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ma che bella novità

Post n°17 pubblicato il 10 Settembre 2013 da cram1977
 

Leggevo sul sito ansa.it che la Camusso chiede al Governo la convocazione delle parti sociali soprattutto dopo la formulazione di un documento in vista della finanziaria.

Un interrogativo mi assilla, e mi fa pensare che in fondo i sindacati forse stavano sulla luna quando sono stati inventati tutti quei provvedimenti che hanno ucciso la dignità di ogni lavoratore italiano, soprattutto dei precari.

Mi sbaglio? o forse milioni di giovani precari senza uno stipendio dignitoso non sono la prova che questa cosiddetta "crisi" parte da lontano?

i protagonisti politici e sindacali di oggi dov'erano? forse ci siamo distratti tutti e non li abbiamo visti?

 https://www.google.it/?gws_rd=cr&ei=ck8uUrj0BsTKtAbJjoDICQ#q=http%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fweb%2Fnotizie%2Frubriche%2Feconomia%2F2013%2F09%2F09%2FStabilita-Camusso-governo-convochi_9272802.html

 
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La sindrome di Quirra e la sindrome disoccupazione

Post n°16 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da cram1977

Sul sito dell'Unione sarda compare un altro capitolo su uno dei vari incubi che affliggono la Sardegna: la sindrome di Quirra.  L'indagine prosegue, eppure considerare solo l'aspetto sanitario e ambientale sembra non bastare a molti. Non si può non considerare che i tanti morti o i malati che faticano ad andare avanti siano un problema enorme e difficile da risolvere. Di certo ci sono delle cause che vanno tirate fuori.L'aspetto più inquietante è un altro: vari abitanti della zona interessata non sono d'accordo con un eventuale smantellamento della base e una riconversione o riconsegna al territorio, (decidete voi) perchè in gioco c'è il problema del lavoro.Ebbene si, in una Sardegna afflitta da una crisi che non è recente ma affonda in un lontano passato è bene non trascurare quest'aspetto.La fame , perchè è di questo che bisogna parlare, la povertà estrema, non sono dei mali minori rispetto a tante altre malattie.Molti benpensanti della politica, della cultura, dell'ambientalismo a tutti i costi, non riescono a capirlo.Se si vuole togliere le servitù militari dalla Sardegna credo che ogni sardo non possa che essere d'accordo, ma bisogna aiutare la gente del luogo ad avere delle alternative in più per il proprio futuro (vedasi il caso La Maddalena) altrimenti la soluzione, sarà peggiore del male.Quirra, la procura ordina nuovi sequestri
Trovato in una discarica razzo inesploso

 

Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha emesso un ordine di sequestro per una discarica di pezzi di lamiere di camion militari, ordigni e carri armati nel Poligono interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Venerdì 04 febbraio 2011 07.50

L'operazione, effettuata ieri mattina dalla Polizia di Stato e dagli agenti della Forestale, rientra nell'inchiesta aperta dalla procura ogliastrina per fare luce sulla "Sindrome di Quirra" dopo l'elevato numero di pastori ammalati e morti di tumore e di animali nati deformi. La magistratura intende chiarire se siano stati utilizzati ordigni con uranio impoverito e quali possano essere le correlazioni con le malattie. Nel corso dell' ispezione è stato rinvenuto anche un razzo inesploso nel Poligono di Perdasdefogu. Il razzo, di 81 mm. di diametro, sarà fatto brillare dagli artificieri.

L'INDAGINE Nei giorni scorsi sono stati sequestrati vecchi carri armati, mezzi blindati, jeep, bersagli di bombe, tutti residui delle esercitazioni effettuate in uno dei Poligoni interforze più grandi del mondo (12 mila ettari). Due consulenti sono stati incaricati di analizzare i primi dati già in possesso e la consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta, Antonietta Gatti, secondo la quale le nanoparticelle di metalli pesanti e di leghe metalliche potrebbero essere la causa delle leucemie e linfomi registrati nella zona, farà parte della stessa equipe.

