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Cronache di Toki

Cinema Cinema Cinema.. e non solo

Creato da GiuseppeToki il 03/05/2009

"Sono cresciuto attraverso il cinema. Se mi sono interessato alla letteratura, alla musica è stato grazie al cinema" (Michael Powell)

 

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Review

Post n°52 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da GiuseppeToki
 

Figli Delle Stelle (Lucio Pellegrini,2010)

Quattro uomini sulla quarantina, quattro vite differenti costernate dalle medesime delusioni nei confronti di un paese immeritocratico che non da' certezze ma precarieta' e difficolta' socio economiche. Pellegrini pesca alcuni dei nostri attori piu' in forma proponendo una storia di rivalsa popolare con un bilanciamento riuscitissimo tra denuncia e comicita', tra sdrammatizzazione e critica. Pepe (Pierfrancesco Savino), Toni (Fabio Volo), Bauer (Giuseppe Battiston) e Ramon (Paolo Sassanelli) non sono propriamente dei criminali, ma tramite una serie di circostanze ed una sete di protesta covata negli anni rapiscono un parlamentare chiedendo un riscatto. Una giornalista, interpretata da una sempre brava Claudia Pandolfi, viene trascinata nel piano criminale da uno dei quattro uomini, creando ancor piu' scompiglio. La goffaggine e l'inesperienza del quartetto costituisce il perno su cui poggia la comicita' della vicenda, in particolar modo i personaggi interpretati da Savino e Battiston, accumunati da principi di lotta comunista d'altri tempi che sfiorano il demenziale, regalano momenti di grande ilarita', con un occhio al dramma solo appena accennato e mai predominante. Tra un colpo di scena comico ed un pizzicotto polemico al nostro attuale governo, il film affascina per via di una presa di posizione morale inusuale nel cosiddetto cinema "di opposizione" della nostra scuola under 40, purtroppo non posso rivelarvi molto perche' sarebbe uno spoiler sul finale e non solo, vi basti sapere che riguarda il sottosegretario ed il suo rapporto col popolo tramite i rapitori. Una visione amara e fantozziana del desiderio di ribellione dell'italiano medio che si placa quando si viene sopraffatti da emotivita' eccessiva e bisogni personali, come nella scena in cui Pepe scopre che il sottosegretario e' entrato in politica per promuovere una legge che si sposa perfettamente con un grave problema della sua anziana madre.. Un film da vedere in entrambi i casi perche', ribadisco , la comicita' e' spassosa e la presa di posizione sociale e' moderata e "fresca".

Voto : 8

 
 
 
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