Stavolta li hanno presi. Il numero 2 di Al Qaeda gongolava nei giorni scorsi nel film trasmesso da Al Jazeera. Al Zawahiri, con il mitra dietro di lui, aveva preannunciato:"Li colpiremo". Era un piano perfetto. Stavolta però il diavolo che loro adorano con il nome di Allah, ma non c'entra niente con Dio, è stato scornato. L'annuncio è stato dato alle 7 e 7 minuti di venerdì mattina ora italiana. Ventuno uomini legati ad Al Qaeda sono stati bloccati a Londra e Birmingham. Il progetto sarebbe scattato presto, forse l'11 agosto, più probabilmente il 22 agosto, data simbolica della vita di Maometto. Si trattava di prendere posto su dieci aerei trascontinentali diretti da Londra, Manchester e Glasgow verso New York, Boston, Miami e Los Angeles. E poi: boom. Tremilacinquecento, quattromila morti in poche ore. L'Occidente in ginocchio, l'economia morta. Peggio delle Torri Gemelle.Al Qaeda pregustava la vittoria, la vendetta contro quelli che ormai sente come soli nemici: Usa, Gran Bretagna e Israele. Noi infatti ci sentiamo tranquilli: abbiamo rinnegato la nostra presenza in Iraq. In Afghanistan ci stiamo, ma appena appena. Infatti quando il ministro della Difesa di Kabul ha ipottizzato che i nostri soldati potessero dare la caccia ai terroristi talebani, la famosa senatrice Deiana di Rifondazione comunista ha protestato, e il capo della nostra Difesa, Parisi, ha precisato: i nostri soldati non devono combattere il terrorismo co le armi, guai. Così credono che la scamperemo. Poveri illusi. Su quegli aerei in volo sull'Atlantico ci sarebbero stati un sacco di italiani, tra l'altro. Ma se crolla l'America e sprofonda il Regno Unito, Israele isolata sparisce, e crepiamo tutti in mano al nuovo nazismo islamico. Ho scritto questa formula per dire che gli ebrei hanno ragione in Libano, ma non me ne vanto, tanto l'analisi era ovvia. Bush l'ha confermata subito, all'americana, ieri:"La nostra nazione deve combattere il fascismo islamico. I fascisti islamici usano ogni mezzo per colpire quello in cui crediamo". Fascismo per gli americani è il nemico nazista, nella guerra combattuta quando ci liberarono. Da noi? Nessun politico o commentatore ha neanche pronunciato la parola Islam o terrorismo islamico. Ci consoliamo: l'Italia sarebbe esclusa dal piano di attacchi. Peccato che lì, in Inghilterra e a New York, abbiamo tutti dei figli o dei nipoti. Che dobbiamo fare, mandarli in Pakistan così sono più sicuri?Torniamo a Londra. Quelli di Al Qaeda avevano trovato il segreto dell'attentato invisibile. L'arma perfetta perché superiore ad ogni controllo. Nessuna macchina li avrebbe mai sorpresi con una bomba. Bastava miscelare dei liquidi. Ad alta quota innescarli, e sarebbe stato un fuoco d'artificio infernale.Gli sms mandati in abbonamento sui nostri telefonini dicono: sarebbero 21 asiatici. Poi si precisa: pakistani con cittadinanza britannica, probabilmente. Non si dice la cosa più semplice. Si chiudono gli occhi. Quelli sono fondamentalisti musulmani a cui era stata data la cittadinanza europea. Essere musulmano non è un fattore di pietà personale, ma la molla dell'orrore: uno può accettare di morire suicida, trascinando con sé gente innocente, solo se qualcuno lo dichiarerà martire. Come fanno anche in Italia, tranquilli e sereni, tanti imam predicatori di odio. E noi che facciamo? Ma sì, dialoghiamo.Bush è stato informato da Blair domenica notte. I capi delle intelligence americana e britannica hanno collaborato allo spasimo tra loro. Meno male che non si sono confidati coi nostri capi, magari al telefono: l'immancabile intercettazione sarebbe finita su Repubblica, senza che l'autorità giudiziaria muovesse un dito. Normale, no? Tanto - dicono - l'Italia non corre rischi. Noi non combattiamo mica al fianco di Israele, anche se rompe le balle. Come dice Prodi, con acuto senso civico:"Non giova la tensione in Medio Oriente". Insomma, se Israele stesse calmino e si lasciasse lanciare un po' di razzi senza agitarsi tanto, ci sarebbero meno pericoli. Del resto, noi italiani non abbiamo nessuna intenzione di aprire le ostilità con quei brav'uomini di talebani, dove riposa come un pascià Osama Bin Laden. In fondo perché avercela tanto con costui?Sentite che cosa scrisse di questo mostro orribile Giuseppe D'Avanzo su Repubblica il 4 ottobre 2005:"Il ministro dell'Interno, con l'istituzione della Consulta islamica, sembra aver compreso che Osama Bin Laden non è il terrorista apocalittico o il Satana narcisistico della vulgata, ma un leader che fa quel che dice e