israele la sovranità su quella zona, non ha detto una parola. Prodi e D'Alema - veri guru di politica internazionale - hanno individuato una soluzione geniale: chiedere la mediazione dell'Iran, lo stesso Iran il cui presidente, Ahmadinejad, ha pubblicamente inneggiato alla morte degli ebrei e alla distruzione totale e definitiva dello Stato di Israele. Un mediatore imparziale, davvero!"Ho visto gente manifestare perché Israele bombarda i civili. Tanto per chiarirci, gli Hezbollah sono civili. Non hanno un tesserino, non hanno divise, non hanno gli anfibi tutti uguali. Il Libano ha un esercito e loro non ne fanno parte, questo però non impedisce loro di essere armati, di avere bunker e campi di addestramento. Quando gli Hezbollah si nascondono, usano edifici civili, pieni di Hezbollah armati. Quando Israele si difende, il mondo grida che Israele colpisce i civili."Ho visto un sacco di cose brutte. Gente che non dorme la notte per lo scoppio dei missili, rinchiusa nei rifugi per giorni. Famiglie costrette a lasciare le loro case per paura, senza sapere quando torneranno, senza chiedere al governo di finire in fretta."Ho visto però anche tante cose belle, prima fra tutte la solidarietà della gente. Ogni persona, nel suo piccolo qui, si impegna per poter fare la differenza. Un numero inimmaginabile di famiglie ha chiesto di ospitare chi è scappato dal nord. Al telegiornale passano in sovrimpressione i numeri di chi offre ospitalità. Vi è un sito Internet dove la gente offre passaggi da e per il nord a chi ne ha bisogno, ragazze del nord scappate qui al centro che si offrono di fare le babysitter gratuitamente ai bambini delle famiglie evacuate. Non solo. Le palestre inviano sms ai soci, informandoli che se ospitano qualcuno dal nord, possono portarlo ad allenarsi gratis. Pelefon, l'operatore dei cellulari, fa vedere i telegiornali gratis con l'umts. I tecnici di Cellcom vanno al nord, a riparare i danni nelle case e nei quartieri colpiti dai missili, gratuitamente."Bank hapoalim manda camion pieni di regali ai soldati al confine. Isracart, il circuito che racchiude le maggiori carte di credito in Israele, ai residenti del nord che lo desiderano è rimandato di un mese il pagamento, senza interessi. Elite, fabbrica di dolci, ha aperto un sito dove si possono mandare i ringraziamenti ai soldati, che vengono loro inoltrati insieme a una tavoletta di cioccolata".Amica di Tel Aviv. Ti assicuro che a molti italiani la sorte di Israele importa. Sappilo, non siete soli. Grazie per questa testimonianza di dolore, orgoglio e solidarietà umana.