Un cammino di crescita personale implica per forza di cose tutta una serie di presupposti e relative conseguenze che in certi momenti possono fare si che ci si chieda " e ora, che non sento nulla, ceh cosa faccio?" o qualcosa di simile... ma questo che piaccia o meno è un passaggio pressochè obbligato, sicchè senza il mettersi in discussione e aver la preparazione di ritrovarsi quindi spiazzati da ciò che può emergere, è una tappa davvero fondamentale e necessaria per poter proseguire.per esperienza personale, posso dire che in un paio di occasioni mi son ritrovato dinanzi ad altrettanti mostri che mai più avrei pensato sarebbero tornati alla luce e il primo impulso è stato quello di voltar loro le spalle e fingere nulla ma poi.... eh no caro!! mi son detto, non te la cavi così facendo il gonzo... presi quindi id petto e affrontati a viso aperto, qualche ferita l'hanno stuzzicata ma alla fine... è stata dura certo, ma la soddisfazione per la vittoria non ha avuto prezzo!!Affrontare quindi questa sensazione così sgradevole è il lavoro per cercare di scoprire cosa c'è dietro - che a volte si può vagamente percepire quando ci fermiamo un attimo ad ascoltarci. E' una sensazione angosciante che fa veramente paura, una paura tremenda. Per cercare di non sentire quel senso di vuoto viscerale, molte persone creano un problema ancora maggiore, e cioè vivono con la "paura della vita". Senso di vuoto e paura di vivere, paura del vuoto e paura di "sentire".E allora cosa si fa?Per neutralizzare il vuoto e la sofferenza, si nega il malessere, ma nello stesso tempo, facendo ciò si perde il contatto con la realtà - La vita diventa una cosa estranea a sè stessi, si diventa spettatori, non ci si sente protagonisti, non c'è alcun coinvolgimento, c'è invece paura di sentire, di essere in contatto con gli avvenimenti della vita, e per reazione ci si chiude sempre più. Ma il chiudersi, non è l'unico sistema,anzi!! ci sono anche persone che per colmare questo vuoto, inventano sempre mille cose da fare, non si permettono di essere inattive neppure un minuto, perchè se si fermassero ad ascoltarsi, l'angoscia profonda, o la tristezza, o la disperazione prenderebbero il sopravvento.Questi meccanismi sono comuni un po' a tutti; ovviamente c'è chi non ne è consapevole o non ha mai intrapreso un cammino di crescita, che negherà sempre, ma, nella mia esperienza ho realizzato che è un disagio che appartiene a tutti. Questo è un po' un piccolo sunto di alcune esperienze vissute in prima persona, esperienze che in certi istanti hanno fatto forse + male di quelle che hanno creato i ricordi dentro me, ma oggi a distanza di tempo, con il cammino fin qui fatto son ben felice di aver risofferto ancora una volta per certi passati, perchè oggi tutto quello che è stato è divenuto tesoro prezioso di esperienza vera, affinchè non abbia a ricadere su certi stessi intoppi.
Quel senso di. "non so che..." ...
Un cammino di crescita personale implica per forza di cose tutta una serie di presupposti e relative conseguenze che in certi momenti possono fare si che ci si chieda " e ora, che non sento nulla, ceh cosa faccio?" o qualcosa di simile... ma questo che piaccia o meno è un passaggio pressochè obbligato, sicchè senza il mettersi in discussione e aver la preparazione di ritrovarsi quindi spiazzati da ciò che può emergere, è una tappa davvero fondamentale e necessaria per poter proseguire.per esperienza personale, posso dire che in un paio di occasioni mi son ritrovato dinanzi ad altrettanti mostri che mai più avrei pensato sarebbero tornati alla luce e il primo impulso è stato quello di voltar loro le spalle e fingere nulla ma poi.... eh no caro!! mi son detto, non te la cavi così facendo il gonzo... presi quindi id petto e affrontati a viso aperto, qualche ferita l'hanno stuzzicata ma alla fine... è stata dura certo, ma la soddisfazione per la vittoria non ha avuto prezzo!!Affrontare quindi questa sensazione così sgradevole è il lavoro per cercare di scoprire cosa c'è dietro - che a volte si può vagamente percepire quando ci fermiamo un attimo ad ascoltarci. E' una sensazione angosciante che fa veramente paura, una paura tremenda. Per cercare di non sentire quel senso di vuoto viscerale, molte persone creano un problema ancora maggiore, e cioè vivono con la "paura della vita". Senso di vuoto e paura di vivere, paura del vuoto e paura di "sentire".E allora cosa si fa?Per neutralizzare il vuoto e la sofferenza, si nega il malessere, ma nello stesso tempo, facendo ciò si perde il contatto con la realtà - La vita diventa una cosa estranea a sè stessi, si diventa spettatori, non ci si sente protagonisti, non c'è alcun coinvolgimento, c'è invece paura di sentire, di essere in contatto con gli avvenimenti della vita, e per reazione ci si chiude sempre più. Ma il chiudersi, non è l'unico sistema,anzi!! ci sono anche persone che per colmare questo vuoto, inventano sempre mille cose da fare, non si permettono di essere inattive neppure un minuto, perchè se si fermassero ad ascoltarsi, l'angoscia profonda, o la tristezza, o la disperazione prenderebbero il sopravvento.Questi meccanismi sono comuni un po' a tutti; ovviamente c'è chi non ne è consapevole o non ha mai intrapreso un cammino di crescita, che negherà sempre, ma, nella mia esperienza ho realizzato che è un disagio che appartiene a tutti. Questo è un po' un piccolo sunto di alcune esperienze vissute in prima persona, esperienze che in certi istanti hanno fatto forse + male di quelle che hanno creato i ricordi dentro me, ma oggi a distanza di tempo, con il cammino fin qui fatto son ben felice di aver risofferto ancora una volta per certi passati, perchè oggi tutto quello che è stato è divenuto tesoro prezioso di esperienza vera, affinchè non abbia a ricadere su certi stessi intoppi.