crede in quel che fa; una guida che non vuole cancellare la nostra democrazia, ma scoraggiarci con le armi dal distruggere le cose che l'Islam ama; un uomo che sta vincendo la guerra non con il terrore ma con le parole...". Che cosa ama l'Islam di Al Qaeda, secondo D'Avanzo? Secondo me, ama ammazzare gli inermi, far fuori i nostri figli che prendono un aereo per studiare l'inglese."Siamo condannati al dialogo", spiega D'Avanzo. Parlare di "pericoli", individuare organizzazioni criminali come ha fatto il pm D'Ambrosio, è ritenuto "manutenzione della paura". Einaudi, cioè - ahimè - Mondadori di Berlusconi, ha pubblicato un libro di Bonini e D'Avanzo intitolato proprio così, ad uso della demolizione assoluta della nostra intelligence:"Il mercato della paura". A venderla sarebbe proprio la nostra intelligence per consolidare Berlusconi-Bush-Blair. Tranquilli: ora salterà fuori una bella teoria per spiegare quello che doveva accadere a Londra dando la colpa agli americani. Il guaio italiano è che il governo di Prodi è proprio su questa linea. D'Alema sarebbe diverso, ma dov'è finito il suo senso realistico della politica? Così i ministri sono concordi nel voler negare l'evidenza, minimizzano, predicano che da noi rischi non ce n'è. Non ci si vuol rendere consapevoli che siamo in una guerra, dove bastano ventuno persone decise a morire per distruggere il nostro mondo. Sia chiaro: non cadrebbero a terra solo l'America e la Gran Bretagna come si illudono i comunisti, o i postcomunisti, o i prodiani: ma proprio noi, l'Occidente.Immaginatevi l'effetto di una catena di esplosioni di quel genere. Tutto si fermerebbe. Saremmo stati in pochi giorni in balia di una catastrofe economica e morale. Conoscendoci, avrebbe prevalso nella Penisola la linea del mettiamoci d'accordo, in fondo Bin Laden è una "guida", un leader concreto, molto concreto, dice quel che pensa e lo fa pure. Per cui se promette di lasciarci intatta la pelle, possiamo fidarci. Pensano: meglio islamici che morti. Poveri pirla. Io umilmente dico no. Per fortuna l'America, l'Inghilterra e soprattutto Israele venderanno cara la pelle. Intanto hanno dato a quelle canaglie una bella lezione. Non è finita. Ci sbatteranno giù. Forse. Ma forse no.
Terrorismo: hanno tanti amici ma dai che forse non ci buttano giù
Stavolta li hanno presi. Il numero 2 di Al Qaeda gongolava nei giorni scorsi nel film trasmesso da Al Jazeera. Al Zawahiri, con il mitra dietro di lui, aveva preannunciato:"Li colpiremo". Era un piano perfetto. Stavolta però il diavolo che loro adorano con il nome di Allah, ma non c'entra niente con Dio, è stato scornato. L'annuncio è stato dato alle 7 e 7 minuti di venerdì mattina ora italiana. Ventuno uomini legati ad Al Qaeda sono stati bloccati a Londra e Birmingham. Il progetto sarebbe scattato presto, forse l'11 agosto, più probabilmente il 22 agosto, data simbolica della vita di Maometto. Si trattava di prendere posto su dieci aerei trascontinentali diretti da Londra, Manchester e Glasgow verso New York, Boston, Miami e Los Angeles. E poi: boom. Tremilacinquecento, quattromila morti in poche ore. L'Occidente in ginocchio, l'economia morta. Peggio delle Torri Gemelle.Al Qaeda pregustava la vittoria, la vendetta contro quelli che ormai sente come soli nemici: Usa, Gran Bretagna e Israele. Noi infatti ci sentiamo tranquilli: abbiamo rinnegato la nostra presenza in Iraq. In Afghanistan ci stiamo, ma appena appena. Infatti quando il ministro della Difesa di Kabul ha ipottizzato che i nostri soldati potessero dare la caccia ai terroristi talebani, la famosa senatrice Deiana di Rifondazione comunista ha protestato, e il capo della nostra Difesa, Parisi, ha precisato: i nostri soldati non devono combattere il terrorismo co le armi, guai. Così credono che la scamperemo. Poveri illusi. Su quegli aerei in volo sull'Atlantico ci sarebbero stati un sacco di italiani, tra l'altro. Ma se crolla l'America e sprofonda il Regno Unito, Israele isolata sparisce, e crepiamo tutti in mano al nuovo nazismo islamico. Ho scritto questa formula per dire che gli ebrei hanno ragione in Libano, ma non me ne vanto, tanto l'analisi era ovvia. Bush l'ha confermata subito, all'americana, ieri:"La nostra nazione deve combattere il fascismo islamico. I fascisti islamici usano ogni mezzo per colpire quello in cui crediamo". Fascismo per gli americani è il nemico nazista, nella guerra combattuta quando ci liberarono. Da noi? Nessun politico o commentatore ha neanche pronunciato la parola Islam o terrorismo islamico. Ci