Caro direttore e cari amici, come avrete visto, il fatto nuovo di questo Natale è che non si può più dire "Buon Natale" e, a pensarci bene, è giusto così. A che vale dire "Buon Natale" quando un uomo viene suicidato perché la vita gli è insopportabile? Quando il Presepe viene profanato nella sede di un'istituzione? Quando in quella stessa sede si progetta una saletta pagana, affinché ciascuno preghi il suo dio senza offendere quello del vicino di scranno? Quando i canti cristiani vengono proibiti ai bambini delle elementari? Quando un direttore cattolico nega ad un vescovo l'autorizzazione a incontrare gli studenti? Quando il crocefisso viene allontanato da qualunque luogo pubblico? Quando un gay pride si può fare e una processione no? E vale ancora dire "Buon Natale" se il cristianesimo viene nascosto nel vecchio continente cristiano? Vale se al cristianesimo è richiesto di rispettare l'islam senza esserne rispettato? No, o "Buon Natale" non vale più oppure vale come grido di rivolta morale e culturale.Il laicismo che è in corso è peggiore del nazismo e del comunismo che, con altri mezzi, ebbero gli stessi fini. Il nazismo volle sostituire il cristianesimo e l'ebraismo col paganesimo, il comunismo con l'ateismo. Ma le coscienze non erano pronte e i due regimi dovettero usare la violenza. Oggi non c'è bisogno di ricorrere alle purghe e ai campi di concentramento. Oggi gli anticristiani conducono la loro battaglia all'insegna degli stessi valori cristiani, e purtroppo tanti cristiani ci cascano. L'eutanasia si pratica nel nome della dignità della vita e della misericordia. L'eugenetica nel nome di non recare dolore agli innocenti. L'aborto nel nome della libertà della donna. Il matrimonio omosessuale nel nome dell'amore col prossimo. Tra poco, anche la poligamia sarà concessa nel nome del rispetto delle persone e delle minoranze. E l'incesto, dopotutto, perché deve essere un tabù? Potrebbe essere solo un'interpretazione, e siccome, come diceva quel tale, "non ci sono fatti, bensì solo interpretazioni", allora, cambiando vocabolario, anche quel tabù potrebbe cadere.Oltre a questo paradosso, le orde barbariche del laicismo ne contengono un altro. Quelli che ieri ci sprangavano le teste gridando il primato marxista della classe, della società o dello Stato sull'individuo sono gli stessi che oggi predicano l'opposto, e cioè la priorità dell'utile, del desiderio, del capriccio personale sul bene pubblico, sociale, collettivo. Gli ex-maestri del collettivismo sono diventati apostoli dell'individualismo. Si dicono liberali, perché nella loro Neolingua liberale significa "libero di fare come si crede". Non sanno che il liberalismo è dottrina giudaico-cristiana fondata sul primato della persona e quindi su principi e valori e proibizioni non negoziabili. Non sanno che l'etica liberale presume quella cristiana. Non sanno che, senza il cristianesimo, non ci sarebbe la nostra civiltà. Una cosa sola sanno: che il cristianesimo è un ostacolo a quella dittatura del relativismo che ci vogliono imporre.Il nazismo e il comunismo fecero breve l'altro secolo, lo scientismo e il laicismo potrebbero fare cortissimo questo. Dopo, a invaderci, ci sarà l'islam, una religione di seguaci che credono ancora e che diffidano di noi perché non crediamo più. O ci sarà qualche altra cosa, perché il vuoto che le orde dei barbari laicisti lasciano sarà comunque riempito. Per fermarle, per arrestare il degrado morale, per salvare la civiltà, occorre una nuova, più difficile, resistenza di credenti e non. Dunque:"Buon Natale!".
L'invasione barbarica del laicismo (lettera di Marcello Pera a il Giornale)
Caro direttore e cari amici, come avrete visto, il fatto nuovo di questo Natale è che non si può più dire "Buon Natale" e, a pensarci bene, è giusto così. A che vale dire "Buon Natale" quando un uomo viene suicidato perché la vita gli è insopportabile? Quando il Presepe viene profanato nella sede di un'istituzione? Quando in quella stessa sede si progetta una saletta pagana, affinché ciascuno preghi il suo dio senza offendere quello del vicino di scranno? Quando i canti cristiani vengono proibiti ai bambini delle elementari? Quando un direttore cattolico nega ad un vescovo l'autorizzazione a incontrare gli studenti? Quando il crocefisso viene allontanato da qualunque luogo pubblico? Quando un gay pride si può fare e una processione no? E vale ancora dire "Buon Natale" se il cristianesimo viene nascosto nel vecchio continente cristiano? Vale se al cristianesimo è richiesto di rispettare l'islam senza esserne rispettato? No, o "Buon Natale" non vale più oppure vale come grido di rivolta morale e culturale.Il laicismo che è in corso è peggiore del nazismo e del comunismo che, con altri mezzi, ebbero gli stessi fini. Il nazismo volle sostituire il cristianesimo e l'ebraismo col paganesimo, il comunismo con l'ateismo. Ma le coscienze non erano pronte e i due regimi dovettero usare la violenza. Oggi non c'è bisogno di ricorrere alle purghe e ai campi di concentramento. Oggi gli anticristiani conducono la loro battaglia all'insegna degli stessi valori cristiani, e purtroppo tanti cristiani ci cascano. L'eutanasia si pratica nel nome della dignità della vita e della misericordia. L'eugenetica nel nome di non recare dolore agli innocenti. L'aborto nel nome della libertà della donna. Il matrimonio omosessuale nel nome dell'amore col prossimo. Tra poco, anche la poligamia sarà concessa nel nome del rispetto delle persone e delle minoranze. E l'incesto, dopotutto, perché deve essere un tabù? Potrebbe essere solo un'interpretazione, e siccome, come diceva quel tale, "non ci sono fatti, bensì solo interpretazioni", allora, cambiando vocabolario, anche quel tabù potrebbe cadere.Oltre a questo paradosso, le orde barbariche del laicismo ne contengono un altro. Quelli che ieri ci sprangavano le teste gridando il primato marxista della classe, della società o dello Stato sull'individuo sono gli stessi che oggi predicano l'opposto, e cioè la priorità dell'utile, del desiderio, del capriccio personale sul bene pubblico, sociale, collettivo. Gli ex-maestri del collettivismo sono diventati apostoli dell'individualismo. Si dicono liberali, perché nella loro Neolingua liberale significa "libero di fare come si crede". Non sanno che il liberalismo è dottrina giudaico-cristiana fondata sul primato della persona e quindi su principi e valori e proibizioni non negoziabili. Non sanno che l'etica liberale presume quella cristiana. Non sanno che, senza il cristianesimo, non ci sarebbe la nostra civiltà. Una cosa sola sanno: che il cristianesimo è un ostacolo a quella dittatura del relativismo che ci vogliono imporre.Il nazismo e il comunismo fecero breve l'altro secolo, lo scientismo e il laicismo potrebbero fare cortissimo questo. Dopo, a invaderci, ci sarà l'islam, una religione di seguaci che credono ancora e che diffidano di noi perché non crediamo più. O ci sarà qualche altra cosa, perché il vuoto che le orde dei barbari laicisti lasciano sarà comunque riempito. Per fermarle, per arrestare il degrado morale, per salvare la civiltà, occorre una nuova, più difficile, resistenza di credenti e non. Dunque:"Buon Natale!".