Creato da lukyll il 19/08/2008
GIRO INTORNO AL MONDO IN BARCA A VELA
 

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« LA TRAVERSATA DELL'OCEA...ISOLA DELLA GUADALUPE »

L'ATTERRAGGIO

Post n°105 pubblicato il 11 Dicembre 2011 da lukyll

Sabato 10 dicembre 2011

 

TERRA !!  TERRA !!!   FINALMANTE TERRA!!  Siamo arrivati nelle Indie !!!  Vediamo l’isola di  La Desirade, la prima isola vista da Colombo nel secondo viaggio quando era senza cibo e senza acqua come il nome chiarisce. E subito dopo avvisteremo la Guadalupe ( che in lingua india vuol dire “terra dalle acque splendide”). Intanto piove a dirotto e questo ci fa molto piacere così risciacqua la barca di tanta salsedine. Vedere terra è una grande gioia, almeno per me, perché dopo 17 giorni di navigazione senza vedere ne terra ne altre barche, dispersi in un mare così grande, con il timore nascosto che qualcosa non funzioni, che una tempesta magnetica abbia sballato il satellite del GPS e magari con i dati sballati giriamo in qua e la per l’Atlantico, dispersi , con acqua e viveri che si consumano ignari della nostra vera posizione.  Acqua, mare, oceano dappertutto, andremo bene per di qua? Speriamo, ci affidiamo alla bussola, agli strumenti magici dai colori fosforescenti nella notte buia con in cuore la speranza che tutto, magicamente funzioni.

Le onde ci rincorrono, lunghe e possenti, per fortuna non alte e ripide, e ci fanno ballare. In un momento di allegria, forse dovuta ad un gin tonic più abbondante, mi sono divertito a calcolare quante rollate la barca avrebbe fatto in tutta la traversata: ogni minuti passano sotto la chiglia 11 onde che moltiplicato per i 60 minuti di un’ore e poi per 24, le ore di un giorno e poi per 17 i giorni della traversata viene all’incirca 300.000 rollate con 300.000 onde che ci passano sotto. Un bel movimento.

Gli ultimi giorni sono i più faticosi, si guarda in continuazione il contamiglia per vedere quante ne mancano all’arrivo a destinazione, si contano i giorni, le ore. Ho voglia di terra, di camminare, di sentirmi su un pavimento che sta finalmente fermo. Di lavare le lenzuola diventate umidiccie e inconfondibilmente profumate. Voglia di una scansione giornaliera degli impegni regolare e di un sonno senza interruzioni per le guardie. E non dite : potevi startene a casa! Si sa che c’è un prezzo da pagare per ogni cosa, e questo è quello per poter attraversare il grande mare, l’Atlantico, in verità una avventura tranquilla, senza sorprese, o magari con qualche colpo di vento che impegna per qualche ora o qualche mezza giornata, come succede in Adriatico infondo. Ma l’avventura, anche se tranquilla e sicura, è sempre un’avventura, non si sa mai cosa può capitare, dal mare o dalla barca si possono avere sorprese e l’avventura infondo è determinata nel momento della scelta di attraversare l’oceano, è in quel momento che devi avere il coraggio di mettere in gioco la propria esperienza marinara e con un equipaggio ed una barca che a malapena conosci, perché una volta partito non puoi tornare indietro. Certo, avventure facili, che in tantissimi fanno e faranno, con strumentazioni e barche facili e sicure, ma sempre rimane l’infantile desiderio di avventura di attraversare l’oceano con il tuo guscio di noce.

Tutto ha funzionato a dovere, non c’è possibilità di sbagliare, i gps sono tutti concordi, anche il mio collegato al computer,  infatti arriviamo proprio dove ci aspettavamo di essere. Viva le moderne tecnologie!! A parte il computer che si è ubriacato di gin e non ci ha permesso di ricevere i bollettini meteo e la posta.

 

E adesso, ormeggiata la barca, via verso una vera doccia, almeno mezz’ora, anche se ne abbiamo fatte, e poi una passeggiata con un bel gelato in mano alla scoperta della Guadalupe. Come si vede mi contento di poco.

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