La porta dell'anima

IL DESTINO IN UN NOME


Porto un nome che è un destino...Un destino di fuoco e di scintille. Mi hanno messo sulle spalle questo compitodifficile,tenere acceso un fuocherello a prezzo di morireevitare che diventi un incendio capace di distruggermi.Nelle mattine uggiose sono lì, con la mia pietra e i miei cerini,e cerco di accendere stoppie umide.Nelle notti di tempesta dimentico che consumo troppa paglia,scaldo troppo, divampo e mi contorco in spire di fiamme alte e gioiose.Eppure il mio vero nome chiama l'equilibrio,non troppo, ma non poco.Ho incontrato un uomo, un giorno, che pure ha un nome difficile da portare, "alexandros",che in greco vuol dire "difensore", colui che protegge.E lui deve decidere chi e cosa difendere, tra mondi in guerra e terre lontane.Duro, duro compito anche il suo, ammantato di incertezze e di armi prese e riposte.Per amore di una piccola fiamma.Come Alessandro Magno, perso in terre straniere, laggiù, alle remote foci dell'Indo, ora tu ti siedi e piangi.Attendi che una luce si annunci da lontano per guidarti avanti o di nuovo in patria.E io cerco di accendere fuochi alti sulle montagne nere, brune per la distanza, e spero che tu abbia la forza di alzare lo sguardo verso l'alto, verso l'orizzonte. La forza di vederli,se io riuscirò ad accenderli.Fiammetta