 
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Marea nera in Sardegna

Post n°15 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da cram1977

Questo articolo è riportato dal sito surfcorner.it. Riguarda il grave caso di una perdita di olio combustibile in mare da parte degli impianti della E.On in Sardegna.
Non è stato dato alcun risalto a questo disastro (chissà perchè...) eppure i danni ci sono eccome. Anche il ministro dell'ambiente pare abbia dichiarato che non è il caso di dichiarare lo stato d'emergernza perchè la macchia oleosa sarebbe limitata.
Forse il ministro non ha visto in quali condizioni sono delle spiagge tra le più belle al mondo, o forse non è andata lei a ripulire la sabbia e il mare.
Il problema dei combustibili rimane tutto come quello delle fonti energetiche.
In questi anni i disastri legati agli sversamenti di idricarburi e oli nei mari e negli oceani nel mondo sta diventando un'autentica calamità, eppure invece che pianificare una politica energetica sul piano nazionale si punta ad un ripristino del nucleare senza capire dove verranno cercati i fondi, dove smaltire le scorie, e in quale luogo collocare queste centrali non preoccupandosi dei problemi ambientali.
Intanto le maree nere avanzano, e i "signori" che lucrano sul petrolio e i suoi derivati si ricordino che sono degli esseri umani pure loro e anch'essi come noi si ammalano...
Inquinamento Ambientale nel Nord Sardegna
Articoli |
19 gen 2011
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Un grave incidente ha colpito la zona del nord della Sardegna in seguito alla perdita di olio combustibile avvenuta nella zona industriale di Porto Torres. Chiesto lo stato di calamità naturale.

L'incidente si è verificato l'11 gennaio scorso, quando almeno 20 metri cubi di olio combustibile sono finiti in mare durante operazioni di scarico alla centrale termoelettica nel Golfo dell'Asinara. Il risultato sono chilometri di arenili incatramati, uccelli e pesci morti, dune da ripulire.

La stampa nazionale (fatta eccezione di Ansa, Repubblica e pochi altri) non ha dato molta visibilità ad un evento gravissimo, per il quale il presidente della provincia di Sassari ha chiesto lo stato di calamità naturale, e di cui ancora non si conoscono le reali proporzioni, il quantitativo di olio sversato in mare e i danni che potrà creare.

Intanto il catrame ha già fatto danni, soffocando le posidonie e uccidendo uccelli e pesci, e minaccia il santuario dei cetacei, per non parlare, dal nostro punto di vista, della minaccia alle spiagge e ad alcuni degli spot più belli della Sardegna, molti dei quali come sappiamo si trovano sulla costa nord e nord ovest.

Finora il maestrale sembra aver risparmiato alcune delle spiagge più famose, ma una perturbazione con venti da N/NE è prevista per i prossimi giorn

 

Riportiamo qui sotto il testo integrale dell'articolo pubblicato su Repubblica.it

 

Soltanto per un caso la marea nera non ha invaso il Parco Nazionale dell'Asinara e non ha toccato spiagge rinomate come Stintino. Il danno però non è meno grave: martedì 11 gennaio nel Nord della Sardegna, 20 metri cubi (questa la cifra ufficiale, ma c'è chi dubita sia quella reale) di olio combustibile si sono riversati in mare durante un'operazione di scarico da una nave alla centrale termoelettrica di Fiumesanto, nel comune di Porto Torres. 


A oltre una settimana dall'incidente, secondo quanto riferisce La Nuova Sardegna 2, le operazioni di bonifica in mare sono terminate, ma sulle spiagge del Golfo dell'Asinara, nel territorio che interessa tre comuni (Porto Torres, Sassari, Sorso) rimangono i segni del disastro. Chilometri di arenili incatramati, uccelli e pesci morti, dune di valore incommensurabile per l'ecosistema da ripulire asportando la sabbia e, soprattutto, la rabbia dei cittadini che da anni chiedono maggiore controllo per un'area marina dall'indubbia importanza ambientale e turistica.

L'incidente. La centrale termoelettrica di Fiumesanto, proprietà della multinazionale E. On, da anni è al centro di polemiche. I suoi impianti sembrano un bubbone sulla pelle di una costa dove anche la spiaggia meno bella ha acque azzurre e spiagge bianche. Non ci sono soltanto le ciminiere E. On a deturpare il paesaggio: le costruzioni della centrale sono le ultime del grande agglomerato industriale di Porto Torres, nato negli anni Settanta, quando una politica industriale folle pensava di fare della Sardegna un polo chimico, ora diventato una cattedrale nel deserto che ha lasciato in agonia aziende e un'intera cittadina, Porto Torres. 

