... tutti parlano, ma nessuno sa !!!Contro tante accuse ho voluto omaggiare Luciano Moggio scrivendo cosa ha fatto nella sua vita per il calcioLuciano Moggi (Monticiano, 10 luglio 1937) è un dirigente sportivo ed un manager calcistico. Ha ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di direttore generale della Juventus F.C..La VitaFiglio di un boscaiolo, nel '62 Moggi entra per concorso nelle Ferrovie e viene assegnato allo scalo di Civitavecchia come assistente di stazione. Tra le incombenze l'uso del telegrafo: Luciano impara l'alfabeto Morse. Moggi è poi promosso capo-gestione, responsabile di biglietteria e traffico merci.Il giovane Luciano è un difensore, mediocre per sua ammissione. Girovaga, arriva in serie D. Chiusa la carriera di giocatore, Moggi si ricicla come osservatore. Entra in contatto con società toscane e laziali, conosce Romeo Anconetani (futuro proprietario del Pisa). Il Moggi «talent scout» è bravo, viaggia in treno con le agevolazioni dei dipendenti Ffss e Italo Allodi, manager che ha fatto grande l'Inter di Angelo Moratti, lo scrittura alla Juve. Moggi scova giovani che saranno famosi: Causio, Rossi, Gentile, Scirea.Moggi cresce e nasce la leggenda del Paletta o del Capostazione, soprannomi coniati dai primi detrattori. Sul finire dei Settanta, Luciano approfitta di una legge e agguanta lo status di baby-pensionato. La mensilità certa dell'Inps è il via libera al tempo pieno nel calcio. E poiché alla Juve non comanda più Allodi, ma Giampiero Boniperti, nel '77 Moggi passa alla Roma, come consulente del presidente Gaetano Anzalone. Luciano firma così il primo grande colpo, nel '78 acquista dal Genoa il centravanti Pruzzo.Il suo primo atto da furbetto del palloncino Moggi lo compie nel novembre del '79. La sera di un sabato, vigilia di Roma-Ascoli, si ritrova a cena con l'arbitro della partita, Claudio Pieri, papà del Pieri di oggi. La Roma vince, un dirigente dell'Ascoli denuncia l'accaduto e si scatena il putiferio. «E' stato un incontro casuale» si giustifica Luciano. Dino Viola, nuovo presidente della Roma, approfitta dell'occasione per liberarsi di Moggi, che diventa d.s. della Lazio di Umberto Lenzini. Siamo nel 1980, deflagra il primo scandalo scommesse e Moggi non viene neppure lambito dalla bufera. Mai citato, mai indagato. Lasciata la Lazio, nel 1982 Moggi va a lavorare al Torino di Sergio Rossi e Luciano Nizzola. Ci resta per cinque anni, con alterni risultatiMaggio 1987, Moggi firma per il Napoli fresco di scudetto. Il Napoli di Diego Maradona. Comincia un quinquennio intenso, in cui Moggi è costretto a battagliare coi vizi maradoniani: cocaina, collusioni con la camorra, bizze di ogni genere. Moggi tiene insieme i cocci fino al '91 quando Maradona, cocainomane conclamato e squalificato, fugge in Argentina. E' la fine del grande Napoli e Moggi passa al Torino di Gian Mauro Borsano, finanziere legato a Bettino Craxi, al punto che diventerà deputato del Psi. Via dal Torino, Moggi transita nella Roma divisa in due, metà di Mezzaroma e metà di Sensi. A novembre del '93 Sensisi erge a padrone unico e accantona Moggi, che però riaffiora ad alti livelli. Primavera del '94, rivoluzione alla Juve: nasce la Triade e Moggi è il d.g., con delega al mercato.(fonte : http://www.violanews.com/)
Moggi Luciano ...
... tutti parlano, ma nessuno sa !!!Contro tante accuse ho voluto omaggiare Luciano Moggio scrivendo cosa ha fatto nella sua vita per il calcioLuciano Moggi (Monticiano, 10 luglio 1937) è un dirigente sportivo ed un manager calcistico. Ha ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di direttore generale della Juventus F.C..La VitaFiglio di un boscaiolo, nel '62 Moggi entra per concorso nelle Ferrovie e viene assegnato allo scalo di Civitavecchia come assistente di stazione. Tra le incombenze l'uso del telegrafo: Luciano impara l'alfabeto Morse. Moggi è poi promosso capo-gestione, responsabile di biglietteria e traffico merci.Il giovane Luciano è un difensore, mediocre per sua ammissione. Girovaga, arriva in serie D. Chiusa la carriera di giocatore, Moggi si ricicla come osservatore. Entra in contatto con società toscane e laziali, conosce Romeo Anconetani (futuro proprietario del Pisa). Il Moggi «talent scout» è bravo, viaggia in treno con le agevolazioni dei dipendenti Ffss e Italo Allodi, manager che ha fatto grande l'Inter di Angelo Moratti, lo scrittura alla Juve. Moggi scova giovani che saranno famosi: Causio, Rossi, Gentile, Scirea.Moggi cresce e nasce la leggenda del Paletta o del Capostazione, soprannomi coniati dai primi detrattori. Sul finire dei Settanta, Luciano approfitta di una legge e agguanta lo status di baby-pensionato. La mensilità certa dell'Inps è il via libera al tempo pieno nel calcio. E poiché alla Juve non comanda più Allodi, ma Giampiero Boniperti, nel '77 Moggi passa alla Roma, come consulente del presidente Gaetano Anzalone. Luciano firma così il primo grande colpo, nel '78 acquista dal Genoa il centravanti Pruzzo.Il suo primo atto da furbetto del palloncino Moggi lo compie nel novembre del '79. La sera di un sabato, vigilia di Roma-Ascoli, si ritrova a cena con l'arbitro della partita, Claudio Pieri, papà del Pieri di oggi. La Roma vince, un dirigente dell'Ascoli denuncia l'accaduto e si scatena il putiferio. «E' stato un incontro casuale» si giustifica Luciano. Dino Viola, nuovo presidente della Roma, approfitta dell'occasione per liberarsi di Moggi, che diventa d.s. della Lazio di Umberto Lenzini. Siamo nel 1980, deflagra il primo scandalo scommesse e Moggi non viene neppure lambito dalla bufera. Mai citato, mai indagato. Lasciata la Lazio, nel 1982 Moggi va a lavorare al Torino di Sergio Rossi e Luciano Nizzola. Ci resta per cinque anni, con alterni risultatiMaggio 1987, Moggi firma per il Napoli fresco di scudetto. Il Napoli di Diego Maradona. Comincia un quinquennio intenso, in cui Moggi è costretto a battagliare coi vizi maradoniani: cocaina, collusioni con la camorra, bizze di ogni genere. Moggi tiene insieme i cocci fino al '91 quando Maradona, cocainomane conclamato e squalificato, fugge in Argentina. E' la fine del grande Napoli e Moggi passa al Torino di Gian Mauro Borsano, finanziere legato a Bettino Craxi, al punto che diventerà deputato del Psi. Via dal Torino, Moggi transita nella Roma divisa in due, metà di Mezzaroma e metà di Sensi. A novembre del '93 Sensisi erge a padrone unico e accantona Moggi, che però riaffiora ad alti livelli. Primavera del '94, rivoluzione alla Juve: nasce la Triade e Moggi è il d.g., con delega al mercato.(fonte : http://www.violanews.com/)