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Quest'anno è l'anno che necessita di cambiamenti, di nuove decisioni. Quest'anno ho deciso di svecchiare la mia carriera universitaria; sono stanco di questa condizione di stallo che si è creata nella mia vita. Se non la laurea entro quest'anno, devo arrivarci molto vicino. Quest'anno lascio Reggio Calabria. Arriverà Luglio ed io farò le valigie e andrò via da questa città che ormai non mi dà più nulla, nè da un lato umano nè da un lato sociale; ha solo preso le cose migliori di me senza rendermi qualcosa che valesse la pena. Quest'anno devono finire i lavori a casa mia. Ho acquistato un appartamento qualche anno fa e, forse a causa della mia assenza, i lavori di ristrutturazione durano da tre anni. Adesso o il muratore si decide ad andarsene o cambio impresa. Quest'anno acquisterò il mio primo quadro in una galleria. So quale e dove, spero che sia ancora lì quando andrò a prenderlo. Quest'anno sono 30. Qualcosa DEVE cambiare. |
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Antefatto: la settimana scorsa mando un messaggio ad F. con la scusa di farmi dare le foto della serata del sabato precedente, ma non ottengo risposta. Oltre a pensare che è maleducato penso anche che dovrei accantonare le speranze. Analisi: tralasciando la mia impressione che ci provi con me, ora sempre più forte, ho cercato di farmi un'idea di come sia fatto. E' uno di quei ragazzi che ha bisogno di dimostrare qualcosa, di mille parole e pochi fatti; fondamentalmente insicuro ma ben nascosto dietro una maschera di giovialità.
La prossima mossa: francamente sono stufo dei tira e molla che avvengono con persone che ancora sono inesperienti; poi, oltretutto, per una volta ho bisogno che sia qualcuno ad interessarsi a me ed a fare la prima mossa. |
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Trascinato da S. (a dir la verità la fortuna mi ha arriso), sabato sera vado a prendere una birra al locare dove so che F. lavora come fotografo (non avevo ancora avuto la voglia di dirne il nome, ma ora credo serva). Insomma, io ed S. ci sediamo al tavolo mentre lui ci segue e continua a parlare con me. Mi chiede addirittura con chi faccio la ricerca programmata per dopo le vacanze all'università, però io non colgo. Quando poi si allontana dopo un quarto d'ora buono, S. mi guarda ed esclama "eccome se ci prova!". Beh, la serata procede così, tra battute e sorrisi. Ad un certo punto propone che se lo aspettiamo quando finisce di lavorare usciamo insieme; S. è stanca, io pure ed a malincuore declino. A detta di S. era raggiante del mio essere lì. Andando via gli ricordo della ricerca che lui mi ha proposto prima, però aggiunge che già gliel'ha chiesto una ragazza anche se non vorrebbe farlo con lei. Gli rispondo semplicemente che se vuole il mio numero l'ha quindi che mi faccia sapere. Ed ora, dopo il giorno che ho trascorso felice ripensando a quella serata, mi sorgono altri dubbi, alcune incertezze. Ed ora arriva il Natale. Io me ne torno a casa, lui pure. Non ho molta intenzione di farmi sentire, non vorrei essere invadente soprattutto non essendo sicuro, a dispetto di ciò che dice S. E se invece non facendomi vivo pensasse che non mi interessa? Questo cane che si morde la coda. Già mi immagino, a fissare in questi giorni il cellulare. |
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Beh, ora ha il mio numero di telefono. E' stato un po' una carambola riuscire a darglielo ma alla fine ci sono riuscito. Boh, se vuole lo usa, se non vuole non ci posso fare nulla, io c'ho messo la buona volontà; che altro dovrei fare? Saltargli addosso? Non sono neanche sicuro sia gay... Con buona pace dell'anima mia... |
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La mia mente sta vagando. Mi sento semplicemente nella condizione di non saper affrontare ciò che mi sta accadendo, nel groviglio dell'incapacità ad affrontare le mie emozioni. L'anno scorso mi piaceva un ragazzo, di sfuggita. Era qualcuno di carino da guardare quando mi capitava a tiro e non nego di averlo fatto. Ho cercato invano un contatto, ma non sono approdato a nulla; ho avuto l'impressione di esser stato infastidente. L'indomani invece si avvicina ed attacca bottone. Resto sorpreso e, poichè so essere abbastanza antipatico, mi limito ai convenevoli. Finisce la lezione ed io, come sempre antipatico, esco senza neanche salutare. Rientro a casa con un punto di domanda. C'ha provato con me? Non è possibile. Aspetto la settimana successiva perché penso che se il suo fosse stato un tentativo di approccio non dovrebbe lasciarlo cadere là, sennò vuol dire che non ci stava provando. Colpa degli scioperi passano due settimane ed io ancora sono nel dubbio. Mercoledì prossimo dovremmo avere lezione, ma io sono alla presentazione di un libro. Solo che mi sono lasciato illudere in queste due settimane ed ora, con la mente leggermente più fredda, penso che in realtà non ci stesse provando e che sarà un'altra elucubrazione. Per fortuna che arriveranno le vacanze ed io, con tutto ciò che avrò da fare, potrei dimenticare. Star male per qualche giorno, ma poi dimenticare. |
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Post n°84 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da o_Jeremiah_o
Stamane ho aperto gli occhi prima che suonasse la sveglia, ma non ho voluto riaprirli dopo che aveva suonato. Stamane. Stasera affronto me stesso. Stasera. Sia stamane sia stasera nessun altro nel letto oltre me. Questa mancanza mi fa soffocare. Oggi, Domani: causa occupazione universitaria, rimando i miei punti interrogativi a data da destinarsi. Sperando che passi presto anche questa... |
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Mi sento solo profondamente demotivato. Mio padre, il lavoro, la casa nuova, il tatuaggio. La vita da solo.
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Di tanto in tanto, in questi ultimi tempi, mi ritrovo a dubitare. Accade che talvolta mi si chieda perché credo ed io rispondo che è solo qualcosa che sento, che non so spiegare. Ho vagliato varie religioni prima di trovare nel Cristianesimo quella che più si avvicinava al mio fabbisogno di spiritualità. Ma tant'è, il problema non è il tipo di religione. E' il credo perché è dentro di me. Ogni tanto mi ritrovo a sentire la mia voce che dice che forse, in fondo, non c'è niente dentro di me. Solo che ora, in questi giorni, mi scopro a chiedermi se vedo ancora qualcosa intorno a me. |