 

 


La centrale è alimentata a olio combustibile, portato da navi che per il loro carico rappresentano da sole un pericolo. Come sia avvenuto l'incidente di martedì 11 non è ancora chiaro (c'è un'inchiesta della Procura in corso). Secondo la ricostruzione fatta ieri durante un vertice tra la E. On, le autorità locali e la Capitaneria di porto, a cedere sarebbe stato un tubo vecchio, mentre altre fonti parlano di "fenditure" nei cassoni per il contenimento dell'olio sulla banchina. In entrambi i casi è lecito ipotizzare gravi negligenze nelle operazioni di scarico e nel controllo dei macchinari utilizzati.

La dinamica. L'olio combustibile che si è riversato in mare non è soltanto inquinante, ma cancerogeno al contatto diretto. Secondo E. On sono stati 20 metri cubi a riversarsi in mare, una quantità modesta, ma la sostanza a contatto con l'acqua aumenta il suo volume 16 volte ed è stato così che la marea nera ha invaso un ampio tratto di arenile. Quando c'è stato lo sversamento soffiava prima vento di ponente e poi maestrale, perciò la chiazza è stata spinta verso Est, ha "saltato" Porto Torres ed è finita sulle spiagge di Platamona e Marritza, quasi fino a Castelsardo. Il Parco dell'Asinara è stato risparmiato, ma sarebbe bastato un soffio di libeccio e la marea avrebbe preso in pieno Stintino e la zona protetta. Non è una consolazione: alle spalle di Platamona si trova l'omonimo stagno, zona di interesse ambientale tutelata dall'Unione Europea. Lo stagno non ha ampie comunicazioni con il mare, ma per la sua salute sono fondamentali le dune che lo proteggono, proprio quelle su cui dovranno lavorare le ruspe per rimuovere il catrame.

 

 


La mobilitazione dei cittadini. La E. On ha avviato le operazioni di bonifica e ieri, secondo la capitaneria di porto e l'azienda, in mare la situazione appariva sotto controllo. Nonostante le rassicurazioni che l'olio combustibile resta a livello superficiale, esiste un'ampia letteratura che documenta danni nel lungo periodo anche sul fondo marino. E resta il problema degli arenili, dove rimossa la sabbia superficiale (e anche questo è un danno) ci sono pietre e rocce piene di catrame che andranno portate vie o resteranno lì con il loro rivestimento cancerogeno. "Prima di tutto abbiamo chiesto un risarcimento  -  dice Beniamino Scarpa, sindaco di Porto Torres  -  ma superata l'emergenza vogliamo che da questo incidente si prenda spunto per decidere in maniera seria che cosa fare del nostro futuro. Quanto accaduto è sintomo di un problema sotto gli occhi di tutti, quello del rapporto tra industria e territorio. Da anni il nostro comune cerca di avere risposte per la bonifca dell'area e per sapere che si vuole fare della zona industriale, ma l'Eni non ci dice nulla". 

 

 


Intanto i cittadini si sono organizzati in comitati perché su quanto accaduto non cali il silenzio. Chiedono di prendere parte alle operazioni di bonifica insieme ai tecnici della E. On, vogliono accertare la reale entità dei danni. Nel disastro, l'unica nota positiva è la veemenza con cui ha reagito la gente per riaffermare il suo diritto a proteggere il territorio.

 

 
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NON CI RESTA CHE PROTESTARE

Post n°14 pubblicato il 24 Ottobre 2010 da cram1977

I pastori sardi hanno occupato una sala del consiglio regionale alla fine di questo brano ho inserito la notizia dell'ANSA.

Nessuno ascolta più chi sta male, ormai per far sentire la propria disperazione occorre un gesto eclatante, qualcosa che faccia muovere qualche telecamera, perchè se non compare la protesta in qualche canale televisivo ormai, non è protesta.

