Ragazza che non ho, la mia religione sei stata tu. Ti ho inseguito per tutta la vita, ma quelle rare volte che ti ho incontrata non so che cosa mi sia successo. Diventavo troppo violento, o stupido, o troppo importuno, o troppo terrorizzato, o tutte queste cose insieme. Sai, ragazza, mi sono sentito male.Ho avuto una vertigine violenta, come quando un aereo perde improvvisamente quota.Per un attimo ho temuto che mi avessero messo qualcosa nel caffè, e subito dopo mi sei venuta in mente, ragazza che non sei mai stata mia.Perdonami, non so bene cosa volevo dirti. Forse che sono responsabile del nostro appuntamento mancato e se vivròuna seconda volta tornerò a cercarti, ovunque e chiunque tu sia.Saranno molte le nostre sembianze e le nostre morti? Non lo so, ma ti prego: se vedrai un ragazzo, bruscamente, rivolgerti la parola fino a offenderti, o, altrettanto improvvisamente, piangere fino a offendersi, non andartene.Più gli uomini sono grandi, più piangono e hanno carattere,più hanno un pessimo carattere.Vedi, ragazza, questi uomini li chiamano disturbati.Se non possono avere tutto vogliono il nulla.Se non sono amati si fanno odiare.Sono gli uomini che conoscono, come i bambini e i poeti, l'arte di essere infelici. Non hanno invidie, tranne una, per i belli e i mediocri, quelli alti con gli occhi azzurri che ti fanno ridere, ti divertono e che, per una sera, non ti fanno pensare.Per un attimo ho temuto Ragazza che non ho, devo chiederti ungrande favore. Guarda al di là delle apparenze, in futuro. Ogni uomo ha bisogno di piangere una volta, a lungo, tra le tue braccia, prima di potersi liberare.Non è un debole, al contrario, ciò che ti chiede oggi te lo restituirà mille volte.Tutto qui, ragazza che non ho.Davvero, la prossima volta, quando qualcuno ti dirà di un uomo: " Attenta, quello ha dei problemi "non chiuderti, apriti e accoglilo, almeno per un po'. " Quello " potrebbe essere il tuo amore.Diego Cugia