La crescita non è forse nemmeno e soltanto l’aumento dimensionale del PIL e degli investimenti, ma dovrebbe essere anche un continuo processo di trasformazione e cambiamento strutturale. E’ la trasformazione strutturale il propellente della crescita le cui innovazioni e cambiamenti costituiscono la spinta principale al dinamismo dell’economia. Da qualunque lato si voglia guardare la medaglia, in ogni caso crescita e trasformazione vanno di pari passo. Se bastassero gli investimenti a fare la crescita, se cioè fosse sufficiente mettere insieme un po’ di macchinari in qualche capannone o in qualche ufficio, allora osserveremmo nel mondo reale una crescita ben distribuita tra le diverse aree e regioni del mondo. In realtà, l’unica regolarità che si osserva è quella dell’irregolarità dei tassi di crescita, non solo nel tempo, ma anche nello spazio ove, sicuramente, chi parte in ritardo, come in qualunque gara, parte svantaggiato.Se paragoniamo la società a una barca, per parafrasare un concetto di Henry George, ed al suo avanzare, ci accorgiamo che esso non dipende dalle energie spese dall’equipaggio; dipende soprattutto dagli sforzi riservati a farla avanzare nel mare tempestoso. Questi sforzi saranno diminuiti dall’energia spesa a litigare fra loro, o nello spingere in direzioni differenti.Bisogna allora fare in fretta. L’allarme recessione può indurre i mercati, intanto, a castigarci se non a trucidarci.
CRESCITA
La crescita non è forse nemmeno e soltanto l’aumento dimensionale del PIL e degli investimenti, ma dovrebbe essere anche un continuo processo di trasformazione e cambiamento strutturale. E’ la trasformazione strutturale il propellente della crescita le cui innovazioni e cambiamenti costituiscono la spinta principale al dinamismo dell’economia. Da qualunque lato si voglia guardare la medaglia, in ogni caso crescita e trasformazione vanno di pari passo. Se bastassero gli investimenti a fare la crescita, se cioè fosse sufficiente mettere insieme un po’ di macchinari in qualche capannone o in qualche ufficio, allora osserveremmo nel mondo reale una crescita ben distribuita tra le diverse aree e regioni del mondo. In realtà, l’unica regolarità che si osserva è quella dell’irregolarità dei tassi di crescita, non solo nel tempo, ma anche nello spazio ove, sicuramente, chi parte in ritardo, come in qualunque gara, parte svantaggiato.Se paragoniamo la società a una barca, per parafrasare un concetto di Henry George, ed al suo avanzare, ci accorgiamo che esso non dipende dalle energie spese dall’equipaggio; dipende soprattutto dagli sforzi riservati a farla avanzare nel mare tempestoso. Questi sforzi saranno diminuiti dall’energia spesa a litigare fra loro, o nello spingere in direzioni differenti.Bisogna allora fare in fretta. L’allarme recessione può indurre i mercati, intanto, a castigarci se non a trucidarci.