Lunedì 29 Maggio 2007; diario di bordo. Entro oggi ufficialmente nell’ottavo giorno della mia avventura. Alle mie spalle la prima settimana di corse e di incontri. Mi sembra una vita, anzi, due! Ripercorro rapidamente ciò che ho vissuto e come sempre resto incantato dalla soggettività del tempo. Sono sempre stato convinto che, età anagrafica a parte, il tempo si possa misurare in termini di esperienze significative vissute, siano esse positive o negative. C’è quindi chi durante duecentomila giri della lancetta delle ore si fa carico di un bagaglio di eventi tale da crescere rapidamente e sentirsi addosso un certo grado di maturità e consapevolezza di sè, e chi invece nello stesso arco di tempo carica sulle proprie spalle un fardello meno denso di avvenimenti mostrandosi pertanto ancora un po’ acerbo o comunque bisognoso di vivere in profondità. Pippe mentali a parte, ho difficoltà a tornare sui miei passi analizzando con lucidità i pochi giorni che mi separano dalla mia Città Natale e dalla folle scommessa. I primi momenti a Imola in cui mi sentivo fomentato, ma solo e spaesato. L’accoglienza di Alfio al Rio Rosso e la pace che ho provato la sera sotto il porticato del suo agriturismo. La fatica mortale della seconda tappa. Il fiato rotto, i battiti alle stelle e le gambe che mi tremavano. Pensavo di morire! Il sudore salato mi entrava negli occhi facendomi piangere come un vitello ed impedendomi di vedere. Brutti momenti. E poi la sera stessa l’incontro con i “bioamici“ del Dulcamara ed il loro fantastico mondo tutto al naturale. Un ritrovo per tutto coloro che vogliono vivere in maniera semplice, piacevole e lontani dallo stress urbano. La festa di Laurea di veterinaria in cui mi sono imbucato e le prime espressioni di stupore di chi ascoltava la mia storia!!! E ancora Bologna con Chiara, Luismi e Vale. Finalmente un ambiente familiare in cui potermi lasciar andare ed abbandonarmi alle premure dei miei compagni di avventure Erasmus. Che meraviglia. Il sol pensiero di quei giorni mi commuove quasi come fosse un addio. Eppure so che ci rivedremo presto. Hanno promesso che mi raggiungeranno prossimamente durante qualche tappa, forse direttamente in Laguna per rockeggiare insieme! Un nota speciale va a Ilaria e Devis di Castel Maggiore che m’hanno offerto rispettivamente vitto e alloggio senza nemmeno conoscermi. Allo stesso modo Salvatore ha aperto le porte della sua trattoria e del suo appartamento trattandomi per un’intera giornata come uno dei suoi più cari amici. Quanta generosità. Quanta bontà e senso di solidarietà. A loro tutti i miei ringraziamenti. Non posso poi non citare Giulio che ha condiviso con me le gioie ed i dolori (lui si è anche escoriato una caviglia) di una intera tappa di corsa. Ed infine il mio amico Ale che m’ha accolto a braccia qui a Ferrara e dal cui focolare vi scrivo. Purtroppo passa le sue giornate lavorando e quando ci incontriamo la sera siamo talmente cotti da non aver la forza per girare un video. Ad ogni modo abbiamo scattato qualche foto insieme, dateci un’occhiata. Le parole scivolano via in fretta e penso che avrei molto altro da citare come l’incontro con Alessandro Cattellan, le interviste radio e molto altro. Ma in fondo amici miei, mi state seguendo assiduamente e non c’è bisogno di tante altre parole. Forse solo queste sono realmente necessarie: Grazie ragazzi, grazie per il sostegno e l’interesse che mostrate per i miei confronti. A prestissimo, Gianluca (Giastar)
GIRO DI BOA
Lunedì 29 Maggio 2007; diario di bordo. Entro oggi ufficialmente nell’ottavo giorno della mia avventura. Alle mie spalle la prima settimana di corse e di incontri. Mi sembra una vita, anzi, due! Ripercorro rapidamente ciò che ho vissuto e come sempre resto incantato dalla soggettività del tempo. Sono sempre stato convinto che, età anagrafica a parte, il tempo si possa misurare in termini di esperienze significative vissute, siano esse positive o negative. C’è quindi chi durante duecentomila giri della lancetta delle ore si fa carico di un bagaglio di eventi tale da crescere rapidamente e sentirsi addosso un certo grado di maturità e consapevolezza di sè, e chi invece nello stesso arco di tempo carica sulle proprie spalle un fardello meno denso di avvenimenti mostrandosi pertanto ancora un po’ acerbo o comunque bisognoso di vivere in profondità. Pippe mentali a parte, ho difficoltà a tornare sui miei passi analizzando con lucidità i pochi giorni che mi separano dalla mia Città Natale e dalla folle scommessa. I primi momenti a Imola in cui mi sentivo fomentato, ma solo e spaesato. L’accoglienza di Alfio al Rio Rosso e la pace che ho provato la sera sotto il porticato del suo agriturismo. La fatica mortale della seconda tappa. Il fiato rotto, i battiti alle stelle e le gambe che mi tremavano. Pensavo di morire! Il sudore salato mi entrava negli occhi facendomi piangere come un vitello ed impedendomi di vedere. Brutti momenti. E poi la sera stessa l’incontro con i “bioamici“ del Dulcamara ed il loro fantastico mondo tutto al naturale. Un ritrovo per tutto coloro che vogliono vivere in maniera semplice, piacevole e lontani dallo stress urbano. La festa di Laurea di veterinaria in cui mi sono imbucato e le prime espressioni di stupore di chi ascoltava la mia storia!!! E ancora Bologna con Chiara, Luismi e Vale. Finalmente un ambiente familiare in cui potermi lasciar andare ed abbandonarmi alle premure dei miei compagni di avventure Erasmus. Che meraviglia. Il sol pensiero di quei giorni mi commuove quasi come fosse un addio. Eppure so che ci rivedremo presto. Hanno promesso che mi raggiungeranno prossimamente durante qualche tappa, forse direttamente in Laguna per rockeggiare insieme! Un nota speciale va a Ilaria e Devis di Castel Maggiore che m’hanno offerto rispettivamente vitto e alloggio senza nemmeno conoscermi. Allo stesso modo Salvatore ha aperto le porte della sua trattoria e del suo appartamento trattandomi per un’intera giornata come uno dei suoi più cari amici. Quanta generosità. Quanta bontà e senso di solidarietà. A loro tutti i miei ringraziamenti. Non posso poi non citare Giulio che ha condiviso con me le gioie ed i dolori (lui si è anche escoriato una caviglia) di una intera tappa di corsa. Ed infine il mio amico Ale che m’ha accolto a braccia qui a Ferrara e dal cui focolare vi scrivo. Purtroppo passa le sue giornate lavorando e quando ci incontriamo la sera siamo talmente cotti da non aver la forza per girare un video. Ad ogni modo abbiamo scattato qualche foto insieme, dateci un’occhiata. Le parole scivolano via in fretta e penso che avrei molto altro da citare come l’incontro con Alessandro Cattellan, le interviste radio e molto altro. Ma in fondo amici miei, mi state seguendo assiduamente e non c’è bisogno di tante altre parole. Forse solo queste sono realmente necessarie: Grazie ragazzi, grazie per il sostegno e l’interesse che mostrate per i miei confronti. A prestissimo, Gianluca (Giastar)