Esiste una vasta documentazione fotografica e letteraria che illustra come nei vicoli di Napoli ancora sino alla fine del XIX secolo, gli spaghetti venissero mangiati con le mani, ciò era in parte dovuto al fatto che non vi erano posate adatte allo scopo. Le comuni forchette allora in uso, avevano solo tre rebbi ed inoltre erano piuttosto appuntite, il che le rendeva poco pratiche allo scopo. Tutto ciò aveva anche un risvolto politico, rendendo di fatto improponibile la presentazione nei pranzi ufficiali, di quella che già all'epoca era considerata una specialità napoletana, la pasta. Fu quindi per volontà di Ferdinando II di Borbone e grazie all'ingegno del ciambellano di corte, Gennaro Spadaccini che si risolse il problema. Lo Spadaccini introdusse un quarto rebbio e ridusse le dimensioni dei forchettoni allora in uso, risolvendo in tal modo il problema dei maccheroni a corte. Ciononostante l'abitudine di mangiare la pasta con le mani perdurò ancora per parecchi decenni.