Getto la spugna ?

Padre separato - Eventi


dal sito : www.larepubblica.itIl Pontefice interviene sulla questione sollevata ieri dal presidente del ConsiglioRibadisce il veto ma poi apre uno spiraglio: il desiderio dell'eucarestia li salveràIl Papa: "Comunione ai divorziati?No, solo ai puri e senza peccato"Papa Benedetto XVICITTA' DEL VATICANO - Ai divorziati, la comunione non si può dare, ripete il Papa, ma il desiderio di avvicinarsi alla mensa eucaristica li salverà comunque. Proprio ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in vacanza a Porto Rotondo, si era rivolto durante una celebrazione liturgica al vescovo locale, chiedendo quando la Chiesa avrebbe rivisto la regola che vieta ai divorziati risposati di prendere la comunione. "Presidente - rispose monsignor Sebastiano Sanguineti - lei che ha il potere può chiedere a chi è più in alto di me". E "chi è più alto" di lui, oggi ha risposto. Addirittura il Papa. Nel videomessaggio indirizzato al Congresso eucaristico mondiale nel Quebec, in Canada, Benedetto XVI non ha ovviamente accennato alla domanda di Berlusconi - il testo era preparato da tempo - ma nell'intervento, Ratzinger ha ribadito quali sono le leggi canoniche in vigore nella Chiesa e che valgono per tutti i credenti. Solo i "puri", ha ribadito il Pontefice, coloro che non sono macchiati dal "peccato" possono ricevere l'ostia consacrata: gli altri troveranno comunque "nel desiderio di comunione e nella partecipazione all'eucaristia una forza e una efficacia salvatrice".   Caro Papa, rispetto le leggi della Chiesa, che sono leggi fatte dall’uomo e come tali possono essere imperfette ed opinabili.Chiudere ancora oggi ai divorziati la possibilità di entrare in Comunione con Cristo non lo ritengo però un atto Cristiano, soprattutto se considero l’esistenza del “perdono” e della Sacra Rota,  che si riserva l’unica facoltà di sciogliere matrimoni che dovrebbero comunque e sempre rimanere indissolubili.Un divorziato, che rimanga single dopo la separazione, che conviva, che si risposi, credo mantenga la stessa coscienza Cristiana che aveva prima della separazione stessa. Sarebbe forse più giusto perseverare in una convivenza matrimoniale priva di amore ? Non credo che tutti i separati/divorziati si siano avvicinati all’altare per la pronuncia del fatidico “SI” già con in agenda la data del ricorso in Tribunale. Girare le lancette dell’orologio all’incontrario, ancora non si può.Credo che oggi, solo e soltanto una  coscienza Cristiana sana e forte, consente ad un divorziato di continuare ad “amare il prossimo suo come se stesso”, indipendentemente da chi si affaccia dalla finestra di piazza San Pietro.Il divorziato Cristiano, amante di Cristo e rispettoso delle Leggi di Cristo, rimane tale perché vuole continuare a vivere la sua vita tenendo vivo l’amore Cristiano, indipendentemente dalle Leggi della Chiesa.Il divorziato Cristiano frequenta la S. Messa, cerca di fuggire il peccato, prega, dialoga con Cristo,  cosi come lo faceva quando aveva ancora la fede al dito.Chissà se in futuro, la Chiesa, intesa come istituzione fatta di uomini, capirà che l’amore per Cristo e la Cristianità prescinde dalla separazione matrimoniale e se ciò dovesse mai accadere, mi auguro che non sia perché i separati, che aumentano sempre di più, vistisi tagliati fuori, pensino meno al 5 x mille per la Chiesa Cattolica