Creato da glvdi il 24/05/2011
Notiziario della Gran Loggia dei Massoni d'Italia
 

 

« Luis FernandezVisita al MUSMA »

Pensieri in libertą

Il sole splende ancora, in questa città, Milano, dove almeno l'ora è legale. Rispetto e pari dignità ed opportunità un pò meno.

Il verde delle foglie e delle tasche, il bianco dei petali di fiori dalle multiforme corolle, e il rosso acceso d'amore come il sangue che scorre in missioni di "pace" armate fino ai denti li ritrovo come colori su una bandiera tricolore segno sbiadito di unità nazionale.

Ciò che trovo bello in una croce è la variegata e fiorita forma di un albero della vita rappresentante l'unità con lo Spirito di chi ha inteso elevare la condizione umana da una originaria forma non propria perfetta poichè infetta da "peccato" di conoscenza.

Oggi che la Libertà è virtuale, mi viene da pensare che nella miscellanea di gusti e stili la forma resta ristretta nei limiti e confini di chi non è sempre rispettoso della dignità altrui.

Impegno, responsabiltià e rispetto sono parole che vengono dette ad aspidi sorde ai suoni ammalianti da un fantomatico incantatore. Unico Bene che cerco e che voglio come sola speranza, è quello di trovare in Dio Essere Supremo, l'amico più sincero. E, umanità, ...abbi pietà di me, se poco ti rispetto ed è disimpegno mio a non responsabilizzarti a sufficienza nel crederti fratello o sorella degno di riceverti come si deve.

In primis, ho la coscienza a posto però sporca, forse, nell'avanzare diritti che vengono calati e monetizzati dall'alto di parole di una costituzione che non li realizza ma li propone, come il lavoro, e c'è tanto da fare ancora.

in secundis, siamo sempre secondi, gli onesti, ad arrivare in una gara che premia sempre chi ha truccato e barato nel gioco pigliatutto perchè chi non ruba è fesso, come te italiano, figlio di un popolo che quanto a creatività oggi ti manda a 'fanculo con la grazia di chi mette le mani in faccende poco pulite, se non proprio nella merda, nei tuoi palazzi e nei tuoi fioriti giardini della disonestà e immondizia.

Si approssima una Pasqua che festeggia un passaggio di cristi risorti sempre più risicati dall'intransigenza tua nel non volere dichiarare mai quanto altri hanno percepito nella realtà dei fatti, ad una seria e dignitosa lealtà e coerenza in fedeltà a impegni presi nel rispetto del Bene comune.

Ciò che appare palese nei principi, nella forma di un Male comune come quello di accaparrarsi tutto quanto si può prima che altri ti rubino il pane quotidiano che dovresti esigere come necessario per vivere: ma c'è chi si lava le mani nell'acqua sporcata da altri te stesso che come sole regole conoscono quelle di avvenenti suore di ordini non proprio religiosi quanto a politica e prospettata attività di sindaci.

Ed a rappresentare degnamente una Nazione rimane impotente e rassegnato un Presidente che ha fatto di tutto affinchè non si instaurasse un regno iniquo e malvagio per i suoi elettori. C'è chi fugge ai suoi doveri ma pretende diritti mai eguali, se non inferiori, per quei pochi che ormai credono nell'istituzione, così come pensata dai padri fondatori.

Le nostre sono solo parole scaturite in una crisi depressiva che apre i cancelli a fiere e addomesticate belve trasformate in agnelli mansueti e pecore nel seguire un pastore vero scomparso nella via della verità in questa vita.

Deposte le uova come armi, rimane lo sforzo delle galline nel realizzarle sempre più grandi come armi di distruzione di massa e la potenza è sempre proporzionalmente inversa all'impotenza, fuori controllo, nell'impedirlo. Sulle etiopiche croci fiorite di violenza e fra le falci di luna storta fra le stelle rimangono sempre deboli, poveri cristi, fuggiti ai sepolcri incustoditi nel labirinto della ragione umana; tutta muri e divieti alla tolleranza di ciò che è la semplicità più complessa e ostica nel realizzare il bene di chi ti è prossimo.

E il sole mi risplende sempre per i giusti messi in ombra dagli ingiusti.

In questa drammatica, quanto irrealizzabile? salvezza, ciò che con sprezzatura affermo è sola superiore espressione di una Suprema volontà nel richiedere, per ottenerla, la vera pace: distaccata Esichìa, da tutto ciò che è guerra, e violenza, in questo mondo.

L'Essere supremo, ha inteso creare l'uomo come dominatore delegato alla sua paradisiaca visione e non complice di un infernale esercito di malvagità in Suo Sacro Nome.

Ciò che non depongo, è la mia unica e virtuale arma che possiedo, che mi consente di dare sfogo a pensieri che sono ben lontani da una apocalittica visione di distruzione di massa, lontana dal cercare morte in ciò che esprime fratellanza.


Costruire Templi e dorate dimore all'Arte, che è unica e visibile immagine creata a sua somiglianza nella mia fantasia, che potrebbe diventare nostra realtà è utopia?


Massimo Monello




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