I telegiornali hanno dato poco risalto alla notizia come se fosse una cosa da sardi, qualcosa di cui si può non parlare. Come sta avvenendo per tutti quei lavoratori che hanno deciso di vivere questi mesi nel vecchio penitenziario dell'asinara, per protesta verso una classe politica che li ha condannati a vivere nella disoccupazione e nell'indigenza.

quello che m'incuriosisce sono le notiziuole che passano nei tg: Shopping, ultimi cellulari, sfilate di moda, i gusti dei gelati preferiti, quanti messaggini al minuto si mandano gli adolescenti...

oggi poi, guardavo studio aperto su italia uno e ho scoperto che ci sono tanti posti di lavoro disponibili ma pare che i giovani non sono qualificati per farli o, secondo qualche intervistato a cui è stata posta qualche domanda brillante, pare che i giovani in fondo non vogliono lavorare perchè hanno la paghetta sicura.

Bene. Qualcuno vuole spiegarmi se i figli dei lavoratori dipendenti della Alcoa, della Vinyls ecc. da tempo in cassa integrazione, dei pastori, dei precari possono dare ai propri figli la paghetta? se questo fosse vero allora viviamo nel paese delle meraviglie dove tutto è possibile anche far diventare una piaga sociale come la disoccupazione, un dramma che non consente di vivere a persone ultra specializzate con anni e anni di esperienza, un qualcosa di assimilabile al più disdicevole capriccio.

E' così??? bene allora non ci resta che continuare a guardare i bei tg italiani pieni di tutto, tranne che di notizie.

 

 

(ANSA) - CAGLIARI, 20 OTT - Dopo una mattinata di tregua torna l'assedio dei pastori sotto il Consiglio regionale, teatro ieri di scontri violenti.

Il Movimento pastori sardi ha deciso di tenere un doppio presidio: restano pressoche' in isolamento gli allevatori irriducibili che occupano la sala della Commissione Bilancio, mentre all'esterno si stanno organizzando turni da 150-200 persone che da domani dovranno presidiare il Consiglio dove oggi e' saltata la seduta che avrebbe dovuto discutere la 'leggina' di sostegno al comparto agro-pastorale.(ANSA).

 
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...LA PRETENDE CHI SI VUOLE BENE (SIGH)

Post n°13 pubblicato il 16 Settembre 2010 da cram1977

Ho visto in questi giorni uno spot pubblicitario del ministero del lavoro il cui slogan è "SICUREZZA SUL LAVORO. LA PRETENDE CHI SI VUOL BENE".

Un bel messaggio davvero, solo che io da semplice cittadino, magari stupido e ignorante, ho avuto qualche dubbio da subito.

Mi ha colpito la notizia (l'ennesima) di qualche giorno fa riguardante quei lavoratori che sono stati mandati a pulire una cisterna piena di azoto e sono morti tutti quanti.

Al che mi sono chiesto di chi fossero le responsabilità, quali sono gli impulsi che portano un lavoratore ad esporsi ad un rischio simile ma, soprattutto, perchè questi episodi succedono in grosse aziende.

Non sarà che forse la terrificante disoccupazione porta tanti lavoratori a fare tutto quello che pretende il datore di lavoro? non sarà forse che tutte queste stragi (perchè considerati i numeri di questo si tratta) sono state causate anche dalla diffusa precarietà del lavoro e che, il datore di lavoro , per risparmiare sui costi della sicurezza metta in pericolo la vita di chi finisce in queste situazioni?

oggi un lavoratore è perennemente sotto ricatto perchè dalle aziende circola questa frase: i disoccupati sono tanti e fuori di qui c'è la fila per essere assunti, se ti vanno bene queste condizioni resta, altrimenti vattene".

Di fronte a tale ricatto morale, un padre di famiglia cosa può fare???

I sindacati poi sono altrettanto complici di tale macello.

Non è un caso che tante industrie di grosse dimensioni si affidano a piccole imprese satellite che assumono con contratti a termine ponendo i loro lavoratori, senza esperienza e disperati, nei luoghi di lavoro più malsani e pericolosi.

Sono gli operai in questione a non volersi bene? sono loro a mettere in pericolo la propria vita?

Lo sa il Ministro Sacconi cosa succede a chi PRETENDE qualcosa nella propria azienda e magari ha solo un contratto a progetto o a tempo determinato???

Bene, detto questo, mi piacerebbe sapere una cosa:ministro Sacconi, sarebbe disponibile ad eliminare tutti quei contratti che provocano tanta disperazione tra i lavoratori e i disoccupati e sostituirli con contratti a tempo indeterminato?

Per il resto, non resta che aspettare i prossimi morti e il finto rammarico di tutti.

 
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