Ho trascorso la Pasqua con il mio angelo.La mattina alle 10,00 l’ho preso con me, ed insieme siamo andati ad ascoltare la Santa Messa nella chiesa dove lui vive, dove frequenta il corso per la prima Comunione.All’ingresso della chiesa, ha voluto prendere l’acqua benedetta ed il presente che, i ragazzi delle varie associazioni, avevano preparato per i parrocchiani.Una crocetta fatta di chicchi di grano, rinchiusa in un foglietto recante questi versi:“Se il chicco di grano, caduto per terra, non muore, resta solo. Ma se muore, porta molto frutto”.Salutata la sua insegnante di catechismo, ci siamo accomodati tra i banchi per ascoltare la Santa Messa.Al momento della Comunione, si è voltato verso di me dicendomi :« Papy, perchè tu non vai ? »Ho pensato immediatamente « bella domanda a papà, e mo io che ti rispondo ? »Approfittando del fatto che eravamo in Chiesa e che bisognava rimanere in silenzio a pregare, ho avuto la forza di dirgli soltanto “ Ora non possiamo parlare Dido, te lo spiego dopo”.Ma cosa gli avrei spiegato dopo ?Da che parte bisognava cominciare ?Come avrei spiegato ad un angelo di otto anni che la Chiesa non consente ai separati di partecipare alla Comunione con Cristo ? Se nemmeno io, alla mia età, riesco a farmene una ragione di ciò, come avrei potuto chiarire in modo esaustivo il suo interrogativo. Io ero Cristiano prima del matrimonio e lo sono ancora oggi, ancora oggi mi sento di esserlo, nonostante pratichi molto meno la Parrocchia.I canoni che regolavano la mia vita prima della separazione, sono gli stessi che la regolano oggi.Cerco di rispettare i comandamenti, di pregare, di condurre una vita da cristiano con le stesse difficoltà e con gli stessi errori che probabilmente commettevo da sposato. Ma oggi, da separato, la Chiesa mi consente di partecipare alla S. Messa, senza però poter entrare in comunione con Cristo.Ma non è quello il momento della riconciliazione con Cristo ? Con la Chiesa, intesa come uomini, come fratelli e sorelle ? Secondo la Chiesa, intesa come istituzione, un separato è quasi come un cristiano di serie B, un po’ come i papà per la legge italiana. Se non altro per la Chiesa il separato e la separata, pari sono.Qualche tempo fa affrontai questo argomento con un parroco e lui mi disse che tale era il principio cristiano. “Solo chi si pente veramente e rimedia a quanto di sbagliato fatto, può unirsi in Comunione con Cristo” mi disse .Io mi limitai a rispondergli “….Padre, ma un assassino seppur fortemente pentito, riesce a restituire la vita a chi ha ucciso ? Eppure a lui è consentito partecipare alla Comunione….” Non ricordo di aver avuto spiegazione esauriente al mio interrogativo.Tra l’altro non è questo forse l’unico interrogativo che è rimasto per me tale sulla Chiesa, sempre intesa come istituzione.Oggi partecipo alla Santa Messa forse meno di quanto lo facevo prima del matrimonio, e mi sento quasi uno spettatore, seduto nei banchi, che nel momento in cui gli altri si avvicinano all’altare, si siede, li osserva, e prega.Menomale che all’uscita dalla Chiesa, sotto un bell’acquazzone, il mio angelo non ritornò sull’argomento, forse dimenticato, perché veramente non avrei saputo da che parte cominciare.
Padre Separato - La Pasqua in Chiesa
Ho trascorso la Pasqua con il mio angelo.La mattina alle 10,00 l’ho preso con me, ed insieme siamo andati ad ascoltare la Santa Messa nella chiesa dove lui vive, dove frequenta il corso per la prima Comunione.All’ingresso della chiesa, ha voluto prendere l’acqua benedetta ed il presente che, i ragazzi delle varie associazioni, avevano preparato per i parrocchiani.Una crocetta fatta di chicchi di grano, rinchiusa in un foglietto recante questi versi:“Se il chicco di grano, caduto per terra, non muore, resta solo. Ma se muore, porta molto frutto”.Salutata la sua insegnante di catechismo, ci siamo accomodati tra i banchi per ascoltare la Santa Messa.Al momento della Comunione, si è voltato verso di me dicendomi :« Papy, perchè tu non vai ? »Ho pensato immediatamente « bella domanda a papà, e mo io che ti rispondo ? »Approfittando del fatto che eravamo in Chiesa e che bisognava rimanere in silenzio a pregare, ho avuto la forza di dirgli soltanto “ Ora non possiamo parlare Dido, te lo spiego dopo”.Ma cosa gli avrei spiegato dopo ?Da che parte bisognava cominciare ?Come avrei spiegato ad un angelo di otto anni che la Chiesa non consente ai separati di partecipare alla Comunione con Cristo ? Se nemmeno io, alla mia età, riesco a farmene una ragione di ciò, come avrei potuto chiarire in modo esaustivo il suo interrogativo. Io ero Cristiano prima del matrimonio e lo sono ancora oggi, ancora oggi mi sento di esserlo, nonostante pratichi molto meno la Parrocchia.I canoni che regolavano la mia vita prima della separazione, sono gli stessi che la regolano oggi.Cerco di rispettare i comandamenti, di pregare, di condurre una vita da cristiano con le stesse difficoltà e con gli stessi errori che probabilmente commettevo da sposato. Ma oggi, da separato, la Chiesa mi consente di partecipare alla S. Messa, senza però poter entrare in comunione con Cristo.Ma non è quello il momento della riconciliazione con Cristo ? Con la Chiesa, intesa come uomini, come fratelli e sorelle ? Secondo la Chiesa, intesa come istituzione, un separato è quasi come un cristiano di serie B, un po’ come i papà per la legge italiana. Se non altro per la Chiesa il separato e la separata, pari sono.Qualche tempo fa affrontai questo argomento con un parroco e lui mi disse che tale era il principio cristiano. “Solo chi si pente veramente e rimedia a quanto di sbagliato fatto, può unirsi in Comunione con Cristo” mi disse .Io mi limitai a rispondergli “….Padre, ma un assassino seppur fortemente pentito, riesce a restituire la vita a chi ha ucciso ? Eppure a lui è consentito partecipare alla Comunione….” Non ricordo di aver avuto spiegazione esauriente al mio interrogativo.Tra l’altro non è questo forse l’unico interrogativo che è rimasto per me tale sulla Chiesa, sempre intesa come istituzione.Oggi partecipo alla Santa Messa forse meno di quanto lo facevo prima del matrimonio, e mi sento quasi uno spettatore, seduto nei banchi, che nel momento in cui gli altri si avvicinano all’altare, si siede, li osserva, e prega.Menomale che all’uscita dalla Chiesa, sotto un bell’acquazzone, il mio angelo non ritornò sull’argomento, forse dimenticato, perché veramente non avrei saputo da che parte cominciare.