Creato da giuseppedifonzo il 01/03/2013

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Le cene interrotte: continuano gli appuntamenti del progetto artistico ideato da Enzo Battarra e Giuseppe Coppola

Foto di giuseppedifonzo

Nel campo delle arti visive Caserta ha vissuto negli anni '70 una stagione particolarmente felice registrando riscontri positivi da parte della critica nazionale. Giovani artisti sperimentavano nuovi linguaggi e azioni sceniche che coinvolgevano spesso la popolazione locale e gli spettatori. In quegli anni e in quel clima Castel Morrone era anch’esso centro di fermenti e luogo di incontri grazie all’attività di Giovanni Tariello, che coniugava nelle sue opere avanguardia, ruralità e cibo, portando le sue “cene contadine” nelle gallerie e nelle rassegne che si tenevano in tutta Italia e attirando intorno alla cantina di “Zì Pietro” i flussi artistici che transitavano nella regione. Il progetto “Cene interrotte” curato da Enzo Battarra e Giuseppe Coppola in collaborazione con Terre Blu, in cui si inserisce anche il finissage che si terrà sabato 21 marzo, con inizio alle ore 20, presso le sale di Palazzo Mazziotti in Caiazzo, dove verranno esposte le opere di Raffaele Bova, Crescenzo Del Vecchio, Peppe Ferraro, Gabriele Marino, Livio Marino Atellano, Paolo Ventriglia, coinvolge da due anni a questa parte le personalità più rappresentative di quel periodo, invitate a realizzare in ceramica un lavoro incentrato sul rapporto tra cibo e arte progettando e realizzando delle “cene filosofiche”, ideali e metaforiche tavole nelle quali l'idea della tavola genera “paesaggi” che sono cifra stilistica e culturale del territorio. Legame primitivo tra il corpo e il mondo ed strumento di assimilazione di qualità fisiche e psicologiche, il cibo rappresenta infatti un elemento di estrema importanza nella storia dei popoli, nella cultura non solo materiale delle civiltà assieme agli utensili che ne declinano la preparazione e il consumo e assieme ai riti che ne fanno un momento di socializzazione. Dietro la funzione sociale del condividere la stessa mensa è possibile intravedere le tracce di un suo potere ancestrale e magico. I rituali di condivisione si apparentano a una rappresentazione e la sua assunzione diventa interiorizzazione traslando dal piano fisico a quello metafisico e filosofico. La tavola, luogo di incontro tra cibi, culture, identità, luogo di relazioni amorose, sociali, economiche, si configura così alla confluenza tra i sistemi dell'arte, dell'architettura, del design, della comunicazione e costituisce un modello teorico e culturale in grado di riprodurre e reinventare i luoghi reali e i sistemi complessi che caratterizzano la contemporaneità e la storia, i territori, le relazioni.

 
 
 
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