Giovani e politica

La minaccia dei travet cattolici


Ormai è chiaro, Prodi tratta solo con gente che abbia un titolo di tutto rispetto: arcivescovi, arcipreti, arcigay o arcilesbica, per lui fa lo stesso, basta che abbiano l'arci davanti. Ma si sbaglierebbe se si pensasse non sia in grado di mettere a frutto queste sue frequentazioni. Anzi, spesso gli riesce proprio bene di sparigliare le carte.Prendiamo i Pacs e il riconoscimento legale delle coppie di fatto. Molti sono convinti che il pericolo venga dall'ala estrema del centrosinistra: versante arcigay e arcilesbica delle frequentazioni prodiane. La colpa di certe derive contro la famiglia, si dice, sarebbe tutta da mettere in conto ai Grillini e ai Vladimir Luxuria di turno. Errore: se ci troveremo una legge che istituzionalizza le coppie omosessuali, lo dovremo soprattutto ai rispettabilissimi rappresentanti dell'ala moderata della compagine progressista. Bisognerà scovare i veri colpevoli nella sacrestia del centrosinistra, dove si annidano frequentatori di arcivescovi e arcipreti del calibro delle Binetti e dei Bobba, dei Rutelli e dei Castagnetti. Bel colpo Prodi, che in tal modo arriverà in processione al traguardo del riconoscimento legale delle coppie omosessuali.I fautori storici dei Pacs, l'ala radicale della sinistra, radicali compresi, battono una strada diretta, irta di problemi giuridici. Problemi non insormontabili, ma tali da rendere faticoso l'iter legislativo e da allarmare molti elettori. C'è poi la Chiesa, che su questa materia non può fare sconti: e persino questa maggioranza, zeppa di politici insofferenti a qualsiasi richiamo anche vago alla legge naturale, questa accozzaglia di cattolici, comunisti, radicali e postdemocristiani, ha bisogno di far finta di tenere in considerazione ciò che si dice oltre Tevere.E allora, ecco pronta la strategia elaborata dalle teste più fini della Margherita e dei centristi di sinistra: riconoscere le coppie gay senza però dirlo apertamente. L'escamotage giuridico è pronto da tempo, ed è stato candidamente "rivelato" da una senatrice della Margherita durante un dibattito pubblico sull'argomento. "Noi - spiegava la senatrice - siamo per la famiglia e per il rispetto della Costituzione. Non vogliamo che siano riconosciuti i diritti alla coppia omosessuale o alla coppia di fatto. Tuttavia, siccome questi fenomeni esistono, faremo una legge che riconosce i diritti dei soggetti che vivono in una coppia di fatto".Tutto qui? Sì, tutto qui. La facciata è salva, perché così non si parla né di Pacs né di famiglia omosessuale: ma nella sostanza il risultato è il medesimo. Sarebbe come se il legislatore dicesse: i diritti delle case da gioco clandestine non li voglio riconoscere, ma i diritti dei croupier che ci lavorano, sì. Massimo risultato con il minimo sforzo. I Grillini e i Luxuria diranno che sono abbastanza soddisfatti, che si è fatto un primo passo, e i loro elettori saranno contenti. Ci penserà la magistratura, con successive sentenze progressive, ad allungare la portata giuridica del provvedimento legislativo. Dall'altra, i buoni cattolici della Margherita faranno la bella figura di quelli che hanno evitato il peggio e hanno salvato la famiglia e la Costituzione scritta dai mitici "padri". Strizzando però l'occhio alle "situazioni di fatto che non si possono ignorare" e compiendo così la loro buona azione quotidiana di cristiani equi, solidali e democratici. Non mancherà qualche arcivescovo e arciprete di "area" pronto a spiegare ai fedeli che si tratterà di una buona legge, che la famiglia è salva e che, in fondo, si tratta solo di permettere a due gay di vedersi in ospedale o di lasciarsi l'eredità a vicenda. Poverini. Questo è il diabolico piano di marca postdemocristiana che dalle parti della Margherita stanno cucinando.Ecco perché i veri artefici della devastazione della famiglia non saranno gli "estremisti", ma proprio loro: i grigi esponenti del cattolicesimo democratico. Soltanto loro, con quell'aria normale da rassicuranti impiegati di curia o da professori di scuola media cattolica, possono far digerire agli italiani un cambiamento epocale.