consoliamo: l'Italia sarebbe esclusa dal piano di attacchi. Peccato che lì, in Inghilterra e a New York, abbiamo tutti dei figli o dei nipoti. Che dobbiamo fare, mandarli in Pakistan così sono più sicuri?Torniamo a Londra. Quelli di Al Qaeda avevano trovato il segreto dell'attentato invisibile. L'arma perfetta perché superiore ad ogni controllo. Nessuna macchina li avrebbe mai sorpresi con una bomba. Bastava miscelare dei liquidi. Ad alta quota innescarli, e sarebbe stato un fuoco d'artificio infernale.Gli sms mandati in abbonamento sui nostri telefonini dicono: sarebbero 21 asiatici. Poi si precisa: pakistani con cittadinanza britannica, probabilmente. Non si dice la cosa più semplice. Si chiudono gli occhi. Quelli sono fondamentalisti musulmani a cui era stata data la cittadinanza europea. Essere musulmano non è un fattore di pietà personale, ma la molla dell'orrore: uno può accettare di morire suicida, trascinando con sé gente innocente, solo se qualcuno lo dichiarerà martire. Come fanno anche in Italia, tranquilli e sereni, tanti imam predicatori di odio. E noi che facciamo? Ma sì, dialoghiamo.Bush è stato informato da Blair domenica notte. I capi delle intelligence americana e britannica hanno collaborato allo spasimo tra loro. Meno male che non si sono confidati coi nostri capi, magari al telefono: l'immancabile intercettazione sarebbe finita su Repubblica, senza che l'autorità giudiziaria muovesse un dito. Normale, no? Tanto - dicono - l'Italia non corre rischi. Noi non combattiamo mica al fianco di Israele, anche se rompe le balle. Come dice Prodi, con acuto senso civico:"Non giova la tensione in Medio Oriente". Insomma, se Israele stesse calmino e si lasciasse lanciare un po' di razzi senza agitarsi tanto, ci sarebbero meno pericoli. Del resto, noi italiani non abbiamo nessuna intenzione di aprire le ostilità con quei brav'uomini di talebani, dove riposa come un pascià Osama Bin Laden. In fondo perché avercela tanto con costui?Sentite che cosa scrisse di questo mostro orribile Giuseppe D'Avanzo su Repubblica il 4 ottobre 2005:"Il ministro dell'Interno, con l'istituzione della Consulta islamica, sembra aver compreso che Osama Bin Laden non è il terrorista apocalittico o il Satana narcisistico della vulgata, ma un leader che fa quel che dice e crede in quel che fa; una guida che non vuole cancellare la nostra democrazia, ma scoraggiarci con le armi dal distruggere le cose che l'Islam ama; un uomo che sta vincendo la guerra non con il terrore ma con le parole...". Che cosa ama l'Islam di Al Qaeda, secondo D'Avanzo? Secondo me, ama ammazzare gli inermi, far fuori i nostri figli che prendono un aereo per studiare l'inglese."Siamo condannati al dialogo", spiega D'Avanzo. Parlare di "pericoli", individuare organizzazioni criminali come ha fatto il pm D'Ambrosio, è ritenuto "manutenzione della paura". Einaudi, cioè - ahimè - Mondadori di Berlusconi, ha pubblicato un libro di Bonini e D'Avanzo intitolato proprio così, ad uso della demolizione assoluta della nostra intelligence:"Il mercato della paura". A venderla sarebbe proprio la nostra intelligence per consolidare Berlusconi-Bush-Blair. Tranquilli: ora salterà fuori una bella teoria per spiegare quello che doveva accadere a Londra dando la colpa agli americani. Il guaio italiano è che il governo di Prodi è proprio su questa linea. D'Alema sarebbe diverso, ma dov'è finito il suo senso realistico della politica? Così i ministri sono concordi nel voler negare l'evidenza, minimizzano, predicano che da noi rischi non ce n'è. Non ci si vuol rendere consapevoli che siamo in una guerra, dove bastano ventuno persone decise a morire per distruggere il nostro mondo. Sia chiaro: non cadrebbero a terra solo l'America e la Gran Bretagna come si illudono i comunisti, o i postcomunisti, o i prodiani: ma proprio noi, l'Occidente.Immaginatevi l'effetto di una catena di esplosioni di quel genere. Tutto si fermerebbe. Saremmo stati in pochi giorni in balia di una catastrofe economica e morale. Conoscendoci, avrebbe prevalso nella Penisola la linea del mettiamoci d'accordo, in fondo Bin Laden è una "guida", un leader concreto, molto concreto, dice quel che pensa e lo fa pure. Per cui se promette di lasciarci intatta la pelle, possiamo fidarci. Pensano: meglio islamici che morti. Poveri pirla. Io umilmente dico no. Per fortuna l'America, l'Inghilterra e soprattutto Israele venderanno cara la pelle. Intanto hanno dato a quelle canaglie una bella lezione. Non è finita. Ci sbatteranno giù. Forse. Ma forse no.