Che l’ecologia intesa in una visione istituzionale, vada individuata come un” sistema”, è ormai un dato di fatto. Ma, a tutt’oggi, siamo allo “scaricabarile”. La prima istituzione ad aver perso credibilità è, in primis, il Parlamento (che fa o non fa le leggi aspettando proposte, che non accoglie, o referendum abrogativi. In un Comune, il Consiglio Comunale che fa o non fa regolamenti). Di contro, aumenta il potere dell’esecutivo proprio perchè ha il “potere” di applicare o non le leggi e quindi, favorire o danneggiare i privati. Anzi, oggi, frequentemente, più che di potere istituzionale, occorre parlare di soggetti che operano nell’istituzione svincolati da un quadro cogente di riferimento istituzionale.Forse, rispolverare una proposta di legge del 1986 dal titolo “Istituzione del difensore civico per l’ambiente”, non sarebbe male di fronte a tanti altri inutili incarichi deliberati con la motivazione della necessità. Altrimenti siano le Prefetture, di per sè più serie ed efficienti rispetto a Regioni, Province e Comuni, a prendere le iniziative necessarie. E’ impegno delle istituzioni, come pure delle forze vive della società che in qualche modo sono partecipi, ispiratrici e sostenitrici dell’ambiente, continuare il percorso culturale evolutivo che porti ad una consapevolezza della questione ambientale, sapendo che, per l’uomo, la scelta di un rapporto non conflittuale con l’ambiente lo rende parte armoniosa in funzione del suo futuro.