Getto la spugna ?

PADRE SEPARATO - EVENTI


Mercoledi 12, ore 11,30 udienza al Tribunale Civile e Penale di Nola.Presumo si debba discutere dell’esito della CTU, conclusasi a fine Dicembre dello scorso anno. Siamo in leggero ritardo. Dalla mia auto, il mio legale informa telefonicamente uno dei  legali della controparte di tale ritardo  e coglie l’occasione per concordare preventivamente, con lui, la richiesta di un rinvio dell’udienza,  considerato che non si è avuto modo di valutare, con la necessaria attenzione,   il tomo di 520 pagine redatto dalla psicologa, incaricata della CTU.Il legale della controparte, concorda pienamente sulla necessità di disporre di maggiore tempo per l’accurata lettura del librone e manifesta il suo consenso per la richiesta di rinvio. Giungiamo in Tribunale e questa volta la mia ex coniuge è in compagnia soltanto del padre e dello zio. Mancano all’appello le due amiche che amavano trascorrere il loro tempo libero nel corridoio delle sale d’udienza. Dopo qualche minuto la mia ex coniuge ci avvisa che, l’altra sua legale, quella che l’avrebbe assistita nell’udienza,  ha forato un pneumatico e tarderà qualche minuto.Intanto perdiamo l’ordine di ingresso e, da primi, diventiamo gli ultimi della lista.All’arrivo della legale la mia ex-coniuge, questa viene informata dal mio legale dell’accordo preso con il suo collega in merito all’esigenza  di richiedere il rinvio dell’udienza. Nessuna opposizione, anche lei ritiene che il librone debba essere letto con maggiore attenzione, anche se poi aggiunge :” ma considerato le conclusioni della psicologa, siete sempre intenzionati a proseguire per l’aspetto casa ed alimenti ?”.Il mio legale si limita a rispondere : “Collega, certo che siamo intenzionati ….e poi lei è già giunta alla sentenza conclusiva ?”. Il dialogo termina qui.Alle ore 12,50 circa entriamo in aula.Dinnanzi a noi il solito collegio e il librone aperto per la consultazione, aveva si e no una ventina di pagine rivoltate.Il mio legale inoltra la richiesta di rinvio al Presidente, precisando che tale rinvio era stato anche concordato con i legali della controparte. In quel momento la legale della mia ex coniuge dichiara: “No, noi non abbiamo bisogno di alcun rinvio”.Nonostante tale “vergognosa e vile” affermazione, ci viene concesso il rinvio. Prossima data 30 Aprile, alle ore 12,30.Salutiamo il collegio e lasciamo l’aula. Appena metto piede fuori dall’aula, mi volto verso la legale della controparte e con uno sguardo misto di schifo e rabbia esclamo soltanto “ma che razza di gente siete”. Mi rivolto, non saluto, e vado via.Ho fino ad oggi dato soltanto una lettura fugace al contenuto del librone scritto dalla Psiocologa, e oltre ad alcuni allegati (gia da me presentati al Tribunale) e paginoni di formule algebriche-matematiche (che proporrò in seguito anche se incapace di interpretarle), il contenuto non si discosta molto da quanto gia letto ed ascoltato fino ad oggi. Una donna che, durante il matrimonio,  ha subito le prepotenze di un marito che non le consentiva di vivere la sua vita, oggi in preda a  difficoltà economiche da fronteggiare, presunti aiuti che le verrebbero forniti dai genitori, nonni materni che non “amerebbero” i propri nipoti, un padre maniacalmente  dedito alla rincorsa della perfezione, una figlia che ha difficoltà a digerire la presenza della compagna del papà (che non vede da 5 anni) e altre affermazioni che, come dal 12 Dicembre 2002, a questa parte hanno un unico e palese fine, sempre lo stesso, denigrare l’ex marito ma SEMPRE E COMUNQUE PAPA’ per ostacolarlo nell’unico suo incontrovertibile intento, quello cioè di voler RIMANERE PADRE anche dopo la separazione. Dunque,  tutto ciò non mi ha minimamente preso, ne ferito, ne offeso,  considerato che è un comportamento al quale sono abituato da sei anni, considerato che anche io ho vissuto il matrimonio e so bene quanti degli eventi lamentati dalla mia ex non sono mai accaduti e soprattutto perchè conosco bene  il fine schifosamente viscido  e materialistico che la mia ex intende raggiungere. Quel poco che ho letto, l’ho letto con distacco e profonda vergogna. Oggi per quel che la mia ex coniuge è riuscita a distruggere dal 12 Dicembre 2002 non riesco a provare altro sentimento che quello della VERGOGNA.Ma più che cosciente del  suo traguardo, analizzerò con la necessaria attenzione il contenuto del tomo e produrrò elementi concreti che, a mio avviso, dovranno quanto meno far insorgere qualche dubbio sulla realtà delle dichiarazioni rilasciate dalla mia ex-coniuge e da Floriana.Ciò che invece non ho digerito, ed a questo destinerò il massimo impegno ed attenzione,  sono state due conclusioni dell’esimia Psicologa che ha tenuto la CTU, alle quali forse si riferiva la legale della mia ex-coniuge quando presumeva che abbandonassi sconfitto il mio ricorso.La prima:  “non esistono i presupposti per l’affidamento condiviso …..”Carissima Psicologa, i presupposti, come li definisce lei, non sono elementi che si autogenerano o cadono dal cielo come la manna nel deserto.I presupposti si devono volere, si devono creare, si devono perseguire se si vuole veramente il bene dei propri figli e non solo l’intestazione dell’immobile. Secondo lei, mia cara Psicologa, chi ha interesse a “NON CREARE I PRESUPPOSTI ?”La seconda “il Sig. Sandro si avvia a crearsi un nuovo alibi per potersi disfare anche dell’affetto di Matteo”. Per questa seconda, beh, mia cara Psicologa, credo che lei abbia seriamente bisogno di un periodo di pausa, di ferie, di relax. Perché se questa sua affermazione, formalizzata nel tomo,  è frutto di buona fede, o lei si riposa o rischia di finire in Psicanalisi.Vado avanti, confuterò una ad una le dichiarazioni di significante rilievo presenti nel Tomo, perché mi sento ancora PADRE e ho intenzione di DIFENDERE LA MIA FIGURA E SOPRATTUTTO I DIRITTI DEI MIEI FIGLI,  SEMPRE E COMUNQUE. Ricordati di firmare la "Carta Etica per la Bigenitorialità"clicca qui per farlo