“La Repubblica italiana, nel giorno del 27 gennaio di ogni anno, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, celebra il”Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah. L’opposizione hitleriana agli ebrei è più che esistenziale per il fatto che nega preventivamente lo statuto stesso di “esistenza” agli ebrei e al popolo ebraico che, non a caso, dalla propaganda ufficiale vengono definiti alla stregua di “pidocchi”, “cimici”, “parassiti”. L’attenzione preminente che gli storici hanno dedicato alla “soluzione finale” ha fatto perdere di vista altri “fatti importanti dell’era nazionalsocialista” quali “l’eliminazione di “vite non degne di essere vissute”, con riferimento alle vittime di eutanasia in particolare per i malati di mente. Tocca naturalmente agli storici sviluppare e approfondire questo tipo di analisi per non rinviare ogni interrogativo alla “antropologia, alla sociopsicologia e alla psicologia individuale”. Oggi, dovremmo pure riflettere sui rapporti tra capitalismo industriale tedesco, dominio economico in Europa e progetto di riduzione in schiavitù di popoli inferiori come miniera di lavoro a basso prezzo. Osservare, freddamente, popoli disposti ad emigrare anche verso lontani lidi inospitali pur di sfuggire alla sorte di povertà e di emarginazione che li attende in patria; una sorte che non si deve più subire passivamente, quasi fosse un immodificabile decreto naturale o divino. Disposti ad emigrare lo sono fino al punto da sembrare patologicamente posseduti, ha scritto uno studioso marocchino, da una vera e propria obsession migratoire.